“Gigi”: versi di David Taglieri

124172895_857915098371292_5452291411806961640_n

Un applauso lungo, interminabile e fragoroso raggiunse quel piano rialzato di legno del Teatro paradisiaco, il primo luogo che Gigi chiese di visitare in quel nuovo mondo.

Mirò la struttura e chiese all’amico Albertone se tutto quel battito di mani e di commozione fosse per lui.

Il Sordi con fare sbrigativo ma amichevole gli dette una pacca sulla spalla come per dire: che t’ aspettavi, hai conquistato tutti con il tuo talento li morta….

Gigi iniziò ad accarezzare l’idea di guardare la sua eterna dimensione cittadina soltanto dall’alto,

e se per un momento la cosa lo spaventò improvvisamente pensò che avrebbe potuto controllare meglio e contemporaneamente la sua famiglia, i suoi amici, la sua città.

Comprese quanto di buono avesse fatto nel corso della vita trainando una cultura educata, brillante, ironica sempre alla ricerca della bellezza e della volontà di saper ridere, anche di sé stessi, il primo passo verso la maturità.

Ma adesso basta con tutte queste riflessioni serie – disse fra sé e sé, là sopra c’era tanto da fare per i teatri dello spazio: che bello organizzare l’incontro fra diversi artisti del passato di luoghi e spazi diversi.

Ancora più stimolante viaggiare con la mente per ispirare coloro che in quella frazione temporale chiamata 2 novembre lo stavano piangendo.

Arrivò Aldo con una chitarra e tutta la schiera dei naviganti di romanità nell’eterno che iniziarono a stornellare.

Gigi conquistò il centro del palco, ed il teatro ricominciò a scaldare i motori almeno nei piani alti.

Presto – affermò a chiare lettere – lo rifamo parti’ pure sotto…

 

Fotografia di David Taglieri

Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato su tutti i nostri articoli!