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Il silenzio è complice: l’incessante ipocrisia del mondo di Hollywood

A parte l’otto marzo, mai come in questi giorni sono stati fatti così tanti appelli alla solidarietà e all’unione femminile.

Infatti, dall’esplosione del caso Weinstein, l’intero ambiente cinematografico e politico si è mobilitato per condannare le azioni dell’ormai ex re Mida di Hollywood e supportare tutte le donne che si sono fatte avanti per denunciarlo. Tra queste personalità due sono ben note al pubblico internazionale e sono da tempo considerate icone del femminismo moderno: Meryl Streep e Hillary Clinton. Entrambe sono state in qualche modo legate al produttore cinematografico americano (la prima, sua grande amica, ha partecipato a numerosi film prodotti dalla sua casa di produzione mentre la seconda, insieme al partito democratico, ha potuto contare sulle sue generose donazioni durante la campagna elettorale dello scorso anno) e hanno condannato fermamente il suo comportamento. “Non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d’albergo, nel suo bagno, o compiuto azioni inappropriate o violenze. Il suo comportamento è inescusabile” ha dichiarato la Streep, dicendosi sconvolta e disgustata dall’accaduto. Affermazioni simili anche da parte dell’ex candidata democratica: “Il comportamento descritto da queste donne non può essere tollerato. Il loro coraggio e il loro sostegno degli altri è fondamentale nell’aiutare a fermare questo genere di comportamento”. Entrambe, infine, lodano le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare Weinstein e invitano ad un’azione coesa contro il sessismo e il misoginismo imperante nella società odierna.

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Il Vaticano continua a tremare

Non si arrestano gli scandali all’interno della Santa Sede.

ROMA – Il 15 settembre, pochi giorni fa, la sala stampa vaticana ha reso pubblicamente noto che, il 21 agosto scorso, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha notificato alla Segreteria di Stato la probabile detenzione di materiale pedopornografico da parte di un membro del corpo diplomatico della Santa Sede residente a Washington.

Venuto a conoscenza di ciò, il Vaticano ha richiamato in loco il sacerdote e ha deciso di aprire un’indagine a suo carico, subito dopo aver trasmesso le dovute informazioni al Promotore di Giustizia del Tribunale vaticano.

Ad aggravare la situazione vi è il fatto che, quasi sicuramente, si tratta di immagini a sfondo sessuale riguardanti bambini.

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L’ombra della pedofilia sul cardinale George Pell e la posizione scomoda di Papa Francesco

Si tratta dell’ennesima raccapricciante storia di pedofilia da parte di un membro della Chiesa; storia, questa volta, in cui protagonista e carnefice sarebbe il cardinale George Pell, figura di spicco dell’impenetrabile mondo ecclesiastico in Vaticano.

Le accuse nei suoi confronti di abusi sessuali perpetrati su minori risalirebbero agli anni ‘70, più precisamente tra il 1976 e il 1980 presso Ballarat, città nativa di Pell, dove allora esercitava il sacerdozio, e poi ancora a Melbourne tra il 1996 e il 2001 mentre era Continue reading “L’ombra della pedofilia sul cardinale George Pell e la posizione scomoda di Papa Francesco”

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I pedofili devono essere fermati. Quando il web aiuta la pedofilia. L’irresponsabilità degli adulti regge il gioco del pedofilo

In una stanza, al buio, anzi no, con i pianeti che girano e si riflettono sul soffitto che sembra illuminato come con un astroscopio. Tutto fa presagire tranquillo sonno di bimbo. Nel silenzio di una notte così calma, qualcuno si aggira potente della sua “voglia”. Sa che è inumano, sa che è sulla via del male, ma non si trattiene. Percorre il corridoio, entra nella stanza del suo cucciolo (M.R.)

Uno schermo acceso riflette luce fosforescente con i colori di immagini di bimbo, si susseguono scatti continui, vecchia abitudine quella di archiviare le foto che ha ripreso ovunque, al parco, ai giardini sotto casa, all’uscita da scuola di ragazzi con quella luce negli occhi. Anche lui sa che non è innocente fino a prova contraria. Davanti alla sua coscienza è giustificato, l’hanno avvicinato anni addietro davanti scuola (M.R.)

Aumentano i files, quelli che chiamiamo Xfiles, noi della cerchia ampia come un oceano, senza fissa dimora, virtuale, evanescente, che si ciba della disattenzione degli adulti e della innocente vezzosità dei bambini. E noi qui a tirare la rete buttata come di paranza. È troppo semplice, troppo semplice cadere in tentazione. E poi mi batto il petto ogni giorno e ogni notte sono qui a raccogliere fiori lucenti che imbratto con la mia lordura (M.R.)

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KLUNNI The Clown: una serata per cibarsi d’arte!

Sabato 22 aprile si è tenuto presso il Brittway Garage di Roma un evento imperdibile: la presentazione del promo di KLUNNI The Clown.

KLUNNI The Clown è il progetto di due giovani artiste: Sara Colonnelli e Francesca Conte.

È un thriller psicologico che si occupa del tema della pedofilia attraverso la storia di cinque universitari che si troveranno a dover affrontare un serial killer e a scavare nei più oscuri segreti e nella mente oscura e ferita dell’assassino.

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“Klunni the clown”: thriller che si inabissa nel recondito della psiche umana

Due giovani registe, Sara Colonnelli e Francesca Conte, un amore smisurato per il cinema e il progetto di un cortometraggio.

Tutto ciò e molto altro è “Klunni the clown”: thriller psicologico con un tema importante e attuale: l’abuso sessuale.

Il film indaga su ciò che accade a livello psicologico in chi è vittima di abusi sessuali, e quello che avviene può essere violento e terribile: la vittima si trasforma in carnefice, facendo rivivere la stessa paura alle sue vittime.

Klunni in islandese significa pagliaccio ma il pagliaccio non sarà il protagonista principale ma rappresenterà la cura per la protagonista e il carnefice per le vittime, che saranno una volta uccise travestite da pagliaccio. Il vestito da clown, infatti, era indossato dal padre quando, il giorno del suo compleanno, abusava della protagonista.

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