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L’Accordo di Parigi sul clima del 2015 e il ritiro degli USA. Il 2017 uno tra gli anni più aridi,in Italia continua l’emergenza incendi e siccità

L’ACCORDO DI PARIGI SUL CLIMA. Nel 2015 la comunità internazionale si era data appuntamento a Parigi per la COP21. Un’occasione di incontro e confronto tra i paesi industrializzati, emergenti e in via di sviluppo sullo scottante tema del cambiamento climatico. In gioco, il futuro del pianeta e delle generazioni successive, sempre più in pericolo. La COP21 era stata accolta con grandi aspettative per la partecipazione di quasi tutti gli Stati, in particolare dei cd grandi inquinatori – Stati Uniti, Cina e India – da sempre restii ad adottare regole comuni, finalizzate a limitare le emissioni dei principali gas serra, lo spreco delle risorse naturali – in esaurimento – danni agli ecosistemi e alla salute dell’uomo. La Conferenza sul clima di Parigi, a lungo sotto i riflettori, si era conclusa, inaspettatamente, con il consenso unanime della comunità internazionale alla determinazione di una regolamentazione più ferrea. Un importante passo in avanti sul piano politico, dopo il fallimento del Protocollo di Kyoto. Protagonista l’Europa, la Continue reading “L’Accordo di Parigi sul clima del 2015 e il ritiro degli USA. Il 2017 uno tra gli anni più aridi,in Italia continua l’emergenza incendi e siccità”

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Il codice di condotta delle ONG resta al centro dell’attenzione politica interna ed europea e di quella mediatica.

Il codice di condotta delle ONG resta al centro dell’attenzione politica interna ed europea e di quella mediatica. In queste ore la ONG spagnola Proactiva Open Arms si è dichiarata pronta ad aderire al codice, mentre l’organizzazione francese SOS Mediterranée è in trattativa con il Ministro degli Interni italiano.

Il Ministro Minniti continua a lavorare per ottenere il consenso e la firma di tutte le ONG, nonostante Medici senza Frontiere abbia ribadito di non essere disposta ad aderire al codice di condotta e sia la nave Iuventa sia la Sea Watch – della ONG tedesca Jungend Rettet Continue reading “Il codice di condotta delle ONG resta al centro dell’attenzione politica interna ed europea e di quella mediatica.”

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Il codice di condotta delle ONG: La nave Iuventa della ONG tedesca è stata posta sotto sequestro a Lampedusa.

Il codice di condotta delle ONG, voluto dagli Stati europei e firmato solo da alcune delle ONG, ha permesso all’Italia di intraprendere le prime indagini sui presunti contatti tra queste ed i trafficanti libici. La ONG spagnola Proactiva open arms, la maltese Moas e Save the Children sono le uniche ad aver firmato il codice di condotta, bocciato invece dalla ONG tedesca Jugend Rettet, dalle francesi Medici senza Frontiere e Sos Mediterranée. Per quest’ultime, i rispettivi portavoce, dichiarano inaccettabile la presenza della polizia giudiziaria italiana a bordo delle navi di soccorso – prevista dal codice – perché comprometterebbe le operazioni di salvataggio dei migranti. Queste organizzazioni, che non possono più partecipare alle operazioni di save and rescue, hanno l’obbligo di non lasciare il porto di Lampedusa. In base alle previsioni del codice di condotta, la polizia italiana ha il compito di effettuare dei controlli diretti sulle operazioni di soccorso in mare operate dalle ONG, dopo i sospetti della procura siciliana sull’esistenza di una rete criminale dedita all’immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Continue reading “Il codice di condotta delle ONG: La nave Iuventa della ONG tedesca è stata posta sotto sequestro a Lampedusa.”

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Emergenza migranti: continua l’empasse dell’Europa, mentre le richieste dell’Italia restano inascoltate

Resta l’emergenza migranti nel nostro paese, ma la questione degli sbarchi già non occupa più le prime pagine dei giornali o dei notiziari. Dall’inizio dell’emergenza si sono susseguiti numerosi vertici, durante i quali i capi di Stato e di Governo europei si sono ripetutamente confrontati faccia a faccia sulla gestione dell’incessante ed imponente flusso di migranti provenienti dai porti libici.

IL TRILATERALE MACRON, MERKEL, GENTILONI. A margine del Vertice dei Balcani occidentali, il tête-à-tête tra Macron, la Merkel e Gentiloni è però servito a confermare l’empasse dell’Europa rispetto alle richieste avanzate dal Governo italiano. Da una parte, infatti, la Cancelliera Angela Merkel si è limitata a manifestare solidarietà rispetto al lavoro fino ad ora svolto dall’Italia, Continue reading “Emergenza migranti: continua l’empasse dell’Europa, mentre le richieste dell’Italia restano inascoltate”

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Al vertice di Varsavia l’Italia ottiene una prima apertura dell’Europa all’emergenza migranti

Al vertice di Varsavia – conclusosi due giorni fa – l’Italia ha ribadito la necessità di una revisione della missione di sicurezza Triton, facendo pressione sugli stessi Stati – Francia, Germania, Polonia, Austria, Spagna – che a Tallinn avevano risposto con un secco no.

La riluttanza dei paesi europei di contribuire all’emergenza, attraverso l’apertura dei porti ai migranti e, la dichiarazione della portavoce di Frontex, circa la difficoltà di raggiungere un accordo sulla revisione della missione Triton, hanno alimentato il timore che anche il vertice di Varsavia si concludesse con un nulla di fatto. Dopo il confronto a Varsavia la direzione di Frontex ha dichiarato di sostenere la proposta dell’Italia, acconsentendo pubblicamente alla redazione di un nuovo piano operativo, pur non specificando come.

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Migrazione: una responsabilità di tutti! Al vertice di Tallinn, tuttavia, l’Italia resta l’unico approdo

Era il 1995 e il telegiornale mandava in onda l’immagine di una grande nave con a bordo tanti, troppi disperati in fuga dalla guerra dei Balcani. Avevo appena sei anni e acquisì più tardi coscienza di cosa fosse la guerra. Nonostante non l’abbia mai vissuta in prima persona, quell’immagine è rimasta misteriosamente impressa nella mia memoria.

Oggi non nascondo che, mentre scrivo, posso solo immaginare la paura, la disperazione, la fame, la povertà, che costringono migliaia Continue reading “Migrazione: una responsabilità di tutti! Al vertice di Tallinn, tuttavia, l’Italia resta l’unico approdo”