406526-thumb-full-unicodestino_trailer90_121017

“Un unico destino”: il film documentario che racconta i retroscena della tragedia dell’11 ottobre 2013. Un grande esempio di giornalismo d’informazione.

“UN UNICO DESTINO”. Mazem Dahhan è uno dei protagonisti del film documentario realizzato in collaborazione dall’Espresso, Repubblica e Sky. In esclusiva, i retroscena e le rivelazioni sulla morte di 268 persone tra uomini, donne e bambini – migranti provenienti dalla Libia – avvenuta l’11 ottobre 2013. Da questo tragico giorno l’Italia dà il via alla prima missione di soccorso e recupero nel Mar mediterraneo, “Mare Nostrum”.

ALEPPO. Nel 2012 scoppia la guerra in Siria. Mazem Dahhan, brillante neo chirurgo, vive ad Aleppo con la moglie e i loro tre splendidi figli.

SVEZIA. Ancora oggi, Mazem Dahhan non riesce a ricordare né come, né quando esattamente le bombe abbiano fatto prepotentemente ingresso nella città di Aleppo. Non dimentica invece come, ogni giorno, era costretto a fare i conti con la guerra sia nella sua vita familiare sia lavorativa.

ALEPPO. Mohanad Jammo e Ayaman Mostafa sono amici e colleghi di Mazem. Nel 2012 Mohanad Jammo trova lavoro nell’ospedale di Misurata, in Libia. Mohanad è deciso a portare via la sua famiglia dalla Siria. Aleppo non è più un luogo sicuro, dove poter crescere i propri figli. Come medici devono affrontare oramai quotidianamente le atroci conseguenze della guerra. Lo stile di vita e il lavoro sono cambiati brutalmente per Mazem e Mohanad. Presto, lasciare il paese è la scelta più saggia. Quando Mazem realizza di non poter più vivere in Siria, decide di trovare lavoro fuori dal paese e di lasciare Aleppo per portare al sicuro la sua Continue reading ““Un unico destino”: il film documentario che racconta i retroscena della tragedia dell’11 ottobre 2013. Un grande esempio di giornalismo d’informazione.”

20171018_134149-1

“Russofobia. Mille anni di diffidenza”: il nuovo saggio di Guy Mettan

Attraverso la sua esperienza di giornalista, e a seguito della crisi ucraina del 2014, Guy Mettan ha deciso di studiare il fenomeno della russofobia nella storia e nelle sue manifestazioni odierne.

Come scrive lui stesso nell’introduzione al suo saggio Russofobia. Mille anni di diffidenza, edito nel 2016 da Sandro Teti Editore, Mettan ha sperimentato sulla propria pelle il «doppio standard che la stampa e i politici occidentali applicano quando esprimono un giudizio sui paesi o sui regimi politici che non amano».

Il suo volume è diviso in tre parti: nella prima vengono mostrati tutti i casi di cronaca politica in cui la Russia è stata vittima di un giornalismo occidentale quasi di propaganda, nettamente schierato dalla parte dell’oppositore di turno della federazione, dai terroristi separatisti ceceni ai combattenti filo – ucraini.
Così, quando nel 2008 è scoppiata la crisi tra Russia e Georgia, gli Stati Uniti e la Nato non hanno esitato ad appoggiare il presidente georgiano Saak’ashvili, e, senza esaminare lucidamente i fatti, hanno accusato a priori la Russia di aver precipitato la crisi invadendo con l’esercito un corridoio di terra nell’Ossezia del Sud.
Ancora, subito dopo l’attentato a Beslan nel settembre 2004 in cui sono morte più di trecento persone, tra cui tantissimi bambini, la stampa occidentale è stata ben accorta a mostrare cordoglio solo fino a un certo punto, cogliendo invece l’occasione per rimproverare al governo Putin la gestione dell’attentato e in generale il trattamento riservato alla Cecenia, chiedendo di concedere più libertà ai separatisti. Una proposta, dice Mettan, che avrebbe fatto inorridire se posta dalla Russia agli Stati Uniti dopo Continue reading ““Russofobia. Mille anni di diffidenza”: il nuovo saggio di Guy Mettan”

