“Il Detestiario”, di Angela Colapinto – [Recensione]

“Il Detestiario” è un romanzo introspettivo, personale e reale. Angela Colapinto, l’autrice del libro, ci immerge in una storia di esclusività, gelosia e richiamo d’attenzione che poco o nulla ha a che fare con l’amore.

Angela Colapinto, in questo romanzo, inventa e diventa Margherita Solani. Nato ne Il Gioco 1 e dal Gioco 1, figlio della scrittura schizofrenica, la natura di Colapinto/Solani è complessa. È vittima, è carnefice, è sottomessa prima di tutto a sé stessa. Quindi relazioni. Relazioni con un uomo, relazioni con altri uomini. Quindi storia e sofferenza di sottofondo con felicità disegnata con pennellate poco profonde. Un viaggio che la conduce a ritrovarsi e a perdersi, in ogni riga, fino ad arrivare a un finale che è solo l’ennesimo inizio.

Certo che i “finali aperti” mi piacciono proprio. Pensateci bene: non è bellissimo immaginare un nuovo possibile scenario per i protagonisti? Quell’attesa di sapere se ci sarà o meno la seconda parte del romanzo è una sensazione impagabile. Ok, forse non per tutti, ma per me lo è assolutamente. Ma andiamo per ordine. “Il Detestiario” è un romanzo completo, di quelli che leggi volentieri perché raccontano anche un po’ di te. La protagonista/scrittrice è Margherita Solani, un po’ vittima e un po’ carnefice, che ha tutti i tratti di un personaggio comune: puoi essere tu, un amica o una collega. La sua è una personalità criptica che spinge il lettore, pagina dopo pagina, a scoprire il suo viaggio tra cadute e risalite. Il finale non è altro che un “punto e da capo”, una preparazione di una nuova pagina da scrivere per Margherita in quella sua vita frenetica e senza punti fissi a cui aggrapparsi.

La storia inizia dalla fine, o meglio parte da quando Margherita ha deciso di chiudere, letteralmente, il passato in una cella frigorifera. Il racconto si evolve tornando indietro, da quando Margherita ha incontrato Gregorio in un pub. Lei sbronza ed economicamente in difficoltà, lui sobrio e proprietario di un ristorante. Quando lui le offre di lavorare nel suo locale come cameriera, tra i due sembra poter nascere qualcosa di più che una semplice amicizia. C’è complicità, c’è fiducia, c’è simpatia e soprattutto c’è quel “detestiario”. Eh già, un quaderno in cui c’è annotato un elenco di persone che in un modo o nell’altro sono da “eliminare”. Una sorta di lista nera in cui Margherita ha deciso di coinvolgere anche Gregorio, quel ragazzo tanto diverso quanto simile a lei. Quel quaderno rappresenta il loro segreto, l’ennesima prova di quanto i due sono complementari, almeno fino all’arrivo di Ada. Come Margherita anche Ada è una cameriera, una ragazza sicura di sé, una di quelle che non si fa alcun problema prima di approcciare con un ragazzo e una volta che questo entra nel suo radar, in un modo o nell’altro, se lo prende. Così è stato anche con Gregorio che, in poco, pochissimo tempo è diventato il suo fidanzato. Una relazione che Margherita, per forze di cose, ha dovuto accettare fino alla definitiva scelta.

“Il Detestiaro” è un ottimo romanzo da leggere perché diverso dagli altri. E’ un libro che scorre, che fa riflettere senza appesantirti. La Colapinto è brava a descrivere i caratteri e i comportamenti insoliti e singolari dei vari personaggi, senza svelare troppo il loro essere, portandoci così a giocare con la fantasia, fino a lasciarci con la voglia di scoprire cosa ha ancora in serbo il destino per Margherita.

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