Domani h 11.00 performance di Valentina Vetturi “Orchestra. Studio #3” | Foyer Respighi – TCBO | ART CITY Bologna 2020 Main project

Valentina Vetturi
Orchestra. Studio #3
Performance per sette direttori d’orchestra 2012 | 2016 | 2020
Teatro Comunale di Bologna – Foyer Respighi | Largo Respighi 1
Domenica 26 gennaio 2020 h 11.00
A cura di Lorenzo Balbi
Promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
In collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna

Spazio tradizionalmente concepito con la funzione di accoglienza temporanea e passaggio per il pubblico prima di accedere allo spazio della rappresentazione, il Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna diventa spazio attivo di creazione artistica grazie alla rassegna Domenica al Comunale. Da ottobre a maggio, questo luogo si apre infatti alla città di domenica mattina con una serie di concerti, spettacoli ed eventi speciali preceduti da una affascinante visita guidata al Teatro, contribuendo a rendere viva e piacevole la zona universitaria per cittadini,famiglie e turisti in coincidenza con la pedonalizzazione domenicale del centro storico.

Anteprima del prossimo ciclo di appuntamenti, che partirà il 2 febbraio per finire il 17 maggio, è il progetto performativo di Valentina Vetturi dal titolo Orchestra. Studio #3, visibile come Main project di ART CITY Bologna 2020 con la curatela di Lorenzo Balbi dopo due precedenti rappresentazioni: nel 2012 a Roma, nella sede del museo MACRO Testaccio, e nel 2016 a Ginevra, sotto il mercato coperto di Saint Jean, nell’ambito del programma di public performance Walking on the public site.

L’artista invita sette direttori d’orchestra professionisti a dirigere la stessa partitura, il brano Introduction et allegro. Pour harpe, flûte, clarinette et quatuor composto nel 1905 da Maurice Ravel per sette strumenti (arpa, flauto, clarinetto e un quartetto d’archi). I direttori si fronteggiano disposti in cerchio, mentre il pezzo viene interpretato e tradotto dai gesti, dalle espressioni facciali e dalle tensioni che ognuno di questi sette corpi, con padronanza prossemica, indirizza di norma verso la propria orchestra. Ma i musicisti non sono presenti, ogni direttore dirige la partitura interpretando il brando per un proprio ensemble invisibile, come in un elegante montaggio di possibili realtà, tutte condensate nell’arte di un individuo.

La performance è continua e ha una durata complessiva di circa tre ore, durante le quali ogni direttore d’orchestra esegue il brano di Maurice Ravel lungo undici minuti. Nel corso dell’azione, l’opera viene quindi ripetuta più e più volte, con un pausa regolare tra ogni singola fine e ogni nuovo inizio, in una sorta di loop asincrono in cui ogni direttore d’orchestra interpreta il tempo a suo modo. Se il primo respiro è comune, nel successivo corso dell’azione, in questa orchestra di direttori, convivono sette differenti dimensioni temporali.

Con questa performance, Vetturi si pone in dialogo con la tradizione musicale del secondo ‘900, chiari infatti sono i riferimenti al John Cage di Two pieces (1946), parte di una serie di opere pianistiche con l’ausilio di preparazione che esplorano le risorse dello strumento mediante un gioco disarticolato di frammentazioni, pause e silenzi condotto con un rigoroso controllo delle dinamiche, di 4’33” (1952), in cui un pianista apre il coperchio del piano e lo richiude dopo la classica durata di un singolo in vinile senza aver suonato una nota, e ancora di Thirty Pieces for Five Orchestras (1981), in cui cinque orchestre affrontano lo stesso programma di brevi brani musicali, proprio come i treni che corrono spesso in direzioni diverse alla Stazione Centrale di New York. Tuttavia l’artista con la sua orchestra estesa nel tempo sposta di senso quei gesti in una dimensione completamente diversa dall’afasia, incentrando la performance sul corpo dei suoi interpreti e sul rapporto traquesto corpo e l’ambiente.

Come ha scritto la storica e critica d’arte Katharina Holderegger: “la forza di ogni gesto e l’amore con cui [i direttori] formano ogni suono sembrano essere stati creati dall’oscillazione e dal mistero del cosmo…essi lasciano che la colonna sonora di Maurice Ravel scivoli dentro e fuori dal proprio corpo contemporaneamente, trasformando le note grigie e smussate in qualcosa di incredibilmente soggettivo”.

La fruizione del pubblico è libera nel corso della performance, l’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti
disponibili.Direttori d’orchestra: Alessandro Carrer, Caterina Centofante, Alicia Galli, Bernardo Lo Sterzo, Fabio Sperandio, Simone Valeri, Alissia Venier.

Biografia dell’artista

Valentina Vetturi (Reggio Calabria, 1979) è ricercatrice e artista visiva e performativa. La sua pratica artistica intreccia scrittura, performance e ricordo, al di là della dimensione privata e ricercando inattese possibilità visive. Vetturi guarda alla scrittura come una pratica estesa che comprende la parola e il suono in una dimensione scultorea. Le voci e i personaggi che popolano le sue performance e installazioni sono veicoli di frammenti di realtà in apparenza molto distanti tra loro. Hacker, ghostwriters, direttori d’orchestra (in mancanza di orchestra), i ricordi sonori di malati di Alzheimer, fino alla scomparsa di Ettore Majorana, messa in scena in una partita di scacchi, essi si muovono al confine tra presenza e assenza, interpreti invisibili del mondo che ci circonda. Lunghi processi di ricerca performativa sono all’origine delle sue opere, la cui forma finale, dalla scena teatrale alla performance quotidiana su un treno pendolare, dal racconto sonoro alla scrittura come segno, esclude qualsiasi cornice linguistica data.

Le sue mostre personali e collettive più recenti includono: Art and Encounters Biennial, Timisoara (2019); Illuminate Light and Art Festival, Zug (2018); Noorlandsoperan, Umeå (2018); ALL’APERTO, Fondazione Zegna, Torino (2017); Quadriennale 16, Roma (2016); Anarchie! Faktne und Fiktionen, Strauhof, Zurigo (2016); Orchestra. Studio #2, Point Perf, Ginevra (2016); MACRO, Roma (2015); MAXXI, Roma; Kunsthalle, Göppingen (2015); Tranzit.ro, Bucarest (2014); Istituto Svizzero di Roma (2013); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2012); Viafarini, Milano (2012).Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche, tra cui MAXXI e MACRO a Roma.Il percorso personale e professionale di Valentina Vetturi è stato plasmato da un approccio transdisciplinare e da incontri inaspettati. Ha conseguito studi classici seguiti da una laurea in Giurisprudenza, un Master in Arte e Architettura del Paesaggio e un Master of Science in Digital Currencies.

www.valentinavetturi.com

Scheda tecnica
Performance
Valentina Vetturi
Orchestra. Studio #3
Performance per sette direttori d’orchestra 2012 | 2016 | 2020

A cura di
Lorenzo Balbi

Promossa da
Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Nell’ambito di
ART CITY Bologna 2020

Sede
Teatro Comunale di Bologna – Foyer Respighi
Largo Respighi 1 | 40126 Bologna

Data di esecuzione
Domenica 26 gennaio 2010 h 11.00

Durata e ingresso

3 ore,
fruizione libera nel corso della performance
ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili

Informazioni

Fondazione Teatro Comunale di Bologna

Largo Respighi 1 | 40126 BolognaTel. +39 051 529019

boxoffice@comunalebologna.it

Siti webwww.artcity.bologna.it | www.artefiera.it | www.tcbo.it

Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato su tutti i nostri articoli!