“Aggiungi un posto a tavola” al Teatro Brancaccio: la recensione della commedia con Gianluca Guidi
Aggiungi un posto a tavola
È stato in scena fino al 30 aprile al Teatro Brancaccio lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola”.
La pièce con 300 mila spettatori in tre stagioni consecutive e ben 250 repliche in tutta Italia conferma ancora una volta la sua popolarità, mettendo in scena una storia semplice ma dalla forte valenza simbolica.
“Aggiungi un posto a tavola” ha una drammaturgia sicuramente religiosa eppure la sua connotazione è lieve e leggera. Racconta non una storia “morale” ma, piuttosto, la bellezza della rinascita e la misericordia umana in grado di modificare il corso della storia.

La commedia musicale in due atti di Garinei e Giovannini, scritta tra il 1973 e il 1974 con Iaia Fiastri, è liberamente ispirata a “AFTER ME THE DELUGE” di David Forrest. L’opera è stata rappresentata per la prima volta nel 1974, riscuotendo un successo senza precedenti e affermandosi sulla scena internazionale con oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori.
Le musiche di Armando Trovajoli continuano, tutt’oggi, a incantare il pubblico. Nell’edizione 2022 il direttore musicale è stato Maurizio Abeni, già assistente di Trovajoli.
Nel cast artistico Gianluca Guidi, interprete principale ed erede del padre Jonny Dorelli, protagonista della prima edizione nel ruolo di Don Silvestro.
Don Silvestre, prete di un piccolo paesino di montagna, assiste i suoi fedeli rivestendo non solo il ruolo del confessore ma anche quello dell’amico.
Ironia e leggerezza pervadono la commedia, così come il ruolo del parroco che cerca di aiutare i fedeli, tra i quali Toto (Renato Crudo), un giovane ingenuo ai “fatti della vita”, l’avido sindaco Crispino (Marco Simeoli), la moglie Ortensia (Francesca Nunzi) e la figlia Clementina (Camilla Nigro), innamorata di Don Silvestro e tentazione perenne per lo sventurato protagonista.
La telefonata di Dio giunge inaspettata (voce di Enzo Garinei) al parroco: presto un secondo diluvio universale spazzerà la popolazione ed è necessario, quindi, costruire un’arca per salvare i fedeli. Non tutti, tuttavia, sono disposti ad accettare il messaggio del parroco e l’arrivo di Consolazione (Lorenza Mario), donna di facili costumi, metterà a dura prova gli uomini del paese.

“Aggiungi un posto a tavola” narra di un Dio capriccioso ma, ugualmente e in fondo, magnanimo che si scontra con l’amore incondizionato di un prete che ama i suoi fedeli nonostante le debolezze e le brutture.
L’umanità pervade l’identità superiore svelando al creatore come il senso di comunione e l’amore possano rappresentare una forza anche superiore all’indecifrabile e al già deciso.

scenografie – progetto originale di GIULIO COLTELLACCI adattamento scenografico di GABRIELE MORESCHI
costumi – disegni originali di GIULIO COLTELLACCI adattamento di FRANCESCA GROSSI
disegno luci di UMILE VAINIERI disegno fonico di EMANUELE CARLUCCI
direttore di produzione CARLO BUTTÒ supervisione artistica ALESSANDRO LONGOBARDI
coreografie di GINO LANDI direzione musicale MAURIZIO ABENI
GIANLUCA GUIDI – Don Silvestro
MARCO SIMEOLI – Sindaco Crispino
RENATO CRUDO – Toto
CAMILLA NIGRO – Clementina
FRANCESCA NUNZI – Ortensia
“La Voce di Lassú” è di ENZO GARINEI
UNA PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI
PER VIOLA PRODUZIONI IN COLLABORAZIONE CON OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO