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[COMUNICATO] Matteo Roiz è il nuovo Segretario Generale SIEDAS

Cambio ai vertici della SIEDAS, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo. Matteo Roiz è stato designato come nuovo Segretario Generale. L’Avvocato prende il posto di Caterina Barontini.

Napoli, 16 Aprile 2018. SIEDAS, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, è lieta di annunciare il nome del suo nuovo Segretario Generale. Si tratta di Matteo Roiz, consulente legale in materia di diritto d’autore e dello spettacolo e socio SIEDAS dal Febbraio 2017. Matteo Roiz succede a Caterina Barontini, Segretario Generale in carica sin dalla fondazione di SIEDAS.

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Europa, dove l’accoglienza è sinonimo d’invasione!

Chi è critico nei confronti dell’Europa e ne preferisce, forse, la fine piuttosto che la prosecuzione, quale alternativa propone? Il ritorno al passato, quando gli Stati erano gli uni contro gli altri e la pace era costantemente sul filo del rasoio? Una pace assicurata a suon di alleanze tra due o più Paesi, mossi da interessi egoistici? Domande queste alle quali dovrebbero saper rispondere, in modo concreto e costruttivo, quelle figure politiche apertamente antieuropeiste.

Se, da una parte, l’indebolimento dell’Europa non è mai stato tanto reale, dall’altra, non sembra sia possibile per ora aspettarci “un vento di cambiamento”. Le elezioni in Ungheria si sono concluse con l’ennesima vittoria del nazionalista e populista Viktor Orbàn. Un risultato preoccupante per la tenuta dello Stato di diritto, dopo che i giornalisti del canale di Stato Mtva hanno confessato di Continue reading “Europa, dove l’accoglienza è sinonimo d’invasione!”

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Gli effetti del colonialismo: il genocidio degli Aborigeni australiani.

Ogni volta che si pensa al termine ‘genocidio’ l’associazione più frequente che viene fatta è quella relativa allo sterminio del popolo ebraico perpetrato dal nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Purtroppo, questo triste evento del ventesimo secolo non è un episodio isolato; un altro grave fatto decisamente meno conosciuto in Occidente si è verificato nel medesimo periodo a causa dell’ingordigia e della smania di possesso dei colonizzatori inglesi. Si tratta del genocidio degli Aborigeni australiani.

Tutto ha inizio nel 1770, quando l’esploratore James Cook sbarcò a Botany Bay, nei pressi dell’odierna Sydney, e occupò tutta la Continue reading “Gli effetti del colonialismo: il genocidio degli Aborigeni australiani.”

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[COMUNICATO] SOLETERRE: fino al 13 aprile promuove la campagna SMS “GRANDE CONTRO IL CANCRO”, raccolta fondi a sostegno del Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica (PIOP).

DALL’8 MARZO AL 13 APRILE

SOLETERRE

PROMUOVE LA CAMPAGNA SMS

GRANDE CONTRO IL CANCRO

è possibile donare inviando un SMS al 45520

IN ITALIA I FONDI RACCOLTI SARANNO DESTINATI AL POLICLINICO SAN MATTEO DI PAVIA

Dall’ 8 marzo fino al 13 aprile Fondazione SOLETERRE promuove la campagna SMS “GRANDE CONTRO IL CANCRO”, raccolta fondi a sostegno del Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica (PIOP). È possibile donare attraverso l’invio di un SMS del valore di 2 euro al numero 45520 da Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali; 5 euro chiamando da rete fissa TWT, Convergenze e Poste Mobile; 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali. Continue reading “[COMUNICATO] SOLETERRE: fino al 13 aprile promuove la campagna SMS “GRANDE CONTRO IL CANCRO”, raccolta fondi a sostegno del Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica (PIOP).”

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Martin Luther King e la disobbedienza pacifica: 50 anni dopo Memphis

A cinquant’anni dalla morte di Martin Luther King, gli Stati Uniti hanno ricordato il reverendo pacifista con una manifestazione di commemorazione che ha attraversato l’intero Paese.

La sua eredità e il suo impegno civile sono ancora vivi nella comunità statunitense e nei vari movimenti pacifici, dal movimento “Black Lives Matter”, contro le violenze della polizia, alla “March for Our Lives”, manifestazione contro le armi libere. A questa manifestazione, intervenne anche la nipote di King, Yolanda Renee di 9 anni, riprendendo la celebre frase nel nonno “I have a dream”.

Erano le 18.01 del 4 aprile 1968 quando Martin Luther King, sul balcone della stanza 306 del Motel a Mulberry Street, dove alloggiava a Memphis, fu colpito alla testa da un colpo di fucile di precisione. La corsa al St. Joseph’s Hospital, fu vana. I medici constatarono un irreparabile danno cerebrale e la sua morte venne annunciata alle 19.05 del medesimo giorno. Nonostante le richieste del Presidente degli Stati Uniti Johnson al popolo di non cedere all’impulso della violenza, i giorni dopo la scomparsa del reverendo si registrarono in oltre 120 città atti violenti. L’8 giugno, venne arrestato James Earl Ray con l’accusa di aver ucciso King. All’inizio confessò di essere lui l’assassino, ma dopo tre giorni ritrattò la sua versione professandosi innocente. Il 10 marzo 1969 venne condannato a 99 anni di reclusione. Ad essere indagato e condannato al pagamento della somma di 100 mila dollari alla famiglia di King, fu Loyd Jowers, proprietario del ristorante Jim Grill situato a Mulberry Street, dove avvenne l’omicidio, accusato di aver Continue reading “Martin Luther King e la disobbedienza pacifica: 50 anni dopo Memphis”

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“Workaholism” (dipendenza dal lavoro) e la necessità di ripensare il tempo

Chi non lavora non fa l’amore, cantava un bel po’ di anni fa Adriano Celentano, rimbrottato nella canzone dalla moglie per la partecipazione ad uno sciopero ad oltranza. Tu ti metti in sciopero, beh mi ci metto pure io. Oggi, invece, pare che siamo dinnanzi al fenomeno opposto, chi lavora non fa l’amore. O meglio, chi lavora troppo resta a secco.

La boutade è utile per introdurre la misura che il Governo in Corea del Sud, si è visto costretto ad introdurre, al fine di evitare che i dipendenti svolgano eccessive ore di lavoro: il blocco dei computer. Overworking, infatti, è il fenomeno degli impiegati che svolgono turni ben al di sopra di quanto dovrebbero da contratto. In media pare che siano soprattutto i dipendenti statali (gli impiegati del Ministero della Pesca su tutti, sic.) a lavorare 2.739 ore all’anno, 1000 ore in più dei dipendenti di qualsiasi altro Paese considerato avanzato, che lavorano mediamente circa 1.763 ore. Questo eccesso di lavoro ha portato a varare tale misura, calandola dall’alto, per cercare di porre rimedio al crollo delle nascite. Si, perché i coreani in ufficio neppure si trattengono per le amanti o future Continue reading ““Workaholism” (dipendenza dal lavoro) e la necessità di ripensare il tempo”