Intervista a Giulia Sangiorgi: “CIELOCENERE”, il suo terzo romanzo.

  • Giulia ciao! Ci ritroviamo nuovamente per un’intervista! È stato pubblicato il tuo terzo libro “CIELOCENERE”. Di cosa tratta?

Ciao Miriam, è un piacere ritrovarci. CIELOCENERE è, come i precedenti, un romanzo di genere thriller psicologico, ambientato sulla riva di un lago in una casa di legno. La trama riguarda il destino di Luke e Laura, che trova il modo di farli incontrare lì ma, proprio quando tutto sembra andare bene, quel luogo si rivela terrificante. Un incubo a occhi aperti: i due si accorgono di essere spiati da persone incappucciate fuori nella foresta. Iniziano a chiedersi se qualcuno sta cercando di ucciderli, se si tratta di qualcuno che appartiene al passato di Laura o di Luke. Poi un finale inaspettato svelerà le turbe psicologiche dei personaggi, trasformando completamente la vicenda. E’ un romanzo che sicuramente trasmette un pò di ansia, per chi ama i colpi di scena, per chi ama i lati più oscuri della mente umana.

  • La storia è totalmente frutto della tua immaginazione o ti sei ispirata a fatti realmente accaduti?

Essendo una storia in parte thriller, c’è parecchia immaginazione, ma una caratteristica che mi appartiene è quella di assimilare elementi delle situazioni, dei luoghi e delle persone che vivo. Spesso me ne rendo conto in un secondo momento, quando rileggo ciò che ho scritto e ritrovo qualcosa o qualcuno che mi ricorda determinati momenti passati. Non lo faccio intenzionalmente, ma ne subisco l’influenza. In qualsiasi luogo io mi trovi, amo analizzare i dettagli, osservare ciò che ho intorno e fantasticare. Inizio a immaginare cosa potrebbe succedere e cosa può essere successo in quei luoghi. Insomma, sono un’eterna sognatrice.

La parte che riguarda la psicologia, invece, è ben studiata. Prima di iniziare a delineare un personaggio cerco di avere nozioni specifiche sul tipo di profilo mentale che voglio ottenere. Studio casi specifici e rapporti medici che possano fornirmi le informazioni necessarie sui comportamenti e i pensieri dei soggetti affetti da determinate patologie.

  • Ci racconti maggiormente i tratti caratteristici dei personaggi di “CIELOCENERE”? 

Certo. Luke è il primo personaggio a comparire nella vicenda, ed è un uomo di trentacinque anni in fuga dalla città, a causa di delusioni d’amore e lavorative. Laura appare poco dopo e anche lei sta scappando da una famiglia che non accetta ciò che vorrebbe fare nella vita. Luke trova Laura in preda a una crisi che la porta a tentare il suicidio e decide di portarla alla casa sul lago, per ricominciare da zero entrambi. Luke è quello più impulsivo, Laura quella più razionale, ma sono molto simili, tanto che a volte agiscono e ragionano come se fossero una persona sola, e questo è un lato che metterà ancora più curiosità al lettore. C’è qualcosa che li accomuna davvero, qualcosa che li rende uguali da sempre.

  • Come nascono i soggetti dei tuoi libri? Ti informi molto su ciò che accade nella cronaca quotidiana?

La mia scrittura è molto spontanea, impulsiva, e non quindi non mi impone di progettare o fissare obiettivi. Non scrivo cose che decido di scrivere, ecco. Diciamo che l’idea parte dal nulla, poi è chiaro che ci lavoro e faccio delle scelte su come procedere. Non mi informo molto sui fatti quotidiani, ma guardo molti film e leggo molti libri di questo genere. Di sicuro, inconsciamente o meno, ne traggo ispirazione.

  • So che a settembre alla Fiera di Portomaggiore sarà dedicata una mostra alla storia del libro. Come nasce questo progetto e come si svilupperà?

Questo progetto, inerente all’Antica Fiera di Portomaggiore, è nato con l’uscita del primo libro, “Solo Nero”, quando insieme a Marco Formigoni, Alessandro Passerini e tutto il collettivo artistico Discordia abbiamo messo in scena una rassegna artistica in occasione della Fiera di paese. Una parte di questa esposizione è stata dedicata alla storia del libro, e con il supporto dell’Amministrazione Comunale abbiamo potuto ripetere questo progetto anche l’anno scorso, raccontando tramite disegni e fotografie la storia del mio secondo libro, “Madness”.

