BuoneNews: “Pianeta felice” n°31

Scienza: oggi incominciamo parlando delle affascinanti acquisizioni e scoperte della scienza, consapevoli del fatto che tante volte noi esseri umani ci prendiamo troppo sul serio, dimenticando che intorno a noi esistono miliardi di persone e addirittura siamo sovrastati da immensi pianeti. Secondo una recente analisi su dati raccolti dalla sonda Mars Reconaissance Obiter della Nasa emerge l’abbondante presenza di riserve di ghiaccio sul pianeta rosso. Il ghiaccio viene fuori per effetto dell’erosione e va ad estendersi fino a cento metri di profondità. Si apprende che questo fattore rappresenta un elemento in grado di influenzare l’attuale geomorfologia. Si tratterebbe di un’immensa distesa d’acqua, risorsa essenziale per una futura esplorazione e colonizzazione. Dunque, l’acqua di Marte, la cui presenza in forma di ghiaccio è stata documentata in alcune regioni varia per quanto riguarda la profondità da 100 metri in poi; le immagini raccolte nell’arco di tre rivoluzioni del pianeta intorno al Sole, rivelano infine che il ghiaccio si ritira di pochi millimetri ogni estate per effetto della sublimazione, cioè del passaggio di stato dell’acqua da ghiaccio direttamente a vapore. La coperta di suolo che lo avvolge ha lo spessore da uno a dieci metri ed è quindi una protezione indispensabile. La superficie mette in evidenza  inoltre peculiarità  similari ad alcune regioni artiche, come  in Canada, che nascondono proprio uno strato sotterraneo di ghiaccio.

Dalla Scienza alla memoria: parliamo  della  proteina che serve per l’apprendimento e per avere una memoria di lungo periodo: questa  tipo di memoria è molto differente rispetto a  quella di breve periodo,  che fotografa rapidamente le immagini, le ingloba per un periodo necessario al tempo di sostenere l’esame ad esempio e poi vola via. Torniamo ai tempi più lunghi e soffermiamoci sulla proteina virale che aiuta in maniera determinante la corteccia celebrale. Questa si comporta esattamente come un virus che viaggia da un neurone all’altro. Si tratta di una comunicazione fra neuroni che rammenta bene il meccanismo attraverso il quale i virus infettano le cellule ospiti. L’origine deriva da un evento evolutivo casuale verificatosi centinaia di milioni di anni fa.  Arc, (activity regulated cytoskeleton-associated protein), vanta un ruolo essenziale per il buon funzionamento della scatola dei ricordi e delle nozioni: i topi privi di Arc dimenticano quanto hanno imparato nel giro di sole 24 ore, inoltre il loro cervello è privo di plasticità.

Georgia e vino: pare che il viaggio appassionato intorno alla bevanda del vino sia nato in Georgia: qui infatti sono state ritrovate otto giare risalenti al 6000 avanti Cristo. Andiamo indietro nella storia fino al 6000- 5.800 avanti Cristo e grazie agli scavi in due siti archeologici che si trovano a sud di Tbilisi è stata rinvenuta la più antica testimonianza della storia del vino. L’amore per il vino ha messo in connessione con i sensi e la realtà fior di poeti e filosofi nel corso della storia e anche oggi i rossi e i bianchi sono annoverabili fra gli elementi che rendono ancor più grande, civile ed interessante la nostra cultura. E idealmente di fronte alla biblioteca personale di ognuno di noi i grandi pensatori e letterati, gli autori della narrativa e della saggistica brindano in un momento di convivialità ispirati da un pensiero, perché il vino è cultura, è gastronomia, è stile. La scoperta è di un gruppo di ricercatori del Museo nazionale della Georgia e dell’Università della Pennsylvania – in collaborazione anche con l’Università degli studi di Milano e il Museo lombardo di storia dell’agricoltura a Sant’Angelo Lodigiano – che hanno firmato un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences. Per continuare il sentiero intrapreso sulle ali della storia vi diciamo anche che le tracce di uva fermentata più antica sono state identificate nel 2004 nel sito di Jiahu nella valle del Fiume Giallo in Cina e servivano per una bevanda fermentata prodotta da uva selvatica, frutti di biancospino, riso e miele.

BuoneNews sposa la cultura del vino come mezzo di condivisione, scorribande nel passato e vita presente, sulle strade dell’uva ci torneremo presto.

Firenze incontra la Francia: fino al primo maggio nella città gigliata vale la pena non perdersi l’appuntamento con l’esperienza di Monet e gli impressionisti, per mettere in connessione l’anima con i capolavori del pittore che ha messo a disposizione la propria interiorità per descrivere e dipingere le meraviglie della Natura attraverso il canale en plein air, all’aria aperta fotografando i monumenti e dando dinamismo alla staticità. Anche in questa situazione l’era digitale asseconda le attrazioni della bellezza, e l’estetica si impreziosisce attraverso i nuovi canali mediatici e le conquiste del sapere tecnologico. Come diciamo sempre l’utilizzo efficace, razionale ed opportuno dei nuovi mezzi può migliorare la qualità di vita ed anche lo stato dell’arte. La narrazione attraverso gli schermi dilata a 360 gradi le immagini sostanziandosi in suggestioni che rendono ancora più viva l’attenzione dello spettatore e del visitatore. I paesaggi costeggiano il territorio non soltanto intorno a Firenze ma dentro i musei nel cuore pulsante della città. A Santo Stefano al Ponte.

Milano: fino al giorno 8 aprile 2017 le Gallerie di Italia sede dei musei di Intesa San Paolo a Milano danno l’opportunità ai visitatori di assistere alla mostra L’ultimo Caravaggio eredi e nuovi maestri. Si confrontano le realtà di Napoli, Genova e Milano. Un interscambio intenso e duraturo fra la marittima Genova, la nobile Milano, l’immensa Roma e la brillante Napoli e che registra, fra i protagonisti, gli antenati di molti soci dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, ancora oggi custodi di tanta parte del patrimonio artistico del nostro Paese.

Roma: il museo diventa talvolta un luogo di incontri fra gli slanci artistici e la razionalità della scienza, comunicandoci quanto l’uomo sia in grado con le sue innumerevoli risorse di elevarsi e far elevare il resto dell’umanità. Se pensiamo poi che la sana curiosità genera attrazione per il sapere avviene l’effetto moltiplicatore.  Al Maxxi di via Guido Reni va in onda Gravity, immaginare l’universo dopo Einstein a 100 anni dalla pubblicazione dell’articolo fondatore della cosmologia moderna, rivoluzionando le categorie di tempo e di spazio. Categorie che hanno sempre contraddistinto e proseguono a caratterizzare la speculazione filosofica, scientifica ed artistica. Perchè dietro a delle grandi conquiste c’è sempre un pensiero forte. Fino al 29 aprile.

Le buone del passato: il 28 gennaio del 1845 Il corvo di Edgar Allan Poe viene pubblicato per la prima volta sul New York Evening Mirror.

“A chi non piace il vino, Dio gli tolga l’acqua.”
(Proverbio toscano)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *