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[COMUNICATO] SOLETERRE: prosegue con successo il progetto “Work4Integration”! Aperte le iscrizioni ad un nuovo corso di formazione. In un anno realizzati 5 corsi per l’inserimento lavorativo di donne e uomini migranti residenti a Milano e nei territori limitrofi.

PROSEGUE CON SUCCESSO IL PROGETTO

“WORK4INTEGRATION”

realizzato da SOLETERRE

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AD UN NUOVO CORSO DI FORMAZIONE

www.work4integration.org

In un anno sono stati organizzati 5 corsi per l’inserimento lavorativo di donne e uomini migranti residenti a Milano e nei territori limitrofi.

Proseguono con successo i corsi di formazione del progettoWORK4INTEGRATION”, un’iniziativa realizzata dalla Fondazione SOLETERRE, con il sostengo di J. P. Morgan Chase, di Fondazione Cariplo e del Comune di Milano, che si pone l’obiettivo di creare nuove opportunità di formazione per favorire l’inserimento lavorativo di donne e uomini migranti residenti a MILANO e nei territori limitrofi.   Continue reading “[COMUNICATO] SOLETERRE: prosegue con successo il progetto “Work4Integration”! Aperte le iscrizioni ad un nuovo corso di formazione. In un anno realizzati 5 corsi per l’inserimento lavorativo di donne e uomini migranti residenti a Milano e nei territori limitrofi.”

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L’apertura dei mercati post 4 marzo. E del mercato, perché la grillina Sora Tina ha vinto.

Come da pronostico, i Cinque Stelle hanno vinto. È il partito più votato. La governabilità poi è un’altra cosa, ma di certo il consenso è alle (cinque) stelle. Una vittoria così netta, soprattutto nelle regioni del Sud, non era, probabilmente altrettanto prevedibile.

Sora Tina l’avevamo lasciata al suo storico banco del mercato, fervente sostenitrice grillina e, adesso, dopo l’ebbrezza della vittoria è ancora più salda nel suo convincimento. Al mercato sono tutti entusiasti. “A casa” è il coro unanime verso Renzi, ma ancor di più verso D’Alema, riciclato come una peperonata domenicale mal digerita che fino all’imbrunire torna su.
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Le elezioni del 4 marzo viste dai mercati. E dal mercato, al banco della sora Tina.

Concetta, per tutti solo la “sora Tina”, ha un banco di frutta e verdura al mercato rionale. Il mercato lo conosce bene, ha visto crescere bambini urlanti tra le bancarelle, ora giovani adulti, che continuano a rivolgersi a lei per la migliore produzione delle fertili terre laziali.
Con il marito, elettricista, hanno cresciuto due figli maschi. Entrambi hanno proseguito gli studi fino al conseguimento della laurea, il vero orgoglio della sora Tina che a malapena aveva potuto finire le scuole medie (ma come fa lei i conti sulla busta di carta neppure un matematico del MIT).
Uno, Fabio, ingegnere a Milano, l’altro, Alberto, architetto che, dopo anni di contratti a progetto e contrattini di vario genere, ha tentato la fortuna a Parigi, trovandola come tutti quelli che si sono armati di buona volontà, sacrifici e dolore di abbracciare qualcuno in un aeroporto e salutarlo fino a chissà quando.
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Intervista allo scrittore Giuseppe Lago: “La Fuoriuscita”, il suo nuovo romanzo psicologico

Giuseppe Lago, medico specializzato in Psichiatria e Psicoterapia breve e integrate, direttore dell’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata, fondatore e condirettore del periodico semestrale Mente e Cura, ha pubblicato da poco un romanzo psicologico “La Fuoriuscita” che tratta il tema della psicoterapia e dei suoi eccessi, grazie ad una trama a tinte gialle.

Ho avuto il piacere di intervistarlo.

  • Buongiorno. “La fuoriuscita” è il suo nuovo romanzo. Tratta un tema molto particolare, quello della psicoterapia, esercitata agli eccessi. Il libro, come scritto nella prefazione, non si basa su fatti reali. Di conseguenza le chiedo se la sua stesura è totalmente fittizia oppure ha preso spunto da qualcosa in particolare?

Credo che tutta la produzione di uno scrittore abbia la sua matrice in fatti reali. Non tanto nel senso della cronaca quanto dei vissuti soggettivi dell’autore nelle sue vicende personali. Trattando il libro di psicoterapia, naturalmente, è fin troppo scontato che io abbia attinto alla mia esperienza e a fatti e situazioni vissute in prima persona. Ciò non significa che mi sia limitato a riproporre la fotografia dei miei trascorsi autobiografici. Il piacere di scrivere sta proprio nel comporre una trama e disegnare dei personaggi che, una volta creati, vivono di vita propria e quasi “costringono” l’autore a farli emergere nella loro originalità e indipendenza dalla vita di colui che li ha immaginati. Nella prefazione, appunto, ho sottolineato il termine allegorìa, che rivela quanto le forme, ovvero i personaggi e la trama servano a veicolare alcuni importanti contenuti, quelli sì assolutamente definiti dall’autore. Così, ho voluto affidare alla narrazione il compito di esporre la diversità tra due modelli opposti di fare psicoterapia, nell’intento di portare i lettori ad una consapevolezza scevra da qualsiasi intensione didascalica o dottrinale. Mi basta che percepiscano il rischio di sospendere il giudizio di fronte a pratiche e metodologie che richiedono la fiducia cieca e l’adesione passiva alle idee di colui (o di colei come nel libro) che accampa una non meglio definita superiorità intellettuale e una presunta e indiscutibile sanità mentale. Il modello che propongo come valido si manifesta nell’accordo continuamente perfezionato tra terapeuta e paziente, nell’interesse di quest’ultimo e che si conclude con l’emancipazione del paziente dalla persona del terapeuta. Continue reading “Intervista allo scrittore Giuseppe Lago: “La Fuoriuscita”, il suo nuovo romanzo psicologico”

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Mondo digital: opportunità o distruzione?

In un mondo sempre più digitalizzato c’è da chiedersi se l’infinita rivoluzione tecnologica sia davvero così conveniente come si crede.

Poco tempo fa l’esperto di cybersicurezza Bruce Schneier ha dichiarato che “nel 21esimo secolo per essere pienamente funzionanti le persone devono possedere carte di credito, portare cellulari, avere indirizzi e-mail e account di social media”.

Come dargli torto?

Tuttavia, l’essere costantemente connessi comporta che siamo sottoposti a una forma di sorveglianza di massa che mette a rischio Continue reading “Mondo digital: opportunità o distruzione?”

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Borsalino: l’azienda del cappello Premio Oscar è fallita.

Borsalino, la più conosciuta azienda di cappelli, fondata da Giuseppe Borsalino nel 1857, e che ha visto il suo inimitabile modello indossato sul capo di grandi personaggi del cinema, della musica e della politica, è stata dichiarata fallita pochi giorni fa.

Il tribunale della città di Alessandria, infatti, ha respinto, per la seconda volta, dopo quella del dicembre 2016, la richiesta di concordato preventivo della Haeres Equita – la società che la gestisce attraverso un contratto d’affitto, dello svizzero Philippe Camperio.

I guai per la Borsalino sono iniziati dopo uno dei più grandi crac finanziari della storia italiana, quello dell’imprenditore di Asti Marco Marenco, che controllava più di 160 società, in seguito è stato arrestato a Lugano nel 2015. Da allora l’azienda piemontese non si è Continue reading “Borsalino: l’azienda del cappello Premio Oscar è fallita.”