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Rileggendo Jane Austen, ritratto di una pre-femminista incompresa.

Il nome di Jane Austen fa riecheggiare immagini di verdeggianti campagne inglesi, tazze fumanti di te, attesa trepidante di sontuosi balli in casa e, naturalmente, matrimoni.

Il matrimonio è un tema caro e centrale nella letteratura “austeniana”. Le donne della sua epoca (siamo nella seconda metà del Settecento, inizi Ottocento) dovevano sposarsi, imperativo d’obbligo, rimanere zitelle era l’anticamera dell’esclusione sociale e, molto spesso, della povertà. Eppure, a dispetto delle sue opere, la Austen scientemente scelse di non sposarsi e di vivere del suo lavoro di scrittrice. Una risoluzione per l’epoca realmente anticonformista; e lo fece non perché non avesse spasimanti o, come spesso una certa critica letteraria maschilista sostiene, fosse brutta, anzi.

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The violence in full immersion. Cos’è la violenza e perche continua ad essere

Violenza oggi. Cominciamo dalla “strada”.

Per parlare di violenza, tout court, comincerò dalla “strada”, come palcoscenico delle scene della nostra ordinaria follia quotidiana…

… Perché la Strada non è un luogo muto, ma di relazione, è la misura della permanenza di un tessuto umano nella comunità. Continue reading “The violence in full immersion. Cos’è la violenza e perche continua ad essere”