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Unione europea: la crisi dei partiti tradizionali e del “fare politica”. Spunti di riflessione.

Tra il 2015 e il 2017 in Europa si sono svolte numerose giornate elettorali. In Francia, Germania ed Austria si sono infatti tenute recentemente le elezioni politiche, mentre si continua a discutere sull’avanzare dei partiti di estrema destra, dei nazionalismi e dei populismi. E c’è già grande attesa per il confronto politico in Italia, la prossima primavera.

In Francia, è ancora oggi indubbio il trionfo di Emmanuel Macron e del suo movimento “En marche!”. In occasione delle elezioni politiche francesi – mentre l’Europa temeva la vittoria dell’estrema destra – Macron ha conquistato la presidenza, decretando il flop del Front Nacional di Marie Le Pen. Macron è diventato immediatamente il simbolo di una nuova Francia. Volto giovane della politica, Macron sembrava aver intercettato i voti dei francesi delusi dai partiti tradizionali. Ben presto, però, l’elezione di Macron ha disvelato il dato più importante: la vittoria dell’astensionismo.

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Indipendentismo catalano: breve riassunto del passato, riflessioni sul presente.

La diversità culturale della Catalogna è indiscussa: dalla lingua alle tradizioni, dalla storia alla cultura politica, non c’è dubbio sulla peculiare identità di questa regione a nord-est della Spagna. Vero. Ma leggendo dei travolgenti eventi politici catalani che da ottobre 2017 dominano le prime pagine di tutta Europa, viene anche da pensare: a dirla tutta, il fatto che in Europa sopravviva una comunità culturale differente all’interno di uno stato nazionale è proprio una sorpresa? Non esattamente. L’ Europa è per definizione varietà, e le nazioni europee, appena le si passa al microscopio, rivelano spesso un mosaico di comunità linguistiche e culturali più o meno agguerrite contro il potere centrale. La misura della voglia d’indipendenza è normalmente una questione politica, con radici storiche (come tutte le questioni politiche).

LE ORIGINI

Le radici che hanno definitivamente incrinato il difficile rapporto tra Catalogna e Castiglia vengono tradizionalmente individuate in evento del lontano secolo XIII, in un’Europa ancora per lo più estranea all’idea di stato nazionale e culturale. La guerra è la Guerra di Successione Spagnola, e l’anno il 1714. La storia si riassume così: quando nel 1700 l’ultimo, cagionevole Asburgo di Spagna morì senza lasciare eredi, iniziò una guerra per la successione che coinvolse le maggiori potenze europee dell’epoca, e che vide i catalani Continue reading “Indipendentismo catalano: breve riassunto del passato, riflessioni sul presente.”

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Indipendenza della Catalogna, il “si” del Parlament. Vince il “si” per l’autonomia in Veneto e Lombardia.

Il Parlament catalano ha votato l’indipendenza, dopo settimane di manifestazioni di piazza a Barcellona e in altre città catalane, il pugno duro di Madrid e l’indecisione di Puidgemont.

Nei giorni immediatamente successivi il Consiglio dei Ministri straordinario, convocato sabato scorso da Rajoy – per ufficializzare la richiesta di autorizzazione al Senato di applicazione dell’art. 155 della Costituzione, con cui Madrid commissaria l’autonomia della Catalogna – il Govern è stato a lungo diviso tra indipendenza e nuove elezioni. Dinanzi all’ostinazione del Premier spagnolo, la coalizione di maggioranza, capeggiata da Puidgemont, ha deciso dunque di mettere ai voti la dichiarazione di indipendenza. Il “si” del Parlament ha così sancito la rottura con Madrid, mentre migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Barcellona per manifestare il proprio consenso. Per la prima volta, dalla costituzione dell’Unione europea, avviene una secessione all’interno di uno Stato membro. E, di certo, la dichiarazione di indipendenza della Catalogna potrebbe, in breve tempo, assumere le pericolose vesti di un “precedente” storico, con il rischio di diventare una vera e propria mina “esplosiva”, la cui onda d’urto è un’occasione ghiotta per il rilancio degli odierni nazionalismi d’Europa.

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Il silenzio è complice: l’incessante ipocrisia del mondo di Hollywood

A parte l’otto marzo, mai come in questi giorni sono stati fatti così tanti appelli alla solidarietà e all’unione femminile.

Infatti, dall’esplosione del caso Weinstein, l’intero ambiente cinematografico e politico si è mobilitato per condannare le azioni dell’ormai ex re Mida di Hollywood e supportare tutte le donne che si sono fatte avanti per denunciarlo. Tra queste personalità due sono ben note al pubblico internazionale e sono da tempo considerate icone del femminismo moderno: Meryl Streep e Hillary Clinton. Entrambe sono state in qualche modo legate al produttore cinematografico americano (la prima, sua grande amica, ha partecipato a numerosi film prodotti dalla sua casa di produzione mentre la seconda, insieme al partito democratico, ha potuto contare sulle sue generose donazioni durante la campagna elettorale dello scorso anno) e hanno condannato fermamente il suo comportamento. “Non sapevo che avesse avuto incontri nella sua camera d’albergo, nel suo bagno, o compiuto azioni inappropriate o violenze. Il suo comportamento è inescusabile” ha dichiarato la Streep, dicendosi sconvolta e disgustata dall’accaduto. Affermazioni simili anche da parte dell’ex candidata democratica: “Il comportamento descritto da queste donne non può essere tollerato. Il loro coraggio e il loro sostegno degli altri è fondamentale nell’aiutare a fermare questo genere di comportamento”. Entrambe, infine, lodano le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare Weinstein e invitano ad un’azione coesa contro il sessismo e il misoginismo imperante nella società odierna.

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BuoneNews: “Pianeta felice” n°20

Trentino: da anni il Trentino si è impegnato in un progetto di ripopolamento di orsi bruni, al fine di preservare la natura, contribuire alla diffusione delle differenti specie e all’equilibrio fra il territorio, la fauna ed il concetto di selvatico. È ovvio che la cronaca fornisca notizie di aggressioni che avvengono e vanno evitate nelle modalità migliori, adottando le buone pratiche che valorizzino il territorio, ma, allo stesso tempo considerino la centralità della persona umana e la sua protezione. Nella regione suddetta la tutela dell’orso è parte integrante della mentalità comunitaria molto sensibile al territorio, e per sentimento legittimo di appartenenza a luoghi caratterizzati da arte paesaggistica, e per quell’elemento selvatico che fa parte di chi dal cuore della biologia, del selvatico e del contesto naturalistico non si è mai separato. Dagli anni 90 è stato avviato un progetto della Comunità economica europea, Life Ursus, che ha di fatto consentito il ripopolamento degli orsi alpini con l’introduzione di nuovi esemplari provenienti dalla Slovenia. Decimato da anni di persecuzioni nel 1997 la rivista Airone ha denunciato il fatto che si contassero fra le Alpi solo tre vecchi esemplari; dopo anni di dibattiti parlamentari ha preso il via una delle più grandi operazioni faunistiche mai realizzate al mondo. Secondo l’ultimo Rapporto stilato dalla Provincia Autonoma di Trento nella parte occidentale del Trentino si possono contare fra i Continue reading “BuoneNews: “Pianeta felice” n°20”