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Dietro il silenzio, nascondiamoci…che la parola è d’oro…

Dietro il silenzio…

Dietro il silenzio può starci la cura dello spirito ma anche una prigione della mente.

Il silenzio che nasconde.

Cosa c’è dietro le “società del conversare” e le “società del silenzio”?

Se ne dice in una disamina di Virgilio Titone, storico e umanista siciliano, primi anni ’60 del XX secolo.

Apertura al dialogo senza limite di censo e di familiarità nelle prime, nella società romana antica, in quella americana e europea più evoluta.

Diffidenza, parsimonia di parola. circospezione e sospetto, silenzio, in quei luoghi di Sicilia, ma non solo siciliani, dove il dettato Continue reading “Dietro il silenzio, nascondiamoci…che la parola è d’oro…”

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Del silenzio, da quello volontario a quello di svago: la solitudine e la cura

Del silenzio che può essere una cura, uno svago o una prigione.

Del silenzio del ritiro.

Dicevamo del silenzio,  che può essere una cura, uno svago o una prigione…

Hikikomori: è il volontario isolamento dalla vita sociale cui si sottopongono migliaia di ragazzi, maschi, soprattutto e giovani, dai 16 ai 30 anni.

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Silence, please! Sul pensiero di massa e sul silenzio

Stiamo surfando sulla tematica del silenzio.

Nel primo articolo – “Silenzio, ognuno a suo modo! Che ne è oggi del silenzio” -, ci siamo immersi nel silenzio in poesia, in punta di piedi, per poi portarci alla cancellazione del silenzio nel secolo breve, passando per il silenzio interiore, che approfondiremo di seguito.

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Elezioni del 4 Marzo, l’incertezza sulla neo legislatura

A  quasi 10 giorni dalle elezioni del 4 marzo, in Italia sembra incerto quali forze politiche daranno il via alla prossima legislatura. E il clima rimane molto teso.

Il voto ha sancito la vittoria del Movimento Cinque Stelle, mentre il Partito Democratico e Forza Italia hanno subìto una pesante sconfitta. La sorpresa (o quasi) è l’ampio consenso ottenuto dalla Lega di Matteo Salvini che, oltre ad aver superato per numero di voti il centro sinistra, è diventato il primo partito di centro destra.

Ora con le consultazioni, bisogna aspettare che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, decida a quale leader affidare l’incarico di formare il nuovo Governo. Un Governo capace di garantire la durata della legislatura.

Mentre Luigi Di Maio ha aperto subito al dialogo con tutti i partiti, nel Partito Democratico molti, vicini a Matteo Renzi, sono convinti della necessità di un rinnovamento del Partito, che potrebbe costringere il segretario ad abbandonare definitivamente il palcoscenico politico. Pesa inoltre la mancata rielezione in diversi collegi degli esponenti Dem prescelti da Renzi.

Gli stessi del Partito Democratico che ora spingono per le primarie e per l’elezione di un nuovo segretario, sono convinti – per ora – che il centro sinistra non può stringere alleanze né con il Movimento Cinque Stelle, né con un partito «estremista», come la Lega di Continue reading “Elezioni del 4 Marzo, l’incertezza sulla neo legislatura”

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Silenzio, ognuno a suo modo! Che ne è oggi del silenzio

Sonderò, a mio modo, la tematica del silenzio. La raccolta occuperà lo spazio di sei articoli.

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Possiamo davvero parlare di Terza Repubblica?

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018, hanno trasformato radicalmente lo scenario politico italiano, ridisegnando il Parlamento. Un mutamento che ha portato molti, in primis il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, a parlare di Terza Repubblica Italiana. Ma davvero siamo entrati nella terza era repubblicana?

“Inizia la Terza Repubblica, quella dei cittadini”, queste le parole di Luigi Di Maio, leader del M5s, aspirante Presidente del Consiglio che, vittorioso, si è presentato davanti agli italiani. Certamente, quelle del 4 marzo sono state un punto di rottura del “vecchio” sistema politico, quello considerato come il dualismo storico tra il centrodestra e il centrosinistra che ha governato l’Italia negli ultimi venticinque anni. La vittoria netta dei partiti populisti (Lega e M5s), ha dato un chiaro segnale alla politica italiana, quella Continue reading “Possiamo davvero parlare di Terza Repubblica?”