Grande successo per Warhol e Pollock. Le mostre sono prorogate fino al 5 maggio

Con due grandi mostre il Vittoriano di Roma celebra gli artisti che hanno lasciato la loro inconfondibile impronta nella storia dell’arte americana del ‘900: Andy Warhol e Jackson Pollock.

Quella su Warhol è una grande retrospettiva ospitata nell’Ala Brasini del Complesso;  la mostra, inaugurata lo scorso autunno, intende celebrare l’artista di cui, nel 2018, ricorreva il novantesimo anniversario della nascita.

Oltre 170 opere ci raccontano la vita eccezionale e  la creatività poliedrica del protagonista indiscusso della Pop Art americana che riunì nella sua Factory tutte le celebrità dell’epoca.

Nelle sale buie i ritratti di Liz Taylor, Mao ed Elvis, solo per citarne alcuni, e quelli prorompenti di Marilyn Monroe, scintillano accanto alle immagini della Coca cola, dei barattoli di zuppa Campbell e delle scatole Brillo; perché tutto, dai volti noti agli alimenti di uso quotidiano può diventare, tra le mani di Warhol, un’icona Pop.

Largo spazio è dedicato al prolifico rapporto che l’artista ebbe con il mondo della musica; in una sala del percorso espositivo gli appassionati potranno ammirare, tra gli altri, il ritratto di Mick Jagger oltre alle immagini che Warhol realizzò per le copertine degli album dei Velvet Underground e dei Rolling Stones, su tutte la celebre banana di The Velvet Underground e Nico (1967) e i  jeans di Sticky Fingers (1971).

Se conoscevamo già lo stretto legame che unì Warhol alle icone del cinema e della musica, per molti sarà inedito il rapporto dell’artista con gli esponenti della moda. Continuando l’immersione nel mondo Pop warholiano ritratti e celebri foto scattate con la Polaroid sveleranno l’interesse dell’artista per la moda, in questa sezione campeggiano i ritratti dei nostri più grandi stilisti; Armani, Valentino e Versace.

Ad appassionare grandi e bambini però sarà la sala multimediale in cui fiori luminosi, così come la stessa immagine dello spettatore, proprio come in un’opera Pop, saranno riprodotti all’infinito grazie agli specchi che circondano le pareti.

La mostra, che ha riscosso un grandissimo successo, è stata prorogata e sarà aperta fino al 5 maggio.

Se Warhol è celebrato costantemente, con mostre ed esposizioni a Roma e nel resto del mondo, più rare sono quelle dedicate, almeno in Italia, a Jackson Pollock, altro grande protagonista del panorama artistico americano del ‘900; tuttavia, quest’anno, il Vittoriano ci offre la possibilità di scoprire l’arte dell’esponente di spicco dell’Espressionismo astratto.

Le 50 opere esposte in mostra, provenienti dal  Whitney Museum di New York, sono immagini dell’anticonformismo, dell’introspezione psicologica e della sperimentazione tipica di Pollock, e dei ribelli della Scuola di New York i cui dipinti sono stati rifiutati ad un’esposizione del 1950 al Metropolitan Museum.

La prima sezione della mostra è dedicata alle opere di Pollock tra cui il celebre Number 27; una tela lunga ben 3 metri, caratterizzata dalla perfetta fusione di pennellate di nero e colori più chiari.

In una sala, in cui campeggia la frase “Quando sono dentro al mio quadro non so cosa sto facendo”, siamo invitati a sdraiarci su un divano  e a volgere il nostro sguardo verso il soffitto, ecco che, grazie ad un video in cui è rappresentato l’artista a lavoro, scopriremo cosa sono l’Action painting ed il Dripping, lanciare e far gocciolare, tratti distintivi dell’atto creativo di Pollock.

La seconda sezione è invece dedicata agli altri ribelli della scuola di New York, tra cui spiccano le tele di altri due grandi rivoluzionari dell’arte, Rothko e  De Kooning.

Di Rothko si potranno ammirare due immense ed ipnotiche tele caratterizzate dal suo inconfondibile stile, di De Kooning Woman Accabonac, un’opera sorprendente poiché l’artista pur aderendo all’astrazione non rinuncia ad elementi che lasciano percepire la realtà.

Anche per visitare la mostra dedicata ai ribelli di New York c’è tempo fino al 5 maggio.

 

Immagine: © José Luiz Bernardes Ribeiro https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/

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