Una riflessione sui rapporti tra uomini e donne a ridosso di una lettura mitologica e della teoria del maternal thinking

maternal thinking

Sarà un articolo con qualche foto e qualche inserimento “non ortodosso”, perché io non sono un essere ortodosso.

I due Arcani. Tra esoterismo e mito.

… E tutto cominciò da quel momento. La forza si espresse in odio e l’amore divenne speranza sottomessa.

Le donne furono deprivate della forza pur avendola agita a sostenere (sopportare) tanto odio (11^Arcano del Tarocco di Marsiglia, raffigurante la Forza nella figura di una donna).

maternal thinkingSi riunirono (e furono raccolte) tutte sotto l’ala dell’amore. Ma neanche questo era il luogo dove vivere la propria libertà, c’era sempre un uomo  che inventava  ambiguamente,  sotto  forme “femminili”,  la Virtù  e il  Vizio (6^Arcano del  Tarocco di Marsiglia).

maternal thinkingErano due le donne, una Trasfigurante, e l’altra Carnale.

Una impossibile da raggiungere; l’altra, troppo vicina da prendere, spingeva pertanto a ricercare nelle copie interscambiabili l’Unica Irripetibile.  Tra le due figure così contrapposte l’uomo cominciò ad accorgersi delle donne reali, “difettate”, intermedie che non aderivano a nessuno dei due modelli.

I due miti servivano all’uomo per esorcizzare la paura, quella antica paura per la donna e il suo essere così Natura.  Gli antichi greci preferivano il giovinetto che non aveva il vizio di abbandonarsi nell’amplesso, ad una donna che, come le donne di Lemno, nascondeva dietro forti profumi il lezzo della morte.

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Questo accadeva nella Grecia degli uomini. Dopo i Greci la donna è stata graziata o bruciata al rogo a seconda che incarnasse o meno i panni non terrifici della Grande Madre, la Madre che ha potere di vita e di morte.  La figura della Madre si è cristallizzata nell’immagine della Madonna, alla quale è stato tolto il potere della vita, perché partorisce il figlio che è solo frutto del Padre.  Non c’è sperma reale, ma il concepimento avviene grazie allo “sperma dello spirito del Padre”.

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Evoluzione o involuzione del pensiero?

Così la forza dello spirito sovrasta la forza della carne, ma quel che è più importante la donna diventa madre dei figli del padre dei suoi figli, diventa affettivamente legata e   sessualmente dipendente, debole e legata alla fobia del “fuori”: “vive dentro e si vive dentro”.

Coltiva la domesticità, il calore della casa, chiede protezione e l’ottiene da parte di un uomo che può così agire il suo essere forte, autonomo, attivo, senza denunciare l’essere affettivamente legato, che gli appare un difetto della sua  immagine, da  non dichiarare in pubblico,  perché sarebbe  guardato come  un debole.

maternal thinkingCiò costituirebbe una crepa nella solidità di quel “Muro”, che, del resto, non ha nessuna necessità di essere manifestata, giacché “le sue donne” (madre, moglie, figli piccoli che appartengono ancora alle donne, sorella) conoscono il suo amore silenzioso, ma vigile!

Si sono accollate, non per niente, la sua parte in ombra, la riconoscono nel privato, ne sanno il cattivo, ma anche il buono; purtroppo non sono riuscite del tutto a farlo loro figlio: “è nato da donne, ma non è come noi“.

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Maternal thinking e sua uscita dalle nebbie.

Il pensiero materno si è dovuto necessariamente sobbarcare di una responsabilità non completamente “reale” (nel senso che è da ascriversi in  parte ai fantasmi  dell’inconscio  collettivo), filtrandosi,  attraverso la  spaventosa  immagine  della Madre che mangia i suoi figli, per  manifestarsi come “umile” (la qualità dei diseredati!) presenza, potente e viceversa impotente.

maternal thinkingNon sempre è stata presenza, per limiti affettivi da addurre alle singole madri e/o per limiti imposti dall’esterno che hanno determinato la demarcazione  tra il suo potere  e il suo non potere, relegando il primo alla fase del privato (nascita, allevamento) del bambino e consacrando  il  secondo  nella sfera  del  pubblico (crescita, separazione).

E’ certo che essere madri è conflittuale. C’è un essere avvolto dall’altro, del tutto dipendente dal primo, che però deve essere aiutato a staccarsi per formare un Altro da sé, una Diversità.

A questa conflittualità interna si aggiungono le pressioni da parte del sociale; esse vanno nel senso dell’Uomo forte, autonomo, attivo e della Donna ancora comunque remissiva o addirittura così legata alla “cattiva madre” da morire nel silenzio di un manicomio per non avere avuto il coraggio di scegliere per se stessa.

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Direzione nuova del maternal thinking.

Ma una direzione “nuova” si può tentare di disegnare, quella indicata dalla positività del pensiero materno, che può modificare i presupposti stessi dell'”accettabilità”,  insistendo sul fatto che i valori  dominanti  sono  inaccettabili   e  non   devono  essere accettati” (p.15, Pensiero materno, S. Ruddick).  Per ora sono solo Voci di donna, ma la forza del pensiero sta nel coraggio dell’enunciazione.

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Lui ce l’ha già, lei deve riguadagnarselo. Lei potrà assomigliare a lui, ma non potrà ancora facilmente proporsi come un modo di essere proprio, e per ciò stesso diverso.

Sarà libera di “viversi dentro”, ma nei pochi spazi privati  o semipubblici  che  saprà recuperarsi;  sul  campo  la lotta  chiama guerrieri armati fino  ai denti e lei dovrà munirsi di un’armatura ancora  più solida  di  quelle  dei  cavalieri  medievali.   Potrà adottare tattiche difensive o tranelli seduttivi, potrà continuare ad essere “inautentica” oppure riappropriarsi di quella forza che le è stata rubata, perlomeno nel pubblico, poiché‚ nel  privato ha continuato   ad  esercitarla  attraverso   quell’amore  unito   ad attenzione.

La Coppa del Santo Graal, riporta la Ruddick, andrà al primo che riuscirà a chiedere al  re, paralizzato da  una ferita  profonda e dolorosissima, “Cosa stai passando?”.

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Mi sorge un ricordo “letterario”, che va a pescare tale sensibilità attenta in un’altra classe di diseredati “storici” e – non certo per rinforzare le posizioni di chi continua a mistificare la forza delle donne,  spacciandola   per  una   sorta di fatalistica rassegnazione appartenente  alle minoranze -.

Riporto un frammento estrapolato da “Ecco i Blues” di Milton Mezz Mezzrow: A Pontiac imparai un’altra cosa assai importante: che pochi al mondo posseggono la sensibilità e il rispetto umano dei negri. Qualche volta mi accadeva   di sentirmi solo   e depresso: improvvisamente uno dei negri, Yellow o King o qualcun altro che non conoscevo neppure, mi gridava una semplice frase come: “Eh, ragazzo, come va?”  e mi sorrideva;  questo  bastava perché  mi sentissi  subito meglio.   Quanti bianchi possiedono un istinto così sicuro, sentimenti umani così semplici, da intuire il momento psicologico adatto  per dirvi la parola che agisca su di voi come un tonico?.maternal thinking

Fonti

Sara Ruddick, il pensiero materno

Immagini Free da Pixabay.com, compresa immagine in evidenza

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