Intervista a Giacomo Eva: “Uno dei miei sogni? Essere e rendere felice”.

Giacomo Eva

“Un salto nel vuoto” è stato il nuovo singolo di Giacomo Eva. Una canzone che simboleggia un nuovo inizio di un viaggio musicale.

Dopo le esperienze di XFactor e Amici di Maria De Filippi, il giovane cantautore ha deciso di puntare su un progetto che non asseconda le logiche e le mode di mercato, ma è incentrato su parole sincere e melodie raffinate ed intense, mescolando la canzone d’autore con la musica elettronica. Giacomo Runco in arte Giacomo EVA è nato a Cosenza il 12/06/1992. Nel febbraio 2015 esordisce come autore al Festival di Sanremo, firmando il brano “Io non lo so cos’è l’amore”, canzone cantata da Rakele nella sezione “Nuove Proposte”. Per quest’ultima ha scritto anche parte del suo primo album “Il diavolo è gentile”. Sempre nel 2015 è stato autore nel disco dei Dear Jack, “Domani è un altro film seconda parte”, che si aggiudica il doppio disco di platino. Nello stesso anno partecipa alla nona edizione di XFactor Italia entrando a far parte dei tre under uomini che ne compongono la categoria. Vince il prestigioso Premio Lunezia nel Luglio 2016 con una sua canzone inedita. Nel 2018 partecipa alla diciottesima edizione di Amici conquistando un banco nella famosa scuola studiandovi per oltre 4 mesi. Nel 2019 è autore del brano “Aspetto che torni” cantato da Francesco Renga al Festival di Sanremo.

  • “Un salto nel vuoto” è  stato il nuovo singolo di un progetto che hai dichiarato essere l’inizio di un nuovo viaggio musicale. Cosa ti differenzia rispetto al passato?

“Un salto nel vuoto” ha rappresentato l’inizio di una mia musica più libera, scevra da logiche di mercato e classifiche tutte uguali. E’ iniziato per me un processo che ho intenzione di portare avanti senza indugi.

  • Un salto nel vuoto presuppone una certa dose di incertezza ma anche di euforia. È questo momento il tuo salto nel vuoto o hai vissuto altri momenti in cui le tue azioni sono state inaspettate?

Le mie scelte, nella maggior parte dei casi, sono state sempre spartiacque tra incertezze ed euforie ed è da tanto ormai che vivo momenti un po’ come sulle montagne russe tra giorni altissimi e baratri bui.

  • Il testo e la melodia del brano sono semplici ma intense. Nelle tue prossime canzoni seguirà questo sound?

Sto sperimentando, sto cercando di conoscermi, conoscere quali sono le sonorità che fanno vibrare al meglio e con più sincerità il mio essere. “UN SALTO NEL VUOTO” è stato l’inizio di una fase che porterà sicuramente a mostrare molti lati di me ed a scoprire quello che deciderò di mostrare più nettamente.

  • Appari diverso come immagine esteriore rispetto a quella del singolo “Errore Bellissimo”. Per il tuo aspetto sei stato, in quel momento, vittima di insulti. L’omofobia, purtroppo, è una piega di cui la società è ripetutamente colpita. Quanto dolore possono provocare le parole di chi non comprende e non prova empatia per l’altro?

Tanto, le parole feriscono più delle lame. Il problema non sono gli insulti a Giacomo EVA, il guaio sono che queste parole continuano a serpeggiare più che mai. I leoni da tastiera, sono loro ad aver bisogno d’aiuto non le persone che offendono.

  • “Amici” è stata sicuramente un’esperienza importante in quanto sei riuscito a farti conoscere dal grande pubblico. Che ricordo ti porti del format televisivo e delle persone che hai incontrato?

Amici è stata un’esperienza enorme. E’ stato bello e interessante studiare nella scuola più importante d’Italia, ho capito molte cose tra cui che non sono fatto per un format del genere, non mi permette di esprimermi e farmi conoscere per quello che realmente sono. Ho i miei tempi.

  • Sei stato autore di testi per molti artisti e con essi hai calcato anche il palco del Festival di Sanremo. La scrittura, indipendentemente dall’atto del cantare, è per te un atto catartico?

La parola per me è una delle arti che sublima l’uomo. Scrivo perché mi riesce meglio che parlare, scrivo perché è il momento in cui mi confronto di più con me stesso, scrivo perché mi riconnette al mondo, a me ed a tutti i cuori che ascolteranno quelle parole.

  • Hai un grande sogno nel cassetto, uno di quelli quasi o del tutto “impossibili”?

I sogni per essere tali credo debbano per forza avere una parte di impalpabilità e impossibilità, la mia parte è abbastanza spessa per questo mi reputo un sognatore gigante. Uno dei miei sogni? Essere e rendere felice.

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