P31_L.É._Eithne_Operations_28_June_2015

Il presidio dei migranti di Santi Apostoli a Roma. Resta irrisolta l’emergenza abitativa nella Capitale. I migranti ribadiscono il “no” a soluzioni temporanee.

CHIESA DI SANTI APOSTOLI A ROMA. Mi colpisce la bellezza del centro storico di Roma, mentre passeggio tra i vicoli, a pochi passi da Fontana di Trevi gremita di turisti, verso Piazza Santi Apostoli. La bellezza di Roma si scontra però con il degrado urbano e il disagio sociale. Protagonisti la Sindaca di Roma Virginia Raggi e i migranti di Santi Apostoli, che da quasi tre mesi presidiano con le tende l’ingresso dell’omonima Chiesa. Sotto i portici dimorano i rifugiati politici – per lo più afghani, siriani e somali – sgomberati da Cinecittà la scorsa estate, dopo lo sgombero di via Curtatone.

Dal 24 agosto, l’amministrazione capitolina non è ancora riuscita a risolvere la emergenza abitativa. E il presidio di Piazza Santi Apostoli è l’emblema e il risultato sia degli sgomberi effettuati che, soprattutto, dell’inefficienza della Giunta di Roma. Ad oggi, dunque, resta irrisolta la questione dell’assegnazione e gestione degli alloggi popolari, richiesti a gran voce dagli ex occupanti. Il presidio di Santi Apostoli è composto di uomini, donne e bambini che, privi di un alloggio, attendono una risposta concreta. È un Continue reading “Il presidio dei migranti di Santi Apostoli a Roma. Resta irrisolta l’emergenza abitativa nella Capitale. I migranti ribadiscono il “no” a soluzioni temporanee.”

Sigilli via Curtatone 3

Roma, emergenza abitativa. Stallo per l’assegnazione degli alloggi agli sfollati di via Curtatone. Tensioni al Tiburtino III

Roma, emergenza abitativa. Via Curatone 3, la Questura di Roma ha posto sotto sequestro l’edificio sgomberato dalla polizia lo scorso 24 agosto tra le violente proteste degli occupanti. Lo sgombero è stato autorizzato dal Questore di Roma, dopo l’esito delle indagini condotte dalla Polizia di Stato su un presunto giro di locazioni illecite dei locali dell’immobile. A pagarne il prezzo più alto le donne e gli uomini di nazionalità etiope ed eritrea – tutti rifugiati politici e legalmente residenti sul territorio italiano – che, dal 2013 occupavano stabilmente l’edificio di via Curtatone.

L’area circostante l’immobile è ora transennata e costantemente sotto controllo, mentre la società proprietaria dell’edificio ha già messo in moto squadre di tecnici per la bonifica dei locali, permettendo però agli ex – occupanti di entrare e recuperare oggetti personali lasciati all’interno. La stessa società ha riferito delle precarie condizioni igienico – sanitarie dei locali dell’intero edificio di via Curtatone e degli innumerevoli oggetti o mobili abbandonati al suo interno.

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Roma: in primo piano l’emergenza abitativa e le ultime tensioni con i migranti

Roma. L’ennesima giornata assolata, calda e umida. Da quattro mesi una città nella morsa del caldo, della siccità e di uno strisciante declino politico e sociale.

Mentre procedo in auto nella trafficata via di Castro Pretorio – prima di un fumo inaspettato – incontro, per la prima volta, un “netturbino migrante”. In attesa del carroattrezzi, il ragazzo si offre di spingere l’automobile verso il ciglio della strada. Prevale allora il desiderio di porgli qualche domanda. Non mi dice il suo nome, ma soltanto di essere originario del Niger. Da un anno vive in Italia con un suo amico. Come lui, tanti altri ragazzi migranti a Roma, hanno iniziato ad improvvisarsi “netturbini”, raccogliendo fogliame, plastica, carta e sigarette e, ogni altra sorta di rifiuto abbandonato sui marciapiedi o sulle strade. Molti di questi si aggirano tra i quartieri San Lorenzo e Tiburtino, armati di scopa, guanti, grandi sacchi neri e un contenitore di latta, nel tentativo di ripulire i marciapiedi e, allo stesso tempo, rendersi socialmente utili. Dimostrare ai passanti distratti che vogliono integrarsi, vogliono un lavoro, una dignità. Lo scrivono su vecchi ritagli di cartone, mentre si cimentano come “netturbini” e sperano in qualche “offerta”. Naturalmente, non raccolgono i rifiuti differenziandoli. Il risultato, grandi sacchi neri, lasciati sui cigli delle strade e mai raccolti, Continue reading “Roma: in primo piano l’emergenza abitativa e le ultime tensioni con i migranti”