BuoneNews: “Pianeta felice” n°35

Medicina: i superager sono anziani che hanno l’età minima di 80 anni ma ne dimostrano la metà per reattività, slancio vitale, memoria e predisposizione alle sfide della vita, tanto che negli Stati Uniti rappresentano persone che incarnano materiale umano specifico di studi ed approfondimenti. Gli scienziati della Northwestern University hanno evidenziato, attraverso le loro indagini, come e quanto il cervello ed in generale tutto quello che interagisce con la componente celebrale di queste persone invecchi più lentamente rispetto a quello di coetanei anziani normali, il cui cervello in maniera graduale e via via progressiva va incontro all’atrofia nel corso del tempo. I superager hanno delle cellule grigie simili e comparabili a quelle di venticinquenni, ed allo stesso tempo nutrono gli stessi sogni e la stessa sete di linfa vitale anche se, alle spalle e sulle spalle ci sono bagagli di esperienza, saggezza, sapienza e cultura sia essa popolare, legata alla vita vissuta o figlia degli insegnamenti del passare e del consumarsi dell’esistenza. Ancora la scienza non riesce a dimostrare le motivazioni di queste differenze, e comunque il raggio d’azione della ricerca risulta talmente ampio, da non consentire ancora una sintesi. Quello che conta comunque è che molti individui sono in grado di cogliere il succo dei giorni anche nella tarda età, grazie a doti innate, ma forse talvolta grazie alla capacità di essere stati in grado di vivere minuto per minuto con entusiasmo, coraggio e passione, anche nella quotidianità. Dovremmo ricordare sempre che gli anziani rappresentano una risorsa e che dalle pieghe di quelle gobbe, dai bastoni e dalle rughe possiamo imparare a riconsiderare la vita in un’altra dimensione, quella del presente che intercetta il passato sul sentiero delle età.

Milano: a Palazzo Reale rivive il Rinascimento fra Germania ed Italia attraverso l’esposizione dei dipinti e delle perle estetiche firmate da Dürer, una grande rassegna dedicata al pittore ed incisore che con i suoi colori e le sue descrizioni antropologiche ben stagliate sulla tela ha stupito il contesto europeo, impressionato i venti del nord – europa ed attratto la curiosità mediterranea. Albrecht Dürer (1471- 1528), maestro rinascimentale, riesce attraverso le personali opere d’arte a far emergere le molteplici caratteristiche della sua interiorità, la simpatia, la curiosità ed il cosmopolitismo, qualità che si influenzano a vicenda, e, interagendo marcano la cifra stilistica di un grande artista. Uomo di grande spessore intellettuale, viaggiò spesso attraverso le Fiandre e l’Italia, ricompose i pezzettini di quel complesso puzzle psicologico che è l’essere umano, attraverso i ritratti e gli autoritratti, esplorò la natura con gli acquerelli e si dedicò alle nuove tecniche dell’incisione. Fino al 24 giugno Milano rinasce mediterranea e tutonica fra il sole della Penisola ed i venti del nord.

Murano –  Venezia: al museo del vetro fino al 15 aprile ‘ Il mondo in una perla’ la collezione di perle del museo del vetro fra il 1820 ed il 1890′. Questo particolare scenario è a tutti gli effetti una delle icone della venezianità nel mondo, e riflette la bella in gondola sulle foci del mondo. Qui è possibile ammirare le perle di vetro veneziano, i manufatti di rara bellezza pronti a celebrare la storia vetraria della città. Venezia incominciò la sua produzione verso il quattordicesimo secolo con la tecnica a speo, ovvero attraverso una piccola quantità di vetro fuso ed un ago di ferro che veniva fatto girare al fuoco di un lume, realizzando la perla forata. Verso il sedicesimo secolo viene affinata la tecnica delle perle alla lucerna, con l’uso di canne massicce.

Dipartimento di Psicologia (Milano – Bicocca): secondo una ricerca recente dell’omonima università si riconferma l’assunto che sbagliando si impara, anche quando a commettere errori sono gli altri. Osservare gli errori altrui nel momento in cui l’azione non consegue l’obiettivo sperato non deve risuonare come un mediocre ‘mal comune mezzo gaudio’ ma stimolare invece in maniera concreta, positiva e propositiva i meccanismi celebrali atti a correggere l’errore contribuendo alla fase dell’apprendimento. Un atteggiamento che non deve portare a critiche o sterili polemiche ma ad una migliore conoscenza di noi stessi comprendendo che tutti siamo fallibili, e tutti possiamo correggerci. Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze ha condotto questa indagine: le sperimentazioni hanno riguardato 10 giudici esperti e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia: 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari senza una specifica esperienza musicale. Ogni persona ha visualizzato delle riprese nelle quali un paio di mani erano nell’atto del suonare. Nella metà dei casi i movimenti delle mani si accordavano alla perfezione con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, no. Quando il suono non corrispondeva alle immagini visualizzate, il cervello dei pianisti incamerava le ragioni della cattiva esecuzione mentre quello dei partecipanti non esperti non rilevava gli errori. La ricerca ha fatto emergere come dalla sola osservazione del movimento venga stimolata in maniera diretta l’attività della corteccia motoria e premotoria del nostro cervello, come se ad azionare un dato movimento fossimo noi stessi.

Vienna: al Palais Dorotheum il 27 febbraio alle 16 l’Austria si tinge di colori con un’asta dedicata a dipinti ed acquerelli del diciannovesimo secolo; il 28 febbraio è in programma invece l’asta di tappeti orientali, tessuti ed arazzi con quasi 300 pennellate su tela fra le quali svariate parlano italiano attraverso le panoramiche veneziane e le vedute napoletane. Su tutte spicca la fioraia di Antonio Mancini (1852-1930), ritrattista e pittore testimone del suo tempo e di una carriera innovatrice per il suo contesto spazio – temporale.

Pescara: la città dei delfini getta il cuore dal mare sull’entroterra ed incontra l’arte a metà strada fra poesia e rappresentazione figurativa a Vistamare con la mostra personale di Joseph Kosuth, classe 45, attraverso una cronistoria approfondita e analitica sul poeta Ovidio, con il suono delle parole che si diffonde su tubi al neon. Fino al 2 marzo.

Le buone del passato: il 25 febbraio 1964 Cassius Clay diventa campione mondiale di pesi massimi a soli 22 anni.

“Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare come si è vissuto.”
(Paul Bourget) scrittore e saggista francese (1852-1953) fu spesso in polemica con le correnti dominanti in quel periodo, il naturalismo ed il razionalismo, che per lui escludevano quasi del tutto una dimensione spirituale.

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