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Lacrime: non sono più una questione di genere!

Se si prendono i testi classici come l’“Iliade” e l’“Odissea”, saltano all’occhio le vicende in cui gli uomini piangono, versano lacrime. Gli eroi greci come Ettore, Ulisse, Achille, Patroclo, Priamo e molti altri ancora, non si risparmiarono nel trattenere l’emozione di una guerra vinta o di una battaglia persa, non trattennero la loro disperazione vedendo i loro cari morire.

Ma se gli eroi omerici e virgiliani, studiati da sempre nelle scuole, non si nascondono al pianto liberatorio, perché i genitori hanno insegnato ai figli maschi che piangere non è da uomini? Frasi del tipo “non piangere che sembri una femminuccia” oppure “i maschi non piangono”, sono state per secoli al centro dell’educazione del bambino. Infatti, da sempre “il pianto”, soprattutto in pubblico, è stato stereotipato come una prerogativa esclusiva della donna, in quanto è stato visto come una debolezza momentanea, l’espressione di un sentimento che apparteneva solo al genere femminile. Mentre l’uomo, il genere forte, non doveva lasciar trapelare alcuna emozione.

Ma oggi è ancora così? Il pianto è ancora oggetto di vergogna e pregiudizi?

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Migrazione: una responsabilità di tutti! Al vertice di Tallinn, tuttavia, l’Italia resta l’unico approdo

Era il 1995 e il telegiornale mandava in onda l’immagine di una grande nave con a bordo tanti, troppi disperati in fuga dalla guerra dei Balcani. Avevo appena sei anni e acquisì più tardi coscienza di cosa fosse la guerra. Nonostante non l’abbia mai vissuta in prima persona, quell’immagine è rimasta misteriosamente impressa nella mia memoria.

Oggi non nascondo che, mentre scrivo, posso solo immaginare la paura, la disperazione, la fame, la povertà, che costringono migliaia Continue reading “Migrazione: una responsabilità di tutti! Al vertice di Tallinn, tuttavia, l’Italia resta l’unico approdo”