Anche quest’anno abbiamo in programma qualcosa di simile, con la partecipazione di artisti di varie età e stile. Cercheremo di raccontare la vicenda di CIELOCENERE attraverso pittura, scultura, fotografia e disegno. Appena annunceremo l’evento sui social, potrete trovare tutte le informazioni in merito sulle mie pagine e sul sito www.giuliazuuzsangiorgi.com.

Rappresentare una storia in forma visiva può essere semplice per chi lavora in ambito artistico, ma cercare di trasmettere la tensione di un thriller e la componente psicologica dei personaggi non è semplice. I ragazzi sono bravi e hanno riscontrato un buon successo alle precedenti edizioni delle mostre, quindi sono certa che faranno un gran lavoro anche quest’anno. L’aspetto che mi rende in assoluto più fiera e orgogliosa di loro è che sono riusciti e riescono a riprodurre ciò che è nato nella mia mente, ed è una sensazione davvero speciale.

  • Chi saranno gli artisti che parteciperanno alla mostra?

Gli artisti che parteciperanno quest’anno sono: Marco Formigoni, Alice Bariani, Marco Menegatti, Cristina Panzani, Carlotta Mazzanti, Federico Finotti, Giada Di Dio, Marta Saletti, Filippo Cavallini, Marco Migliari, Veronica Binelli, Laura Saetti e io. Potrete trovare informazioni su di loro sempre nei miei canali social, insieme alle foto dei lavori svolti per le precedenti mostre d’arte collettiva.

  • È cambiata la Giulia, autrice del primo libro, con la Giulia di oggi? 

La Giulia di oggi ha vissuto tante belle esperienze dall’uscita del primo libro in poi. Quindi di sicuro ha avuto molte più soddisfazioni. La Giulia di oggi ha imparato tanto, da un punto di vista editoriale e strettamente legato alla scrittura, ma anche da un punto di vista emotivo, sociale e di relazione con le persone.

Se penso alla prima presentazione di “Solo Nero”, il mio primo libro, ricordo la tensione, l’ansia e il guardare costantemente l’orologio nella speranza che finisse tutto presto. Mi piaceva fare quello che facevo e volevo continuare, ma mi sentivo sempre fuori luogo. Perché? Perché non ero abituata e il non esserlo mi faceva sentire non all’altezza della situazione. Poi la passione ha avuto la meglio e mi ha permesso di rompere questo muro e arrivare ad apprezzare ogni cosa: dal sorriso al complimento del lettore nel pubblico, dagli applausi agli autografi, dalle domande ai microfoni. Ho iniziato ad apprezzare anche le critiche, quelle costruttive, e a farne tesoro. Ho capito cosa piace e cosa non piace ai miei lettori e ho lavorato per soddisfarli il più possibile con i libri successivi. Sono arrivata a formare un gruppo artistico che ogni anno mi permette di mettere in scena una rassegna dedicata alle storie dei miei libri. Ho conosciuto persone speciali, che mi hanno arricchita da ogni punto di vista. Ho imparato il significato di una parola importantissima: consapevolezza. L’importanza di avere ben chiaro cosa si può o non si può fare, quali sono i propri pregi e i propri difetti, cosa si può migliorare e quando rivolgersi a qualcuno più esperto. Ecco, la consapevolezza mi ha insegnato tanto.

La Giulia di prima c’è ancora e insieme alla Giulia di oggi è ancora una sognatrice, forse di più.

  • Cosa ti auguri per il futuro?

Mi auguro di fare sempre quello che mi piace, di dare il massimo e non avere rimpianti. Me lo auguro da quando ho iniziato a comprendere il vero senso della vita: fare quello che ci fa stare bene, con le persone giuste, nei posti giusti. Il futuro non si può prevedere e probabilmente non sarò mai quella che sono stata prima, forse quella ragazza non la riconoscerò nemmeno, ma sono certa di una cosa: voglio essere tutte le parti possibili di me.

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