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“Coco”: recensione del nuovo capolavoro Pixar

C’è un filo conduttore che lega alcune delle ultime e più significative pellicole Pixar, ed è l’importanza della memoria.

In Toy Story 3, il timore di essere dimenticati dall’ormai cresciuto amico di giochi Andy atterriva i giocattoli già protagonisti del primo lungometraggio Pixar. In Inside Out il ricordo prende forma nel simpatico elefantino rosa di nome Bing Bong, chiamato a simboleggiare un’infanzia ormai perduta e dimenticata. In Coco i ricordi sono l’elemento che tiene, letteralmente, in vita le anime dei nostri cari scomparsi.

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Golden Globe: sul red carpet in total black contro le molestie!

Nella lunga notte dei Golden Globe, tra premi attesi non arrivati e italiani rimasti a mani vuote, a farla da padrone è stato il grido delle star cinematografiche e televisive contro le molestie sessuali. Il red carpet si è tinto di nero. Attori e attrici da tutto il mondo hanno indossato l’abito del colore del lutto, in solidarietà alle tante vittime degli abusi, lanciando un messaggio forte, di speranza e di cambiamento. Lasciando poca attenzione a chi ha preferito un abito colorato invece che adeguarsi al dress code adottato durante la cerimonia della serata. 

La cerimonia della 75esima edizione dei Golden Globe, svoltasi al “Beverly Hilton Hotel” di Beverly Hills a Los Angeles, ha avuto un tema centrale, univoco, quello contro gli abusi. Vestiti in nero e con spilla del movimento “Time’s Up”, con riferimento al movimento #metoo, progetto sostenuto da molte attrici, tra cui Natalie Portman, Meryl Streep, Cate Blanchett, Reese Witherspoon, i divi hollywoodiani non si sono lasciati sfuggire l’occasione per protestare e schierarsi in prima linea a favore delle vittime di Harvey Weinstein, Kevin Spacey e Dustin Hoffman. Anche Seth Meyers, alla sua prima esperienza da conduttore, si è unito ai colleghi, lasciando spazio a battute sui molestatori seriali che hanno infangato il mondo del cinema: “Buonasera signore e signori, o meglio quello che resta degli uomini. Buon anno a tutti: nel 2018 la cannabis è stata liberalizzata e le molestie sessuali finalmente no”. Continue reading “Golden Globe: sul red carpet in total black contro le molestie!”

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Borsalino: l’azienda del cappello Premio Oscar è fallita.

Borsalino, la più conosciuta azienda di cappelli, fondata da Giuseppe Borsalino nel 1857, e che ha visto il suo inimitabile modello indossato sul capo di grandi personaggi del cinema, della musica e della politica, è stata dichiarata fallita pochi giorni fa.

Il tribunale della città di Alessandria, infatti, ha respinto, per la seconda volta, dopo quella del dicembre 2016, la richiesta di concordato preventivo della Haeres Equita – la società che la gestisce attraverso un contratto d’affitto, dello svizzero Philippe Camperio.

I guai per la Borsalino sono iniziati dopo uno dei più grandi crac finanziari della storia italiana, quello dell’imprenditore di Asti Marco Marenco, che controllava più di 160 società, in seguito è stato arrestato a Lugano nel 2015. Da allora l’azienda piemontese non si è Continue reading “Borsalino: l’azienda del cappello Premio Oscar è fallita.”

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“Gary Oldman – Dagli esordi in teatro al successo internazionale, il percorso artistico di un talento eclettico e prorompente”di Maria Laura Loiacono: la monografia sulla carriera artistica di Gary Oldman

“Gary Oldman – Dagli esordi in teatro al successo internazionale, il percorso artistico di un talento eclettico e prorompente” di Maria Laura Loiacono, edita da AG Book Publishing.

