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Agli albori della dissidenza attraverso Internet, la libertà e il potere: il caso di Frank Lu Siqing

“Se non parlo, allora nessuno dirà nulla, continuerò, non mi fermerò”. (Frank Lu Siqing)

Dissidenza: come fare impazzire un governo duro come quello che ha bagnato di sangue piazza Tienanmen?

Un solo uomo, uno dei pochi, se non l’unico, almeno nel 1999, componente del Centro d’informazione sui diritti civili, un tale Frank Lu Siqing, ci è riuscito, armato soltanto di un telefono e di un computer. Continue reading “Agli albori della dissidenza attraverso Internet, la libertà e il potere: il caso di Frank Lu Siqing”

Anna_Akhmatova_1913-1914_by_Savely_Sorin

Anna Achmatova – La voce della Russia

«Io sono la vostra voce», recita un verso di Anna Achmatova, poetessa che ha rappresentato l’epoca staliniana della Russia più di chiunque altro, sia attraverso le sue poesie, sia con la sua esperienza di vita.

Oggi, tra gli appassionati di letteratura russa, e più in generale tra gli amanti della poesia, è impossibile non conoscere il nome di Anna Achmatova, perché i suoi versi sono significativi degli «anni carnivori» che ha vissuto e condiviso con tutta la popolazione russa, ma più ancora perché è la testimonianza vivente di come l’arte della parola sia quella in cui i russi hanno prodotto i migliori risultati.

Eppure, la voce di questa poetessa per molti anni è stata silenziata da un regime repressivo che le ha fatto scontare la sua voglia di libertà intellettuale. In questo modo l’Achmatova è diventata una rappresentante anche di tutta l’intellettualità russa che è rimasta schiacciata dalla macchina politica di Stalin, e, essendone sopravvissuta, ha potuto più di chiunque altro raccontare quello che quegli anni hanno significato per i poeti e per il popolo tutto.

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Rat-Man Leo Ortolani_22 febbraio WeGIL

Hate-speech: Facebook, il silenzio o la censura

Per combattere l’hate speech è quantomeno assurdo che “FB usi la censura – scrive la Boldrini – contro chi denuncia l’odio attraverso la pubblicazione di oscenità e violenza, mentre non interviene nei confronti di chi lo mette in atto e se ne fa vanto” (ANSA,19 gennaio 2017).

È di questi giorni una disamina su quello che Facebook non fa quando gli utenti reclamano la chiusura di pagine hate-speech, violente, inneggianti a totalitarismi, o semplicemente schiumanti odio contro donne, gay, bambini, disabili, vecchi, immigrati.

 

Arianna Drago e la censura di FB.

Arianna Drago segnala i gruppi violenti ma Facebook censura il suo profilo per 24 ore.

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