Borsalino: l’azienda del cappello Premio Oscar è fallita.

Borsalino, la più conosciuta azienda di cappelli, fondata da Giuseppe Borsalino nel 1857, e che ha visto il suo inimitabile modello indossato sul capo di grandi personaggi del cinema, della musica e della politica, è stata dichiarata fallita pochi giorni fa.

Il tribunale della città di Alessandria, infatti, ha respinto, per la seconda volta, dopo quella del dicembre 2016, la richiesta di concordato preventivo della Haeres Equita – la società che la gestisce attraverso un contratto d’affitto, dello svizzero Philippe Camperio.

I guai per la Borsalino sono iniziati dopo uno dei più grandi crac finanziari della storia italiana, quello dell’imprenditore di Asti Marco Marenco, che controllava più di 160 società, in seguito è stato arrestato a Lugano nel 2015. Da allora l’azienda piemontese non si è mai più ripresa.

Ma gli operai non hanno lasciato l’azienda al proprio destino, e non si sono fatti sopraffare dalla sentenza del tribunale. Con orgoglio e gratitudine, i 130 dipendenti, il 23 dicembre, hanno dato vita ad uno sciopero. La mobilitazione davanti lo storico negozio di corso Roma ad Alessandria, ha visto quasi 300 persone partecipare attivamente, indossando un copricapo Borsalino e con dei cartelli con scritto #saveBorsalino, chiedendo a gran voce alle istituzioni di salvaguardare l’azienda e tutti coloro che ci lavorano da anni.

“Sono orgoglioso di vedere come la città si stia riconoscendo in questa importante rivendicazione. Marchio, azienda e fabbrica sono qui da 160 anni e devono rimanerci”, così ha parlato il sindaco della città piemontese, Gianfranco Cuttica, durante la manifestazione. Una protesta che ha coinvolto anche il mondo del calcio: i dirigenti dell’Alessandria Calcio hanno invitato i propri tifosi a presentarsi sugli spalti con il cappello della Borsalino. Gesto per indicare la vicinanza della società alla storica azienda.

Quella di Borsalino è una storia che non può e non deve essere dimenticata. Una storia lunga 160 anni, che ha visto l’azienda fare l’exploit nel 1900, quando vinse il Gran Prix – importante attestato di qualità all’Esposizione Universale di Parigi (Expo) – portando il marchio nel mondo. Una fabbrica che arrivò a produrre circa 2.000.000 di cappelli all’anno e dava lavoro a 2.500 dipendenti, diventando una vera e propria risorsa per l’economia piemontese.

Ad innamorarsi del Borsalino, sono stati numerosi personaggi illustri: da Papa Giovanni XXIII a uomini di Stato e politici di fama, come Churchill, Edoardo VIII, Truman Pancho Villa; ma anche da diversi artisti, come Gabriele D’Annunzio, Fred Astaire, Charlie Chaplin, Alain Delon, Vittorio Gassman, Federico Fellini, Giuseppe Verdi, Alberto Sordi e molti altri; ma anche da industriali di spicco, come Gianni e Umberto Agnelli. Inoltre, il Borsalino è stato frequentemente utilizzato in tantissimi set cinematografici. Ad esempio, lo ricordiamo sul capo di Marcello Mastroianni nel film “8 e mezzo”, oppure di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman nel finale di “Casablanca”. Più recentemente lo abbiamo visto indossato da Toni Servillo nel film Premio Oscar “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino.

Isabella Insolia

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