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Caso Diciotti, nell’Italia dell’Est e nell’Europa dei muri

Dopo il caso della “Diciotti” si rafforza il cosiddetto  asse sovranista  tra l’Italia giallo-verde e il gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia), anche grazie all’incontro  tra il primo ministro ungherese Viktor Orban e il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini nella prefettura di Milano e il colloquio  tra il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte e il premier ceco Andrej Babis a Roma.

Sia la vicenda della “Diciotti” che l’asse sovranista dividono l’Esecutivo: prima la “fronda di sinistra” all’interno del Movimento Cinque Stelle contro Salvini, poi la frenata del ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi sul paventato “stop” al versamento dei contributi nel Bilancio UE, minacciato dal vicepremier Luigi Di Maio per tentare di convincere l’Europa ad accogliere le richieste Continue reading “Caso Diciotti, nell’Italia dell’Est e nell’Europa dei muri”

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Consiglio UE migranti, perché l’Europa non è più “Unione” e l’Italia non ha “vinto”

«…per creare intorno al nuovo ordine un larghissimo strato di cittadini interessati al suo mantenimento, e per dare alla vita politica una consolidata impronta di libertà, impregnata di un forte senso di solidarietà sociale» (Il Manifesto di Ventotène: “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto, 1941).

Il progetto originario, contenuto nel Manifesto di Ventotène, di quella che chiamiamo Unione Europea parla di solidarietà. I Trattati hanno poi reso questo concetto un principio cardine della realtà europea, a lungo vista come un modello politico straordinario. L’unico davvero vincente in un Mondo sempre più competitivo, interconnesso e internazionalizzato. Altiero Spinelli ed Ernesto Continue reading “Consiglio UE migranti, perché l’Europa non è più “Unione” e l’Italia non ha “vinto””

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Prima gli italiani… con buon senso.

È finita la pacchia. Prima gli italiani.

Quando certi slogan evadono la realtà, la realtà diventa pericolosa.

Tra i tanti articoli di questi ultimi giorni sulle nuove politiche migratorie e sulle preoccupazioni derivanti, mi è capitato di leggere l’articolo di Maso Notarianni, su Il Fatto Quotidiano, circa il suo significato di “pacchia” contrapposto a quello conferito dal neo ministro Salvini alla vita “pacchiosa” dei migranti. Sono passata poi alla lettura delle centinaia di commenti sottostanti, per la maggior parte intenti a difendere il presunto operato del leghista – quando dalla propaganda passerà ai fatti.

Le parole del neo ministro degli Interni su fenomeno migrazione. Ennesimo slogan propagandistico. http://blogitalia.news/2018/06/05/governo-matteo-salvini-categorico

Punto cardine, qui come altrove, è sempre il solito slogan trito e ritrito “Prima gli italiani”. Ciò mi scatena delle riflessioni. Paradossalmente tale enunciato presuppone un precedente pensiero su altro dagli italiani. Non a caso la propaganda politica del segretario della Lega si è basata su questo slogan, dispiegandosi poi esclusivamente su problemi e vicende dei migranti. Ma questa potrebbe essere considerata una sarcastica e filosofica controbattuta. Continue reading “Prima gli italiani… con buon senso.”

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“Conte che vai, Conte che vieni”: la Terza Repubblica e il Governo giallo – verde

“Conte che vai, Conte che vieni”. Dopo una settimana di fibrillazione e la parentesi lampo di Carlo Cottarelli, il giurista ce l’ha fatta. È diventato ufficialmente il Premier del nuovo Governo gialloverde, che ha giurato davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato un travaglio lungo e sofferto, quello che ha portato alla nascita della tanto attesa Terza Repubblica, durante il quale Mattarella è stato accusato di impeachment per aver detto “no” alla nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia. La colpa sarebbe stata quella di aver esercitato una delle sue prerogative.

Al secondo paragrafo dell’articolo 92 della Costituzione si legge che la nomina del Presidente del Consiglio e, su proposta di quest’ultimo, dei ministri spetta al Presidente della Repubblica, che ha dunque l’ultima parola. Mattarella ha perciò applicato la Costituzione e, allo stesso tempo, ha tenuto conto del contesto internazionale. Come Stato membro dell’Unione europea, infatti, l’Italia ha il dovere di dare attuazione al diritto comunitario. Le posizioni euroscettiche di Savona avrebbero potuto mettere a rischio la sua corretta e completa osservanza, anche se – come dichiarato dallo stesso economista – nel contratto di Governo non si è mai parlato di un’eventuale uscita dell’Italia dall’Euro o di venir meno agli impegni europei. Ma resta il fatto che l’agitazione dei Continue reading ““Conte che vai, Conte che vieni”: la Terza Repubblica e il Governo giallo – verde”

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La Repubblica Italiana, figlia delle “ragazze del ’46”

Le donne del ’46 quel 2 e 3 giugno sentivano tutto il peso della storia. Di quella stessa storia che le aveva escluse per secoli nelle decisioni fondamentali. Era l’inizio della parità fra uomini e donne nelle scelte politiche, era l’inizio del suffragio universale. Bisognava scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere i rappresentanti dell’Assemblea Costituente, e a quella chiamata le ragazze risposero in massa, dove l’affluenza superò l’89 per cento.

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Il giurista Conte e l’attesa per la Terza Repubblica, tra veti e ultimatum

Dalle elezioni del 4 marzo l’Italia non ha ancora un Governo. Resta irrisolto il contrasto tra  M5S-Lega e Quirinale, restio ad accogliere la nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia. Lo dimostra l’ultimatum lanciato dal segretario federale della Lega Matteo Salvini: «Pronta la lista dei ministri. O si parte o non tratto più». Dello stesso avviso il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio convinto che Savona sia la persona giusta per guidare il Ministero dell’Economia: «Questa partita del Governo o si chiude entro le prossime ventiquattr’ore o non si chiude più; abbiamo già aspettato abbastanza».

Gli alleati giallo verdi, che nel frattempo hanno sottoscritto il ‘contratto di Governo’, non vogliono veti sul nome di Paolo Savona, la cui candidatura sembra essere l’unico ostacolo alla formazione del nuovo Esecutivo, che dovrà poi incassare la fiducia del Parlamento per diventare operativo. Savona sembra non sapere proprio perché l’Europa e il Quirinale siano preoccupati di una sua Continue reading “Il giurista Conte e l’attesa per la Terza Repubblica, tra veti e ultimatum”