“Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla”: intervista a Igor Nogarotto. Il suo brano “Eleonora sei normale” è il biglietto di addio di una ragazza malata di bulimia

Il 19 giugno del 2018, in Italia, è stata sancita dalla Presidenza del Consiglio la “Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla”. La data fissata è stata il 15 marzo.

La “Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla” è stata promossa per la prima volta nel 2012 dall’Associazione “Mi Nutro di Vita”, per iniziativa di un padre, Stefano, che ha perduto la figlia Giulia a soli 17 anni a causa della bulimia.

Il 15 marzo è la data della sua scomparsa, un’occasione per riflettere e sensibilizzare l’opinione pubblica sui Disturbi del Comportamento Alimentare.

In Italia sono 3 milioni i giovani che soffrono di disturbi alimentari: il 95,9% sono donne mentre il 4,1% uomini. L’età in cui spesso queste problematiche si manifestano è tra i 15 e i 19 anni, anche se si sta verificando sempre più un aumento dei casi nei bambini.

In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla ho avuto il piacere di intervistare Igor Nogarotto.

Il suo ultimo singolo “Eleonora sei normale” nasce dal biglietto che una giovane ragazza bulimica, Eleonora, scrisse alla madre prima di compiere il gesto suicida. La mamma di Eleonora ha affidato quel testamento di parole ad Igor per diffondere il messaggio di Eleonora ed essere da aiuto alle persone che soffrono, per rendere le sue parole un messaggio di speranza.

  • “Eleonora sei normale” è il titolo del tuo nuovo singolo, che sarà contenuto nell’album “D DI DONNE”. Ci racconti come nasce e si sviluppa il brano, che tratta una tematica così importante come quella della bulimia?

Nasce da una storia vera che ho vissuto in prima persona: anni fa frequentavo una Donna che aveva una figlia che soffriva di bulimia. Questa ragazza, Eleonora, gravemente malata, decise di porre fine alle sue sofferenze con il gesto estremo del suicidio, lasciando un biglietto alla Madre. La Madre mi ha poi chiesto se volessi realizzare una canzone con quelle parole, in modo da sensibilizzare sulla tematica dei disturbi alimentari. Mi disse: “Non posso donare gli organi di mia figlia, perché non sono più vitali, ma posso consegnare questa poesia scritta da Eleonora a tutte le persone che soffrono e se anche una sola vita sarà salvata grazie a queste parole, avrò reso onore al sacrificio di mia figlia”

  • Creare una canzone su un testo di una ragazza che si è suicidata immagino sia stato complicato, soprattutto per la delicatezza dell’argomento trattato. Hai avuto difficoltà nell’aggiungere il ritornello alle parole di Eleonora?

È stato molto difficile. In alcuni casi pensavo di non farcela. Sentivo il peso della responsabilità nel dover divulgare un messaggio così importante attraverso la mia voce, la mia melodia, la mia faccia. Ci ho messo anni. Ho rifatto la canzone decine di volte. Alla fine ho trovato un “formato canzone” che mi è sembrato coerente, funzionale, capace soprattutto di mettere in risalto il testo: pensa che il giro armonico di tutta la canzone gira su soli quattro accordi ossia SI- SOL RE LA, dall’inizio alla fine.

  • Hai sentito la mamma di Eleonora, dopo la pubblicazione del singolo?

Certo… Mi ha manifestato tanta gratitudine e mi ha detto che ho onorato in modo egregio la memoria di sua figlia. Ho sentito dentro di me una sensazione di benessere che mai avevo provato.

  • Il video di “Eleonora sei normale” porta sullo schermo alcune delle “tecniche” utilizzate dai bulimici, come l’ingerire grandi quantità di latte e la stimolazione del vomito con il manico dello spazzolino da denti. È un video toccante, che dona senso alle parole. Come si è sviluppata l’idea visiva?

Ci sono voluti mesi di confronto con il regista Simone Gazzola. Lui è una persona molto sensibile ed ha saputo magistralmente utilizzare le immagini per dare forza al concept. Non si è esagerato con scene cruente, ma si è voluto comunque essere un po’ crudi (a tratti “inquietanti” come hanno commentato alcuni), ma credo sia giusto trasmettere consapevolezza dei rischi che si corrono se si trascura o si prende con leggerezza una patologia come la bulimia (o l’anoressia).

  • Oggi, 15 marzo, è la “Giornata del Fiocchetto Lilla”, istituita per sensibilizzare le persone sui disturbi dell’alimentazione e della nutrizione: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i “Disturbi del Comportamento Alimentare”, dopo gli incidenti stradali, rappresentano tra i giovani (soprattutto tra i 12 e i 25 anni) la prima causa di morte. Cosa pensi possa fare la società per risolvere questo tragico problema?

Deve fare di più. In ogni modo. Devono parlarne i media, anche se non lo fanno perché non fa notizia. Questa canzone è un con-tributo in questa direzione: più si accendono i riflettori sulla tematica, più si sensibilizza, più si prende consapevolezza del problema, più si sviluppano attenzione, informazione e prevenzione sulla gravità dei disturbi alimentari.

  • D DI DONNE” sarà il tuo prossimo album. È un progetto musicale e sociale, che ha avuto il sostegno di molteplici personaggi. Qual è la donna che maggiormente ti ha ispirato nella vita?

Sì, ho amici e colleghi sensibili come Cristiano Militello, Fabrizio Fontana, Marco Bazzoni e altri che sono testimonial di questo progetto e supportano questa campagna.

Devo citare quattro Donne: non posso citarne una sola 🙂

3 della mia famiglia: mia Madre Giusy (cui ho dedicato la canzone “Mamma Ciao”), mia Sorella Deborah che mi ha regalato la gioia di apprezzare i bambini mettendo al mondo la mia Nipotina (che amo tantissimo!) e Alessia Luce, la mia Nipotina stessa: le ho dedicato l’album ed una canzone (“Io ci sarò”): è stata l’input decisivo per realizzare questo album.

E l’ultima partner che ho avuto, Margherita (anche Lei è presente nel disco con la traccia omonima “Margherita”): finita la frequentazione con Lei, ho scritto tantissimo!

  • Tu sei un creativo, non solo cantautore ma musicista, vocal coach, autore, compositore, scrittore, produttore ed organizzatore di eventi. A quale attività non rinunceresti mai?

Non rinuncerò mai alla Musica! In qualunque forma dovessi in futuro occuparmene, è sempre stata la mia linfa vitale. Mi ha salvato la vita. Sono in debito con la Musica e le sarò sempre fedele.

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