news-1644686_960_720

BuoneNews: “Pianeta felice” n°20

Trentino: da anni il Trentino si è impegnato in un progetto di ripopolamento di orsi bruni, al fine di preservare la natura, contribuire alla diffusione delle differenti specie e all’equilibrio fra il territorio, la fauna ed il concetto di selvatico. È ovvio che la cronaca fornisca notizie di aggressioni che avvengono e vanno evitate nelle modalità migliori, adottando le buone pratiche che valorizzino il territorio, ma, allo stesso tempo considerino la centralità della persona umana e la sua protezione. Nella regione suddetta la tutela dell’orso è parte integrante della mentalità comunitaria molto sensibile al territorio, e per sentimento legittimo di appartenenza a luoghi caratterizzati da arte paesaggistica, e per quell’elemento selvatico che fa parte di chi dal cuore della biologia, del selvatico e del contesto naturalistico non si è mai separato. Dagli anni 90 è stato avviato un progetto della Comunità economica europea, Life Ursus, che ha di fatto consentito il ripopolamento degli orsi alpini con l’introduzione di nuovi esemplari provenienti dalla Slovenia. Decimato da anni di persecuzioni nel 1997 la rivista Airone ha denunciato il fatto che si contassero fra le Alpi solo tre vecchi esemplari; dopo anni di dibattiti parlamentari ha preso il via una delle più grandi operazioni faunistiche mai realizzate al mondo. Secondo l’ultimo Rapporto stilato dalla Provincia Autonoma di Trento nella parte occidentale del Trentino si possono contare fra i Continue reading “BuoneNews: “Pianeta felice” n°20”

442px-Harvey_Weinstein_2010_Time_100_Shankbone

#quellavoltache dalla violenza ci rialzammo: il caso Weinstein

Lo scoppio del caso Weinstein ha sollevato un vero e proprio polverone mondiale in tema di abusi e violenze sulle donne. Si sono susseguite decine di denunce contro il produttore, tra cui quella di Asia Argento che ha reso l’Italia protagonista della bufera mediatica. Il belpaese come si sarà espresso? Ha fatto sentire il suo appoggio incondizionato o ha preso le distanze dalla denuncia dell’attrice? Come ormai ben sappiamo di appoggio incondizionato non si può, purtroppo aggiungerei, parlare. Da subito sono stati twittati post molti duri nei confronti dell’Argento.  Come ammesso dalla stessa Asia in un’intervista a La Stampa “solo nel mio Paese sono stata insultata”.  Ciò che emerge da questa presa di posizione italiana (mi sento di puntualizzare non unanime), è la poca consapevolezza di cosa sia da giudicare violenza e cosa invece “fatto con consenso”.

Nei mesi passati sono stati molti i casi, riportati dalla stampa e dai telegiornali nazionali, di stupri e violenze ai danni di donne. Non ultimi il caso della turista polacca, vittima di una brutale violenza in una spiaggia della riviera romagnola, e il caso delle due studentesse americane che hanno denunciato la violenza subita da una di loro dal carabiniere fiorentino. Intanto è da precisare il reale significato di stupro, violenza e abuso. Continue reading “#quellavoltache dalla violenza ci rialzammo: il caso Weinstein”

hand-634620_960_720

L’amore può essere un cattivo esempio? La storia di Francesco come momento di riflessione

Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? L’essere umano protende al bene o al male? Fra tutti i misteri che avvolgono lo studio sull’ essere umano, fra i più interessanti c’è senza dubbio lei: l’etica.

Fra le millenarie proposte filosofiche nel campo dell’etica, nessuna s’è rivelata valida in maniera sufficiente da porre fine ad ogni tipo di discussione.

Questo perché, se assumiamo come in parte plausibile la teoria di Hume, la nostra condotta è influenzata prevalentemente da Continue reading “L’amore può essere un cattivo esempio? La storia di Francesco come momento di riflessione”