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Golden Globe: sul red carpet in total black contro le molestie!

Nella lunga notte dei Golden Globe, tra premi attesi non arrivati e italiani rimasti a mani vuote, a farla da padrone è stato il grido delle star cinematografiche e televisive contro le molestie sessuali. Il red carpet si è tinto di nero. Attori e attrici da tutto il mondo hanno indossato l’abito del colore del lutto, in solidarietà alle tante vittime degli abusi, lanciando un messaggio forte, di speranza e di cambiamento. Lasciando poca attenzione a chi ha preferito un abito colorato invece che adeguarsi al dress code adottato durante la cerimonia della serata. 

La cerimonia della 75esima edizione dei Golden Globe, svoltasi al “Beverly Hilton Hotel” di Beverly Hills a Los Angeles, ha avuto un tema centrale, univoco, quello contro gli abusi. Vestiti in nero e con spilla del movimento “Time’s Up”, con riferimento al movimento #metoo, progetto sostenuto da molte attrici, tra cui Natalie Portman, Meryl Streep, Cate Blanchett, Reese Witherspoon, i divi hollywoodiani non si sono lasciati sfuggire l’occasione per protestare e schierarsi in prima linea a favore delle vittime di Harvey Weinstein, Kevin Spacey e Dustin Hoffman. Anche Seth Meyers, alla sua prima esperienza da conduttore, si è unito ai colleghi, lasciando spazio a battute sui molestatori seriali che hanno infangato il mondo del cinema: “Buonasera signore e signori, o meglio quello che resta degli uomini. Buon anno a tutti: nel 2018 la cannabis è stata liberalizzata e le molestie sessuali finalmente no”. Continue reading “Golden Globe: sul red carpet in total black contro le molestie!”

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Sanremo 2018: tra grandi ritorni, duetti improbabili e (forse) l’ultima esibizione di Elio e le storie tese.

Che sarebbe stato un Sanremo sui generis lo si prevedeva ampiamente dalla scelta di Claudio Baglioni come direttore artistico. Ma i nomi dei 20 Big, annunciati durante “Sarà Sanremo” da Claudia Gerini e Federico Russo, che gareggeranno per conquistare l’ambito “Leoncino d’oro”, hanno lasciato gli addetti ai lavori e il pubblico in studio e a casa letteralmente di stucco. Nonostante la grande assenza, dalla competizione canora, dell’eliminazione, senza dubbio il Festival di Sanremo si presenta imprevedibile.

La “bomba” è scoppiata a fine serata, quando già erano stati annunciati i 19 artisti. Il nome di Elio e le storie tese ha fatto saltare sulla sedia milioni di italiani, non per la loro scelta di partecipare a Sanremo, ma perché avevano annunciato di sciogliersi definitivamente lo scorso ottobre. Con il brano “Arrivedorci”, la band milanese si esibirà sul palco dell’Ariston per la quarta volta. Sarà un addio definitivo o ci riserveranno altre sorprese durante la “settimana sanremese”?

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Fish & chips d’Irlanda: una storia incredibilmente italiana di fritto e immigrazione

I dublinesi lo sanno: il fish & chips migliore lo fanno gli italiani.

Aspetta un attimo: il fish & chips non era l’essenza della cultura culinaria popolare di quelle isole lassù? Fatto con patate britanniche e pesce pescato da pescatori britannici, cucinato con britannico carbone? Il cibo della working class in libera uscita, avvolto in carta di giornale bisunta e assaporato in qualche angolo urbano e industriale tutto mattoni scuri, case a schiera e ciminiere? Il cibo consumato all’uscita dei pub d’Irlanda prima di tornare barcollando a casa, ieri come oggi? E cosa c’entrano gli italiani con questa storia dai colori e dagli odori molti lontani dal Mediterraneo? E soprattutto, per quale ragione gli italiani avrebbero dovuto migrare nella terra di emigrazione per eccellenza, l’Irlanda appunto, povera quanto lo era l’Italia tra la fine dell’800 e la prima metà del 900?
Eppure, in un’intervista del 1972 della televisione irlandese RTÉ, si vede una coppia di chippers (proprietari di un fish & chips shop) italiani spergiurare davanti alla telecamera che, per quanto possa sembrare assurdo a un dublinese, fish & chips non è Continue reading “Fish & chips d’Irlanda: una storia incredibilmente italiana di fritto e immigrazione”

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Roma: in primo piano l’emergenza abitativa e le ultime tensioni con i migranti

Roma. L’ennesima giornata assolata, calda e umida. Da quattro mesi una città nella morsa del caldo, della siccità e di uno strisciante declino politico e sociale.

Mentre procedo in auto nella trafficata via di Castro Pretorio – prima di un fumo inaspettato – incontro, per la prima volta, un “netturbino migrante”. In attesa del carroattrezzi, il ragazzo si offre di spingere l’automobile verso il ciglio della strada. Prevale allora il desiderio di porgli qualche domanda. Non mi dice il suo nome, ma soltanto di essere originario del Niger. Da un anno vive in Italia con un suo amico. Come lui, tanti altri ragazzi migranti a Roma, hanno iniziato ad improvvisarsi “netturbini”, raccogliendo fogliame, plastica, carta e sigarette e, ogni altra sorta di rifiuto abbandonato sui marciapiedi o sulle strade. Molti di questi si aggirano tra i quartieri San Lorenzo e Tiburtino, armati di scopa, guanti, grandi sacchi neri e un contenitore di latta, nel tentativo di ripulire i marciapiedi e, allo stesso tempo, rendersi socialmente utili. Dimostrare ai passanti distratti che vogliono integrarsi, vogliono un lavoro, una dignità. Lo scrivono su vecchi ritagli di cartone, mentre si cimentano come “netturbini” e sperano in qualche “offerta”. Naturalmente, non raccolgono i rifiuti differenziandoli. Il risultato, grandi sacchi neri, lasciati sui cigli delle strade e mai raccolti, Continue reading “Roma: in primo piano l’emergenza abitativa e le ultime tensioni con i migranti”

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Lisbon storie: il primo documentario sugli italiani a Lisbona

Oggi vorrei segnalarvi un progetto davvero interessante e originale: il primo documentario sugli italiani a Lisbona, “Lisbon storie“.

Il documentario vuole spiegare la decisione di molti connazionali di trasferirsi nella città di Lisbona, attraverso l’ausilio di interviste video.

Una particolarità sussistente è che mentre molti italiani si trasferiscono in Portogallo, al contrario, i giovani portoghesi emigrano dal loro Paese. Come mai questa controtendenza? Per scoprirlo è necessario vedere il documentario.

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