Carrese: con “Crisalide” ritorno a vedermi – INTERVISTA
Carrese @Victoria Emma Wise
“Riflesso” e “Risveglio” sono le due anime con cui Carrese si ripresenta al pubblico. Brani a cui seguirà a maggio il suo nuovo progetto discografico “Crisalide” e i live. Le sonorità elettroniche avvolgono parole e voce, ora più eleganti e incisive che mai. Prodotto da Vincenzo Pizzi, il progetto è un viaggio musicale che attraversa il cambiamento, abbracciandone il mistero e la bellezza.
Intervista a Carrese a cura di Miriam Bocchino
- Buon pomeriggio Carrese, ti ringrazio per questa intervista. Sono usciti da pochissimo i tuoi due nuovi brani “Riflesso” e “Risveglio”. In merito a “Riflesso” su Instagram hai scritto che è la prima parte di un nuovo progetto che hai definito “metamorfosi”, dopo circa due anni di silenzio. Come questo silenzio si è trasformato in nuova musica?
Sono stati due anni di un silenzio che però è stato utile per fare tanto rumore. È una metafora della costruzione di questo nuovo progetto che si chiama “Crisalide” e che uscirà a maggio. “Riflesso” e “Risveglio” sono stati i singoli che ho scelto per anticiparlo.
“Crisalide”, lo dice anche un po’ la parola stessa, riporta l’immagine di un involucro. Ci ho tenuto tanto a dare spazio a quelli che sono stati mesi che mi hanno portata a rinchiudermi in me stessa, a non avere più contatti con il mondo live e musicale. Mi sono detta: ‘io devo trovare il modo per raccontare questo momento della vita e poi trasformarlo in musica’. Sono nati questi brani che poi ho racchiuso sotto il nome di “Crisalide”. “Riflesso” è il primo ed è quello più significativo, quello che dove più si legge e si possono vedere i passaggi di questo mio momento, che è stato artistico ma anche tanto personale. Sono molto contenta che le persone hanno inteso quello che volevo dire, mi sono arrivati tanti feedback; sono entusiasta e non vedo l’ora di proseguire con i prossimi passi.
- Una frase del brano che mi ha molto colpita è “sono ferma davanti a uno specchio ma non ho un riflesso”. Viviamo, infatti, in una società che invoca tante volte la diversità, l’unicità e l’accettazione ma che in realtà poi molto spesso ci fa sentire soffocati e non riconosciuti. Tu ora ti vedi in quel riflesso?
Assolutamente sì. La bellezza è proprio quella: nel momento in cui quel non riflesso è diventato una canzone è lì che mi riconosco. È il momento in cui ritorno a vedermi artista. Quando non avevo ancora creato la musica mi sentivo soltanto Roberta, mi mancava qualcosa che riuscisse a farmi guardare allo specchio e dire: ‘ma tu cosa stai facendo? Chi sei?’. Per me scrivere il pezzo è vivere appieno il dolore. Vivendolo lo supero, ci passo dentro e ritorno a vedermi, ritorno in uno stato di serenità. Non riuscendo a scrivere canzoni, invece, mi sentivo in balia di un qualcosa di irrisolto; quando dico ‘non provo più niente’ nel ritornello è perché, oltre a non vedermi, mi sentivo anche molto apatica con i sentimenti.
- “Risveglio” è uscito il 7 marzo. Ascoltandolo sembra dedicato a una persona amata: è così? Come nasce?
Assolutamente sì. “Risveglio” – lo dice anche il nome – è risvegliarsi da questo sonno, da questo momento in cui sembrava tutto molto difficile, tutto oscuro. C’è stato il momento del “ritornare a vedere”. La frase iniziale è collegata non volutamente a “Riflesso”: ‘in te mi riconosco meglio che allo specchio’, canto. Prima non mi vedevo allo specchio, questo amore mi ha fatto riconoscere prima nei suoi occhi e poi nei miei. E quindi sì, è una canzone dedicata all’amore.
- Ti senti rappresentata dalla musica attuale?
Devo precisare una cosa: ascolto principalmente musica internazionale, italiana un po’ meno perché le sonorità che attualmente mi ispirano non sono propriamente ‘spinte’ in Italia. Negli ultimi anni, tuttavia, anche con i vari Festival di Sanremo, c’è stata un’evoluzione a livello di stile e di sonorità. Io, per esempio, amo tantissimo la musica elettronica e ho sentito man mano cambiare il sound rispetto al pop italiano, che è diventato molto meno anni 2000.
Rappresentata? Questo ancora non lo so perché nel mio piccolo sto muovendo i primi passi, sto ritornando a muovere i primi passi. Spero di sentirmi rappresentata nel momento in cui sarò pronta per i live, a brevissimo.
Ho anche questo desiderio di fare un’esperienza fuori Italia, però mi sono sempre detta che prima di tutto viene qui, viene casa; vorrei prima muovermi qui e poi spostarmi e fare altre esperienze.
- In un’intervista in cui hai dichiarato che nei live suonerai solo i brani del tuo ultimo progetto: è rimasto questo intento?
Sì. Ho fatto un cambiamento totale del sound, quindi farei fatica oggi a rivedermi nei vecchi pezzi, nonostante li adori e li ascolti spesso. Li ascolto ma vedo un’altra persona, sono cambiata, e so che quello che oggi voglio portare nei miei live è una cosa definitissima; suonare i brani precedenti renderebbe confusa la comunicazione musicale. Poi mai dire mai…

- Sono trascorsi dieci anni dalla tua partecipazione di The Voice: è rimasto qualcosa di quella Roberta lì?
Certamente. Della Roberta di dieci anni fa rimane lo stupore, il meravigliarsi sempre, la voglia di fare musica, nonostante sia molto difficile avere questo sogno e lottare tutti i giorni per rimanere con gli occhi aperti. Non sono cambiata nell’animo puro che avevo a vent’anni e che ho ancora oggi. Quando mi rivedo nei video di dieci anni fa mi dico ‘ho gli stessi occhi’, ‘la stessa magia’.
- C’è nei tuoi progetti il Festival di Sanremo?
Mi piacerebbe partecipare, assolutamente. Ho provato un Sanremo Giovani ma non è andato bene. Mi devo sentire pronta perché – come tu sai – un artista per presentarsi a Sanremo deve avere un progetto pronto, non solo il brano.
Io adoro Sanremo, lo guardo da quando ero piccola, per me è la settimana santa, quindi sì, mi piacerebbe molto.

- La tua terra, la Campania, è una terra affascinante ma anche complessa: quanto ti ha influenzata?
Mi ha influenzata solo in maniera positiva. Tutto della mia terra è positivo per me, a partire dalle mie origini, dalla mia famiglia. Il canto è parte della cultura. Nelle feste di famiglia il nostro modo di parlare è iniziare a cantare. Ho deciso di fare musica grazie alla mia famiglia che l’ha messa sempre al primo posto, non mi hanno mai detto ‘trova il lavoro fisso’, anzi.
- A maggio “Crisalide” e i live quando?
Subito dopo. Appena avrò il calendario completo ci saranno tutte le comunicazioni ufficiali.
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