Collana: Cinema • I grandi protagonisti

Formato: cm 17 x 24

Pagine: 100

Volume in brossura con bandelle e inserto fotografico a colori

€ 20,00

ISBN: 9788898590261

Sinossi

Grazie alla sua straordinaria capacità di trasformarsi fisicamente e di assumere accenti e movenze di ogni genere, ha potuto interpretare una varietà enorme di personaggi che lo hanno reso uno degli attori più celebri e apprezzati al mondo. È stato Sid Vicious, Lee Harvey Oswald, Dracula, Ludwig van Beethoven, Ponzio Pilato, il George Smiley di John le Carré e tanti altri, per arrivare a Winston Churchill. È anche regista, sceneggiatore, produttore, appassionato di musica e fotografia. Gary Oldman è tutto ciò e molto di più. Questo libro ripercorre gli inizi della sua carriera e i ruoli che l’hanno resa grande, volgendo l’attenzione anche ai progetti presenti e a quelli del prossimo futuro. Continue reading ““Gary Oldman – Dagli esordi in teatro al successo internazionale, il percorso artistico di un talento eclettico e prorompente”di Maria Laura Loiacono: la monografia sulla carriera artistica di Gary Oldman”

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Il silenzio è complice: l’incessante ipocrisia del mondo di Hollywood

A parte l’otto marzo, mai come in questi giorni sono stati fatti così tanti appelli alla solidarietà e all’unione femminile.

Infatti, dall’esplosione del caso Weinstein, l’intero ambiente cinematografico e politico si è mobilitato per condannare le azioni dell’ormai ex re Mida di Hollywood e supportare tutte le donne che si sono fatte avanti per denunciarlo. Tra queste personalità due sono ben note al pubblico internazionale e sono da tempo considerate icone del femminismo moderno: Meryl Streep e Hillary Clinton. Entrambe sono state in qualche modo legate al produttore cinematografico americano (la prima, sua grande amica, ha partecipato a numerosi film prodotti dalla sua casa di produzione mentre la seconda, insieme al partito democratico, ha potuto contare sulle sue generose donazioni durante la campagna elettorale dello scorso anno) e hanno condannato fermamente il suo comportamento. “Non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d’albergo, nel suo bagno, o compiuto azioni inappropriate o violenze. Il suo comportamento è inescusabile” ha dichiarato la Streep, dicendosi sconvolta e disgustata dall’accaduto. Affermazioni simili anche da parte dell’ex candidata democratica: “Il comportamento descritto da queste donne non può essere tollerato. Il loro coraggio e il loro sostegno degli altri è fondamentale nell’aiutare a fermare questo genere di comportamento”. Entrambe, infine, lodano le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare Weinstein e invitano ad un’azione coesa contro il sessismo e il misoginismo imperante nella società odierna.

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L’America, le armi e Michael Moore: Bowling a Columbine (2002)

Con il recente attentato a Las Vegas torna il cruciale argomento dell’uso delle armi negli Stati Uniti, anche se è improbabile un intervento deciso da parte del Presidente americano Donald Trump.

Quest’ultimo ha preferito non sbilanciarsi sulla questione ma le sue dichiarazioni precedenti lasciano pochi dubbi sulla sua opinione in proposito; in uno dei suoi interventi durante la campagna elettorale dello scorso anno, il magnate affermava: «Hillary (Clinton) vuole togliervi le pistole. Vuole che la gente non si difenda (…). Noi non lo permetteremo, gli americani hanno il diritto di difendersi al 100%. (…)» Insomma, il secondo emendamento non si tocca poiché il diritto di difesa è sacrosanto. Tuttavia, le stragi non cessano né diminuiscono ma continuano a verificarsi ulteriormente nel corso degli anni, soprattutto negli Stati Uniti. Infatti, come riporta l’articolo di Marta Rizzo pubblicato il 31 marzo 2016 da La Repubblica, «ogni anno oltre 30.000 persone rimangono uccise dalle armi da fuoco». Anche il livello di diffusione delle armi nel suolo americano è un dato significativo. Secondo l’articolo pubblicato il 3 ottobre dalla rivista Focus « negli Usa circolerebbero 357 milioni di armi da fuoco contro una popolazione di soli 318,9 milioni di persone ».

Il regista americano Michael Moore parte dalla strage alla Columbine High School per raccontare la diffusione incontrollata delle armi nel suo paese.

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