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Unione europea: la crisi dei partiti tradizionali e del “fare politica”. Spunti di riflessione.

Tra il 2015 e il 2017 in Europa si sono svolte numerose giornate elettorali. In Francia, Germania ed Austria si sono infatti tenute recentemente le elezioni politiche, mentre si continua a discutere sull’avanzare dei partiti di estrema destra, dei nazionalismi e dei populismi. E c’è già grande attesa per il confronto politico in Italia, la prossima primavera.

In Francia, è ancora oggi indubbio il trionfo di Emmanuel Macron e del suo movimento “En marche!”. In occasione delle elezioni politiche francesi – mentre l’Europa temeva la vittoria dell’estrema destra – Macron ha conquistato la presidenza, decretando il flop del Front Nacional di Marie Le Pen. Macron è diventato immediatamente il simbolo di una nuova Francia. Volto giovane della politica, Macron sembrava aver intercettato i voti dei francesi delusi dai partiti tradizionali. Ben presto, però, l’elezione di Macron ha disvelato il dato più importante: la vittoria dell’astensionismo.

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CIO: i videogiochi possono essere considerati sport

Uno dei principali dibattiti che si sono accesi negli ultimi giorni è quello sollevato dal CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, il quale ha dichiarato sabato 28 ottobre durante la riunione tenutasi a Losanna che i videogiochi competitivi possono essere considerati al pari delle attività sportive.

Le motivazioni di tale affermazione si basano sulla costanza e sull’intensità degli allenamenti di coloro che approcciano a questo mondo virtuale con una serietà ed una competizione a livelli agonistici. Tale “preparazione atletica” ha quindi insinuato l’idea all’interno del Comitato di ammettere gli eSports (definizione tecnica per chi gioca ai videogiochi a livello competitivo, organizzato e professionistico) ai giochi olimpici che si terranno a Parigi nel 2024.

Per essere pienamente riconosciuti, ovviamente nel rispetto del regolamento, bisognerà che gli eSports vengano dotati di strutture antidoping e combattano in ogni modo l’attività delle scommesse illegali. I più gettonati tra i videogiochi competitivi per partecipare alle Olimpiadi, nonché i più popolari, sono i cosiddetti MOBA, che significa Multiplayer Online Battle Arena, e cioè i giochi che permettono a più giocatori di sfidarsi online contemporaneamente.

Ma ecco il fulcro del dibattito: è giusto considerare questo tipo di attività virtuale come uno sport a tutti gli effetti, giustificata solo dal fatto che la competizione è preceduta da estenuanti allenamenti ed i giocatori sono passibili di infortuni alle articolazioni delle mani? O tutto si riduce alle ingenti somme di denaro che gli eSports offrono, visto e considerato l’enorme bacino d’utenza di cui vantano? I videogiochi competitivi, infatti, sono praticati in tutto il mondo, ma paesi vasti ed economicamente floridi come la Cina, la Corea del Sud, gli Stati Uniti, i Paesi Bassi ne detengono il primato.

È vero che la pratica dei videogiochi, soprattutto online, si sta rapidamente diffondendo nel globo tramite la nuova generazione di adolescenti, ed è anche vero che l’unione tra il mondo virtuale ed il mondo sportivo rinvigorirebbe parecchio il numero degli spettatori e dei telespettatori dei giochi olimpici, eppure gli atleti di tutto il mondo – e non solo – gridano all’ingiustizia.

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I cani sono meglio delle persone? Per alcuni, forse, si!

Ormai è risaputo che il cane sia il migliore amico dell’uomo. Ma siamo sicuri che l’uomo sia il migliore amico che il cane vorrebbe?

Disumanità.

Questa è l’unica parola che, ad analizzare certe circostanze, mi viene in mente.

In un paese di fede – o quanto meno di cultura – cattolica, ci si dovrebbe a volte ricordare di uno dei dieci comandamenti impressi sulle tavole che Mosè lesse sul Sinai: << ama il prossimo tuo>>.

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Il calcio: tra passione e violenza!

Quello che è accaduto, qualche settimana fa, a Roma, dove una parte degli “ultrà” laziali ha manifestato il loro odio nei confronti della tifoseria romanista, esibendo delle “figurine” di Anna Frank con la maglia giallorossa, è l’ennesimo esempio di come questo sport di massa stia diventando sempre più una competizione tra tifoserie, dove la posta in gioco sul piano simbolico è talmente elevata che la mercificazione di immagini, di ideali, di cultura, è sempre più al centro della scena.

Durante le partite di calcio, gli spettatori dei vari settori, gli addetti ai lavori, i giornalisti e tutti i soggetti interessati, nonostante stiano fisicamente nello stesso posto, non stanno godendo dello stesso spettacolo. Per esempio, un padre di Continue reading “Il calcio: tra passione e violenza!”

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Dacci oggi la nostra guida quotidiana. Divagazioni  semi_serie  su  friendly e  motori, strada e socializzazione urbana

Utilizzerò la Strada come palcoscenico delle scene di ordinaria follia della nostra guida quotidiana.

La figura della Strada,  dunque, non  come luogo muto,  ma luogo fisico  e luogo di  relazione.  Una sorta di chiave di lettura del livello di socializzazione del tessuto umano di una comunità.

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Il caso Deiulemar: una (triste) storia di risparmio tradito.

Il nome della compagnia di navigazione Deiulemar S.p.a. ai più probabilmente non evocherà nulla. Eppure i cittadini di Torre del Greco hanno ancora ben vivido il ricordo del disastro finanziario e delle conseguenti vicende giudiziarie, scaturiti dal fallimento della società di navigazione.

Ma andiamo con ordine. Torre del Greco è una cittadina a pochi chilometri da Napoli, di spiccata tradizione marinara. Il cittadino Torrese è generalmente un marittimo, padre di famiglia, gran lavoratore e risparmiatore. Le donne attendono pazientemente ed in maniera operosa il ritorno dei mariti, crescendo tra mille difficoltà da sole ma con tempra campana i figli, mettendo da parte il più possibile “per un domani”. Per questo Torre del Greco, dato anche il contesto socio – culturale circostante, può, o meglio, poteva Continue reading “Il caso Deiulemar: una (triste) storia di risparmio tradito.”