BuoneNews: “Pianeta felice” n°16

Amazzonia: un nuovo rapporto a cura del WWF ha rivelato che fra il 2014 ed il 2015 sono state individuate, scoperte e registrate quasi 400 specie di esseri viventi, un dato che ci riempie di gioia constatando quanto il nostro universo sia bello, ricco di sorprese e di fascino e che troppe volte in nome di interessi umani fini a sé stessi o in nome addirittura di automatismi collaudati votati alla modernità e al progresso urbano ci fanno dimenticare la poesia dell’ambiente. Esistono nuove specie di piante, rinnovate tipologie di pesci, anfibi, mammiferi, tra i quali alcuni fossili ed un uccello raro. Il volatile in questione trascorre le sue giornate di lavoro alla ricerca del cibo, di riposo e giochi in un territorio incontaminato fra i colori del Brasile, le sfumature del Perù e le tavolozze di colore dell’Ecuador. Speriamo che i governanti per il futuro prestino la dovuta attenzione per l’ecosistema, sempre nell’ottica di una cura per la centralità della persona, che possa vivere umanamente ed in una reale immersione nella bellezza del pianeta, all’insegna di quella ricerca del carattere selvatico e naturale che come i nostri lettori avranno imparato a conoscere è uno dei tratti caratterizzanti della domenica di Different Magazine.

Iran: dalla bellezza ambientale ed universale del pianeta passiamo ad un altro tipo di estetica, racchiusa negli scaffali dedicati alla vita. Chi legge poco, diceva Umberto Eco, vive molte vite di meno e a Tehran sembrano essersene resi conto con l’inaugurazione a metà settembre della più grande libreria del mondo. Il Tehran book garden si trova nella zona orientale della città sulle colline di Abbasabad e con un piglio decisamente innovativo e rilassante allo stesso tempo ci si può concedere un momento meraviglioso di serenità e cultura attraverso le nozze fra aree verdi e letteratura. Chi non legge all’aria aperta vive molti paesaggi di meno oltre alle vite di meno.

La domenica dei borghi: domenica 1 ottobre ci accoglieranno a braccia aperte, attraverso i moti ed i movimenti delle colonne, dei vicoli e delle chiesine monumentali i borghi più belli di Italia. Il Belpaese che ricalca la sagoma di una bellissima donna a forma di stivale chiamata penisola italica si metterà in evidenza attraverso il canale della gioventù, dato che saranno i ragazzi studenti delle scuole sparse per l’universo tricolore a guidarci alla scoperta dei luoghi senza tempo, e del tempo dei luoghi. Dunque le nostre gambe nel sano sport di camminare le strade, ed il nostro cervello attratto da parole di antichità pronunciate dalle nuove generazioni avranno la possibilità di visitare i centri storici acquisendo la consapevolezza della ricchezza delle dimensioni comunitarie piccole, dove il valore e la qualità della vita mettono al centro dell’attenzione l’essere umano. Scrivete sulla vostra agenda questo appuntamento e intanto visitate virtualmente il sito www.borghipiùbelliditalia.it.

Roma aeroporto Leonardo da Vinci: da giovedì 21 novembre è partita ufficialmente la programmazione di concerti e spettacoli jazz, elaborata e creata da Aeroporti di Roma in collaborazione con la Fondazione musica per Roma per rendere più attraente, piacevole e rilassante l’atterraggio od il decollo delle famiglie e delle persone. I viaggiatori più giovani, le nuove leve che volano sulle ali dell’aereo avranno l’opportunità di planare su quelle della musica, grazie all’organizzazione in tal senso della Brass Band diretta dal maestro Massimo Nunzi.

La Paz: conoscevate una delle particolarità caratterizzanti di La Paz, ovvero che la signora moderna e amante dei paesaggi è una delle città più alte del mondo? Il nome completo è Nuestra Senora de la Paz, la capitale governativa della Bolivia situata 3500 metri al di sopra del livello del mare, uno dei contesti naturalistici-urbani che domina il mondo a livello di altitudine. Pensiamo che El Alto sempre all’interno del paese si pone a 4000 metri sopra la Tavolozza blu. È popolata da 840.000 abitanti ed è stata fondata dal capitano Alonso de Mendoza nel 1548 e successivamente trasferita nella valle del Chuquiago, area dei minatori, a causa di un clima favorevole. Molti antichi palazzi sono stati devastati a causa dei fattori naturali, la buona notizia è che alcuni di essi li possiamo ancora apprezzare e visitare; nell’area di calle Jaen, la via Jaen possiamo prendere atto della presenza del Palazzo Legislativo e del Palazzo presidenziale che aprono una finestra sulla panoramica su Piazza Maurillio, dove c’è la cattedrale. La zona meridionale è senza dubbio  la zona più sviluppata con ville e zone commerciali ma anche con l’attenzione dedicata a quel verde che cromaticamente ci trasmette speranza e respiro. In questa parte di città esiste il polmone verde- il parco Florida. Nella porzione settentrionale invece assistiamo al degrado, alla miseria e qui vive la popolazione più povera, purtroppo in condizioni precarie e disperate. La Bolivia è celebre per le sue strade pericolose, e la più pericolosa in assoluto è rappresentata dalla Carretera della morte. Il volo della cabinovia è una metafora in volo dato che sta innalzando nuovamente il destino urbano e paesaggistico della Bolivia a livello di divari di carattere sociale con El Alto occidentalizzata in misura minore- o perlomeno sta tentando di dare impulso ad un dialogo maggiore fra differenti livelli di territorialità. Ci permettiamo di rilevare quanto le cabinovie si possano armonizzare con l’ambiente, talvolta valorizzando i contesti urbani, ragion per la quale si potrebbe pensare ad un sistema amico dell’ambiente anche nella nostra bistrattata capitale.

Milano: alla galleria di arte moderna di Milano fino al 3 dicembre è possibile ammirare l’esposizione che consente di rivivere cento anni di storia della scultura italiana con la lente di ingrandimento sul periodo lombardo dal 1815 al 1915. Le opere in mostra ci prendono per mano in un sentiero che descrive il passaggio dal metro linguistico neoclassico di Canova e degli artisti italiani formatisi sotto l’ala protettiva del danese Thorvaldsen, come Fraccaroli, alla svolta romantica che sull’esempio di Vincenzo Vela trova manifestazione nella cosiddetta Scuola di Milano.

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