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Sconfiggere la realtà distopica tramite un ripensamento utopico. Riflessioni random.

Aprendo un qualsiasi quotidiano o forse anche peggio, sintonizzandosi su un qualsivoglia telegiornale, il mondo sembra palesarsi come un posto davvero distorto, tra violenze di diversa natura, in particolare a danno delle donne, terribili stupri, infanticidi, violenze domestiche, persone costrette ad emigrare da fame e povertà, un uomo come Trump al potere… direi che dopo questa premessa, soprattutto dopo aver ricordato che Donald è realmente a capo degli Stati Uniti d’America, i poveri malcapitati lettori abbiano a ragione dismesso la lettura. Ma posso confortarvi già da ora, l’articolo vorrei terminasse con un flebile grido di speranza.

Dicevamo, sembrerebbe, stando alle cronache quotidiane, essersi realizzato quel presagio apocalittico preconizzato da un certo filone letterario che ha visto tra i protagonisti assoluti personalità come Orwell, Ray Bradbury e, forse il meno conosciuto Aldous Huxley, la cui opera maggiore, “Il Mondo Nuovo”, non ha riscosso lo stesso plauso di altri romanzi del genere, come ad esempio 1984 o Fahrenheit 451. Eppure da questo romanzo un po’ dimenticato vorrei partire.

Huxley, con la sua opera, inaugurava il filone della letteratura cosiddetta “distopica”. Per distopia, termine coniato già dal filosofo John Stuart Mill, si intende la rappresentazione di una realtà immaginaria in cui, al contrario dell’utopia, tutto va male.
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L’Accordo di Parigi sul clima del 2015 e il ritiro degli USA. Il 2017 uno tra gli anni più aridi,in Italia continua l’emergenza incendi e siccità

L’ACCORDO DI PARIGI SUL CLIMA. Nel 2015 la comunità internazionale si era data appuntamento a Parigi per la COP21. Un’occasione di incontro e confronto tra i paesi industrializzati, emergenti e in via di sviluppo sullo scottante tema del cambiamento climatico. In gioco, il futuro del pianeta e delle generazioni successive, sempre più in pericolo. La COP21 era stata accolta con grandi aspettative per la partecipazione di quasi tutti gli Stati, in particolare dei cd grandi inquinatori – Stati Uniti, Cina e India – da sempre restii ad adottare regole comuni, finalizzate a limitare le emissioni dei principali gas serra, lo spreco delle risorse naturali – in esaurimento – danni agli ecosistemi e alla salute dell’uomo. La Conferenza sul clima di Parigi, a lungo sotto i riflettori, si era conclusa, inaspettatamente, con il consenso unanime della comunità internazionale alla determinazione di una regolamentazione più ferrea. Un importante passo in avanti sul piano politico, dopo il fallimento del Protocollo di Kyoto. Protagonista l’Europa, la Continue reading “L’Accordo di Parigi sul clima del 2015 e il ritiro degli USA. Il 2017 uno tra gli anni più aridi,in Italia continua l’emergenza incendi e siccità”

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Trump dice NO ai transgender nell’esercito americano

Lady Gaga difende fieramente la comunità LGBT.

In questi giorni il presidente Trump ha scatenato una bufera con una direttiva in cui vieta ai transgender l’ingresso alle forze militari americane.

Ecco il tweet che ha alimentato le milioni di critiche che ogni giorno il presidente Trump già riceve per la sua politica, per la maggior parte aggressiva.

‘’Dopo essermi consultato con i miei Generali e militari esperti, vi informo che il Governo degli Stati Uniti non accetterà o permetterà ai transgender di operare nell’esercito statunitense. I nostri militari […], non possono essere schiacciati dai tremendi costi medici che i transgender comportano nel corpo militare.” Continue reading “Trump dice NO ai transgender nell’esercito americano”

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Muslim Ban alla secca e Mucche Frisone al bando

Trump e i venti hawaiani

Ieri sera leggevo la notizia, che ha del grottesco, della diaspora delle mucche frisone olandesi, ordinata da Erdogan.

Stamani leggo di Trump la cui diaspora (Muslim Ban) conclamata verso gli stranieri islamici viene bloccata dal giudice Derrick Watson, hawaiano, per manifesta incostituzionalità.

Trump e i venti hawaiani
Trump e i venti hawaiani

 

La seconda versione dell’ordine esecutivo del Muslim Ban, pur riveduto e corretto con esclusione dell’Iraq dai sette stati “bannati all’ingresso in Usa”,  con l’esclusione di chi detiene una green card, permanente permesso di soggiorno e di chi aveva permessi di soggiorno richiesti prima della data dell’ordine esecutivo, ossia precedentemente alla data del futuro 19 marzo, non ha passato il guado.

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