Dati Istat sulla percezione della violenza di genere: stereotipi all’italiana.

L’Istat ha pubblicato i dati dell’indagine: gli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita il 25 novembre, l’Istat, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità, ha pubblicato un report sugli stereotipi di genere.

Il quadro che emerge puo’ aiutarci a comprendere come la percezione dei ruoli in Italia sia ancora sintomo di una visione che si lega e ci lega in gabbie sociali, in cui facilmente si sviluppa la cultura della violenza di genere. I dati emergono da una serie di affermazioni stereotipate poste all’attenzione di un campione di soggetti con età compresa tra i 18 e i 74 anni.

Il 32,5 % degli intervistati trova veritiera l’affermazione che sia più importante per l’uomo che per la donna il successo nel lavoro. Il 31,4 % che l’uomo sia meno adatto ad occuparsi delle faccende domestiche. Il 91% ritiene inaccettabile che la propria compagna venga schiaffeggiata per aver flirtato con un altro uomo. La percentuale di chi ritiene lecito, almeno in alcuni casi all’interno della coppia, la violenza e il controllo è del 25,4%. La tolleranza è maggiore nelle regioni Abruzzo e Campania (con il 38,1% ed il 35%) inferiore invece in Val d’Aosta e Sardegna (15,2 % e 17,4 %). Il controllo delle attività sui social network e del telefono della propria compagna è maggiormente tollerato proprio dai più giovani (30,3% uomini e 27,1% donne tra i 18 e i 29 anni). Il 39,3% sostiene che la donna è in grado di sottrarsi ad un rapporto non voluto e il 23,9 % che il modo di vestire sia legato agli episodi di violenza. Il 15,1 % attribuisce alla donna una parziale responsabilità in episodi di violenza sessuale avvenuta sotto effetto di stupefacenti. Quota che interessa in particolare fasce di età più alte e con un’istruzione più bassa.

Tra le cause della violenza quella maggiormente rilevata è la considerazione della donna come oggetto di proprietà maschile (77,7%), l’abuso di sostanze stupefacenti, l’incapacità dell’uomo di gestire la rabbia e i motivi religiosi. La risposta alla soluzione del problema è nella denuncia per il 64,5% del campione, mentre il 33,2% consiglierebbe alla donna di lasciare il partner. Solo il 2% consiglia la chiamata al 1522 (numero antiviolenza e stalking). La validità della denuncia come soluzione è riconosciuta maggiormente dai giovani ed è direttamente proporzionale all’aumentare del livello di istruzione.

Il progetto “Questo non è amore” della Polizia di Stato, ha pubblicato proprio il 25 novembre 2019 un’analisi sulla situazione attuale, che vede un aumento delle denunce di reati contro le donne che passano dal 68% del 2016 al 71% del 2019. L’incidenza su 100 mila abitanti mostra uguali percentuali di reati denunciati in Piemonte e in Sicilia (71 e 70 %), nel Lazio il 74%, la più alta. L’aumento di denunce è ovviamente un segnale da leggere anche in chiave positiva, corrisponde infatti ad una maggiore intolleranza per i reati subiti e alla ricerca di aiuto presso le istituzioni. Ovviamente tanti episodi non saranno mai denunciati e non sempre la denuncia porterà alla fine di tutto.

La riflessione spontanea è che il cambiamento dev’essere prima di tutto culturale. Questo esiste solo con la presa di coscienza di quello che è la violenza di genere, individuare nel nostro modo di pensare, preconcetti e pregiudizi è un primo passo necessario. Costrutti così sedimentati nella nostra società non si scardinano continuando a pensare e a parlare nello stesso modo. Crediamo di esserne immuni eppure gli stereotipi di genere e quelle che definiamo come “chiacchiere da bar” sono la stessa cosa, sono il seme e il frutto, in un ciclo eterno; interromperlo richiede un impegno quotidiano.

Possiamo esimerci dall’esprimere giudizi sul modo di fare, di essere, di vestirsi. Perché in questi giudizi ha trovato e trova ancora riparo la colpevolizzazione della vittima. Vittima che stenta a riconoscersi come tale, che stentiamo ancora a riconoscere come tale.

Archivio Istat: https://www.istat.it/it/archivio/235994

Report Istat: https://www.istat.it/it/files/2019/11/Report-stereotipi-di-genere.pdf

Progetto Polizia di Stato: https://www.poliziadistato.it/articolo/3857711011367be022196447/

Dati “questo non è amore ” Polizia di Stato: https://www.poliziadistato.it/statics/27/questo-non-e-amore-per-web-definitivo.pdf

Immagine: Foto di Tumisu da Pixabay

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