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Il silenzio è complice: l’incessante ipocrisia del mondo di Hollywood

A parte l’otto marzo, mai come in questi giorni sono stati fatti così tanti appelli alla solidarietà e all’unione femminile.

Infatti, dall’esplosione del caso Weinstein, l’intero ambiente cinematografico e politico si è mobilitato per condannare le azioni dell’ormai ex re Mida di Hollywood e supportare tutte le donne che si sono fatte avanti per denunciarlo. Tra queste personalità due sono ben note al pubblico internazionale e sono da tempo considerate icone del femminismo moderno: Meryl Streep e Hillary Clinton. Entrambe sono state in qualche modo legate al produttore cinematografico americano (la prima, sua grande amica, ha partecipato a numerosi film prodotti dalla sua casa di produzione mentre la seconda, insieme al partito democratico, ha potuto contare sulle sue generose donazioni durante la campagna elettorale dello scorso anno) e hanno condannato fermamente il suo comportamento. “Non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d’albergo, nel suo bagno, o compiuto azioni inappropriate o violenze. Il suo comportamento è inescusabile” ha dichiarato la Streep, dicendosi sconvolta e disgustata dall’accaduto. Affermazioni simili anche da parte dell’ex candidata democratica: “Il comportamento descritto da queste donne non può essere tollerato. Il loro coraggio e il loro sostegno degli altri è fondamentale nell’aiutare a fermare questo genere di comportamento”. Entrambe, infine, lodano le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare Weinstein e invitano ad un’azione coesa contro il sessismo e il misoginismo imperante nella società odierna.

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L’America, le armi e Michael Moore: Bowling a Columbine (2002)

Con il recente attentato a Las Vegas torna il cruciale argomento dell’uso delle armi negli Stati Uniti, anche se è improbabile un intervento deciso da parte del Presidente americano Donald Trump.

Quest’ultimo ha preferito non sbilanciarsi sulla questione ma le sue dichiarazioni precedenti lasciano pochi dubbi sulla sua opinione in proposito; in uno dei suoi interventi durante la campagna elettorale dello scorso anno, il magnate affermava: «Hillary (Clinton) vuole togliervi le pistole. Vuole che la gente non si difenda (…). Noi non lo permetteremo, gli americani hanno il diritto di difendersi al 100%. (…)» Insomma, il secondo emendamento non si tocca poiché il diritto di difesa è sacrosanto. Tuttavia, le stragi non cessano né diminuiscono ma continuano a verificarsi ulteriormente nel corso degli anni, soprattutto negli Stati Uniti. Infatti, come riporta l’articolo di Marta Rizzo pubblicato il 31 marzo 2016 da La Repubblica, «ogni anno oltre 30.000 persone rimangono uccise dalle armi da fuoco». Anche il livello di diffusione delle armi nel suolo americano è un dato significativo. Secondo l’articolo pubblicato il 3 ottobre dalla rivista Focus « negli Usa circolerebbero 357 milioni di armi da fuoco contro una popolazione di soli 318,9 milioni di persone ».

Il regista americano Michael Moore parte dalla strage alla Columbine High School per raccontare la diffusione incontrollata delle armi nel suo paese.

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L’America di Donald Trump: l’ultimo provvedimento anti – immigrazione abroga il DACA. Almeno 800mila gli stranieri che rischiano l’espulsione dagli USA

L’AMERICA DI DONALD TRUMP. Nel novembre del 2016 il popolo americano, chiamato alle urne per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, ha decretato la clamorosa sconfitta della candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton e la vittoria del multimilionario repubblicano Donald Trump. L’elezione di Donald Trump ha scatenato nel paese proteste e manifestazioni che si sono a lungo protratte nei mesi successivi alla chiusura delle elezioni. Tentare di capire l’America di Donald Trump è essenziale, dato il ruolo chiave degli USA nel mondo sia a livello economico sia, soprattutto, geopolitico.

LE POLITICHE ANTI – IMMIGRAZIONE. “Make great America again!” è lo slogan che ha caratterizzato l’intera campagna elettorale di Donald Trump ed esso continua a costituire l’emblema delle politiche adottate dal neo Presidente americano. I provvedimenti adottati o annunciati da Donald Trump per “arginare l’immigrazione negli Stati Uniti” hanno un tratto fortemente populista, non estranee all’ideologia delle destre più estremiste. Populismi ed ideologie di estrema destra che, soltanto nel secolo scorso, hanno dominato l’Europa e hanno determinato lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Uno degli ultimi provvedimenti adottati dal Presidente Trump ha abrogato il DACA – atto varato dall’ ex Presidente Barack Obama nel 2012 – che permetteva la Continue reading “L’America di Donald Trump: l’ultimo provvedimento anti – immigrazione abroga il DACA. Almeno 800mila gli stranieri che rischiano l’espulsione dagli USA”