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Emergenza migranti: Malta, ripetute violazioni dell’obbligo di soccorso in mare. Tensioni tra la Libia e le ONG

Nonostante sia anacronistico parlare ancora di emergenza migranti non dovremmo tacere le implicazioni squisitamente politiche dell’intera vicenda. Ciò in nome del diritto all’informazione, ispirato alla correttezza, all’essenzialità e alla completezza. Un’informazione, avulsa da qualsiasi ideologia, pregiudizio, luogo comune ed omissione, in grado perciò di orientare l’opinione pubblica. Sebbene siano pochi i giornalisti che vi abbiano richiamato, i migranti che sbarcano nel nostro paese, vengono soccorsi in mare, da una parte, in virtù di accordi tra gli Stati europei e di “missioni” all’uopo costituite, dall’altra, alla luce di un obbligo di soccorso in mare, che è parte del diritto internazionale del mare.

IL DIRITTO INTERNAZIONALE DEL MARE. È regolato da una Convenzione internazionale, forse poco nota, la Convenzione di Montego Bay del 1982, all’interno della quale è regolato l’obbligo di soccorso in mare. Le norme in essa contenute hanno avuto il primario obiettivo di sostituire un principio generalissimo del diritto internazionale consuetudinario, quello della libertà dei mari, che oggi, sebbene in misura limitata, si applica alle sole zone di mare rientranti nelle cd acque internazionali. All’interno della Convenzione, pienamente recepita dal nostro paese, sono riconosciute e regolate le acque territoriali e adiacenti, ciò al fine di garantire la sovranità degli Stati costieri su una porzione limitata di mare. Ciascuno Stato costiero esercita in mare la propria sovranità, anche con riguardo al controllo e alla vigilanza dell’immigrazione clandestina. Il mare è perciò concepito come una vera e propria frontiera. Continue reading “Emergenza migranti: Malta, ripetute violazioni dell’obbligo di soccorso in mare. Tensioni tra la Libia e le ONG”

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Il codice di condotta delle ONG resta al centro dell’attenzione politica interna ed europea e di quella mediatica.

Il codice di condotta delle ONG resta al centro dell’attenzione politica interna ed europea e di quella mediatica. In queste ore la ONG spagnola Proactiva Open Arms si è dichiarata pronta ad aderire al codice, mentre l’organizzazione francese SOS Mediterranée è in trattativa con il Ministro degli Interni italiano.

Il Ministro Minniti continua a lavorare per ottenere il consenso e la firma di tutte le ONG, nonostante Medici senza Frontiere abbia ribadito di non essere disposta ad aderire al codice di condotta e sia la nave Iuventa sia la Sea Watch – della ONG tedesca Jungend Rettet Continue reading “Il codice di condotta delle ONG resta al centro dell’attenzione politica interna ed europea e di quella mediatica.”

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Il codice di condotta delle ONG: La nave Iuventa della ONG tedesca è stata posta sotto sequestro a Lampedusa.

Il codice di condotta delle ONG, voluto dagli Stati europei e firmato solo da alcune delle ONG, ha permesso all’Italia di intraprendere le prime indagini sui presunti contatti tra queste ed i trafficanti libici. La ONG spagnola Proactiva open arms, la maltese Moas e Save the Children sono le uniche ad aver firmato il codice di condotta, bocciato invece dalla ONG tedesca Jugend Rettet, dalle francesi Medici senza Frontiere e Sos Mediterranée. Per quest’ultime, i rispettivi portavoce, dichiarano inaccettabile la presenza della polizia giudiziaria italiana a bordo delle navi di soccorso – prevista dal codice – perché comprometterebbe le operazioni di salvataggio dei migranti. Queste organizzazioni, che non possono più partecipare alle operazioni di save and rescue, hanno l’obbligo di non lasciare il porto di Lampedusa. In base alle previsioni del codice di condotta, la polizia italiana ha il compito di effettuare dei controlli diretti sulle operazioni di soccorso in mare operate dalle ONG, dopo i sospetti della procura siciliana sull’esistenza di una rete criminale dedita all’immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Continue reading “Il codice di condotta delle ONG: La nave Iuventa della ONG tedesca è stata posta sotto sequestro a Lampedusa.”

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David Nott, Don Mosè, Ileana Boneschi. A caccia di umanità per un tempo che non ne mostra di benevolente

David Nott, Don Mosè, Ileana Boneschi.

Sono scelte individuali, direte. Certo. Ma sono scelte che fanno pensare, mettono l’accento sulla disumanizzazione del globalizzare anche il giardino di casa tua.

Vi ricordate quando, da bambine/i, vi si chiedeva “Cosa vuoi fare da grande!?”. E tutti a rispondere “Io, il chirurgo, io la dottoressa, io il missionario, io il medico missionario, io l’ingegnere, io l’operaio…”.

Ora non so cosa rispondono i bambini e le bambine in questo nuovo medioevo 2.0 o 4.0.

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