Europa o non Europa?

Come tutti sapranno, o almeno così mi auguro, oggi si vota per le elezioni europee. È l’ultimo giorno del ciclo di elezioni iniziato il 23 maggio che si concluderà alle 23 di oggi, domenica 26 maggio.

Voglio puntualizzare una cosa prima di entrare nel vivo dell’argomento: io abito in una piccola città che certamente non è paragonabile alle metropoli italiane o altri centri importanti nel nostro Paese che di sicuro saranno state più coinvolte nella campagna politica per la corsa ai seggi europei. Le manifestazioni, assemblee, i manifesti sparsi in città, gli interventi dei candidati regionali per le europee e la partecipazione attiva della cittadinanza sono state molto scarse a Trento e dintorni. Alcune iniziative sono state attivate qualche giorno prima delle elezioni e alcuni timidi baracchini in cerca di supporto elettorale sono stati avvistati occasionalmente nelle piazze di alcuni paesini limitrofi al centro cittadino, ma sono mancati tutti gli elementi salienti del fervore pre-elettorale.

I giornali locali hanno dedicato un inserto di 16 pagine in omaggio sulle elezioni europee solo a meno di 24 dal voto, come se meno di 24 ore fossero sufficienti a studiarsi tutti i manifesti politici dei numerosi partiti che concorrono ai seggi.

Elezioni passate molto in sordina e quasi in secondo, ingoiate dalla vita di tutti i giorni che non dà importanza ad uno dei momenti più delicati per tutto il continente europeo. I pronostici di alcuni illustri giornalisti come Gramellini e Travaglio danno come favorita la Lega con il 35% di consensi previsti, al secondo posto il M5s e come terzo classificato il PD che non riuscirà nel suo intento di affermarsi autorevolmente come forza di opposizione.

Questo non dovrebbe far dormire serenamente gli italiani, soprattutto considerando che il partito di Marine Le Pen ha circa il 24% di consensi contro il 22% di Emmanuel Macron. Inoltre, la signora Le Pen è stata vista in appoggio alla campagna politica di Salvini per le europee esprimendosi in italiano per ricevere più applausi dai tifosi della Lega. Considerando anche il recente uragano politico che ha travolto la Gran Bretagna con un voto bluff anti-Brexit e le conseguenti dimissioni di Theresa May in lacrime, non stiamo affrontando momenti facili.

Sembra che una grande lezione ci venga dalla Spagna che ha recentemente appoggiato la sinistra a discapito delle spinte nazionaliste di destra che si sono insinuate in seno al nostro continente. Una nazione che ha cambiato rotta.

Mi viene in mente a tal proposito una frase di uno dei miei personaggi preferiti, Rocky Balboa, che dopo aver sconfitto il rivale russo Ivan Drago si rivolge al pubblico sovietico in questi termini “Se io posso cambiare, e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare”.

Applicando le leggi della logica, se un singolo Stato dell’Unione Europea può essere capace di fare il salmone della situazione e andare controcorrente cambiando le prospettive politiche per i suoi cittadini, non vedo perché gli altri membri dell’UE non possano o debbano fare altrettanto.

Sono pensieri ottimisti che spero troveranno conferma nei risultati dei prossimi giorni.

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