Intervista a Francesco Bif: “la mia musica tra la voglia di difendere sentimenti autentici e il desiderio di rinnovare”.

Classe ’79 Francesco Bif al secolo Francesco Bifano nasce ad Acri in provincia di Cosenza. Attualmente vive a Milano.

Si avvicina alla musica da piccolo, iniziando a “giocare” con la fisarmonica per poi passare alla tromba entrando a far parte della banda musicale di Acri.

Nel 2000 si diploma in Tromba al Conservatorio, oltre al percorso tradizionale degli studi classici inizia spontaneamente a suonare anche il pianoforte, grazie alla passione per le canzoni e i cantautori.

Parallelamente fa diverse esperienze musicali con le cosiddette “bande da giro” e le varie cover-band di provincia tra feste in piazza. All’età di 16 anni scrive una marcia per banda e le prime canzoni (testo e musica) caratterizzate da un’acerba e naturale condizione adolescenziale.

Dopo essersi trasferito a Milano nel 2001 inizia la sua esperienza in alcuni studi di registrazione tra cui anche a Torino.

La prima collaborazione importante come trombettista arriva nel 2004 con il duo Wonderful Wanda per il singolo “Ma che caldo fa” pubblicato dalla EMI Music Italia prodotto da Luca Chiaravalli.

Nel 2005 è tra i finalisti della 48esima edizione del Festival di Castrocaro.

Nel 2006 partecipa al programma televisivo “La fabbrica della musica” in onda su Sky-Rai Futura presentando due canzoni.

Nel 2008 pubblica il singolo “Sensazione fantastica” prodotto insieme al chitarrista Angelo Anastasio partecipando ad alcune date dei tour estivi di Radio Italia e Radio Birikina-Bella Monella.

Nel gennaio 2009 è ospite del talk show “Effetto Sabato” in onda su Rai1 nello spazio dedicato ai cantautori emergenti accompagnato nella performance dal vivo da due musicisti.

Nel 2010 è impegnato in un tour estivo nelle piazze del Sud Italia accompagnato da una band locale.

Nel luglio 2011 è trombettista dell’orchestra allestita per la recita di Nabucco allo stadio Olimpico di Torino in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Nel 2014 esce il singolo “Esci dallo schermo”,brano che parla  di social network e della comunicazione moderna.

Il 21 aprile 2017 con l’etichetta Senza dubbi pubblica “Luogo comune”, singolo apripista che anticipa l’uscita del suo primo album prodotto insieme a Massimo Zoara dei B-nario, che vede importanti collaborazioni come quella con il trombettista Fabrizio Bosso.

Attualmente si occupa anche di produzioni come compositore-autore e arrangiatore.

  • “Il suono delle parole” è il tuo ultimo singolo in collaborazione con Fabrizio Bosso. Quanto è importante, oggi, il suono delle parole e la capacità di “farle suonare”?

Oggi purtroppo in un momento come questo dove il silenzio surreale che c’è per le strade e attorno a noi, visto quello che sta capitando, penso al suono delle parole semplici ma belle, quelle che incoraggiano e fanno ben sperare nonostante i “numeri” delle persone che sono mancate e dei contagiati siano ancora alti. Un “forza”, un semplice “come stai”, un “ti voglio bene” o “proteggiti” forse aiutano a star meglio.

Fabrizio-Bosso-e-Francesco-Bif
  • Il video, prodotto dal regista Fabio Bastianello è stato girato a Milano ed interpretato da Francesco D’ingeo. Perché la scelta di un bambino per interpretare il videoclip?

Ho scelto un bambino perché rappresentasse la purezza e l’ingenuità di un sogno che nasce e si manifesta attraverso le sue azioni, il desiderio di suonare uno strumento, di vivere di musica, di far suonare parole appunto.

  • Qual è la tua personale opinione dei molti flash mob che si sono tenuti in questi giorni sui balconi, fatti da personaggi famosi e non, per fornire svago agli italiani? La musica può dare un contributo all’emergenza?

Semplicemente meraviglioso, bravi e grazie, a tutti. Sembra banale dire e ripetere che la musica unisce e azzera le distanze ma è la semplice verità per cui ripeto, meraviglioso.

  • Tu sei nato in Calabria, precisamente ad Acri, ma vivi a Milano. L’unione di due territori così diversi ha influenzato la tua musica ed il tuo modo di concepire l’essere artista?

Senza dubbio oggi da milanese adottivo il fatto di portare nel cuore e nel DNA il mio bagaglio e le mie radici mi aiuta ad apprezzare tutto molto di più e la musica che faccio ne risente in quanto figlia del mio vissuto e del mio vivere attuale. Trovo la mia musica un’altalena che si muove tra la voglia di difendere sentimenti autentici e il desiderio di essere attuale, ricercare, rinnovare….

FRANCESCO-BIF-foto-By-Miriam-Stefani
  • Ti occupi, anche, di produzioni come compositore, autore e arrangiatore. La musica sembra far parte di te nella sua totalità. Se non fossi diventato un musicista a cosa ti saresti dedicato?

Credo che mi sarei dedicato alla parola, la passione che ho per il racconto, l’informazione, la dialettica e il cercare di suscitare emozioni e sensazioni attraverso le parole appunto, magari avrei provato a fare il giornalista….

  • Cosa ti auguri per il futuro tuo e dell’Italia?

Sembra retorico o banale dire che ci rialzeremo e torneremo più forti e propositivi di prima ma è davvero l’augurio che faccio a tutti, a chi ha perso o sta perdendo il lavoro, a chi ha perso un familiare che è la cosa più tragica che potesse capitare, a chi sente il terreno aprirsi sotto i piedi per varie motivazioni: l’augurio che faccio è questo, di tornare a sudare sotto il sole e di “stressarsi” di quotidianità.

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