Intervista al regista dello spettacolo Nightmare N.7 Lorenzo Collalti: “la pièce indaga le ipocrisie del vivere comune”

“Nightmare N.7”, spettacolo della giovane compagnia “L’Uomo di Fumo”, scritto e diretto da Lorenzo Collalti e interpretato da Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto, Pavel Zelinskiy, è in scena al Teatro Marconi dal 19 al 22 aprile.

Ho avuto il piacere di intervistare il regista Lorenzo Collalti.

  • “Nightmare N.7” è lo spettacolo di cui lei è regista e che va in scena al Teatro Marconi dal 19 al 22 aprile. Può dare un’indicazione ai lettori su cosa assisteranno a teatro?

Lo spettacolo racconta un incubo; un uomo si ritrova in una casa senza sapere il perché e senza ricordare nulla, neppure il suo nome. In questo luogo, tre personaggi indefiniti cercano in maniera sempre più surreale di aiutarlo. La situazione si stacca lentamente dalla realtà per diventare sempre più paradossale e appunto onirica. Nonostante il titolo possa far pensare a tutt’altro, la situazione descritta genera una forte ilarità e su questo fa perno tutto lo spettacolo. Giocando sulle ansie e paure che la nostra società genera, e che nei sogni si rielaborano, la pièce ha modo di creare un divertissement che indaga, critica e studia le debolezze e ipocrisie del vivere comune; trovando negli aspetti emotivi ed inconsci il suo principale motore.

  • L’utilizzo di parti in altre lingue è una scelta originale ma non può rilevarsi anche ostica per lo spettatore?

Non voglio svelare ciò che lo spettatore potrà scoprire vedendolo ma questo gioco è in funzione di un nonsense che governa la pièce. Per un pubblico italiano è assolutamente comprensibile dall’inizio alla fine e, visto che è stato presentato con successo anche ad un pubblico internazionale, mi sento di dire anche godibile a prescindere dalla lingua.

  • Ha collaborato con Pino Insegno. Come vi siete incontrati e come è scaturita la collaborazione?

Pino ci venne a vedere a teatro e rimase molto colpito dal lavoro. Perciò decise di fare una cosa molto insolita in Italia: investire su dei giovani. In realtà, come lui stesso sottolinea spesso, non si tratta di un investimento, bensì di un ricambiare ciò che lui e la sua generazione ha avuto dalle precedenti. In questo senso, tutto il gruppo apprezza moltissimo questo gesto che non ha un secondo fine se non quello di cercare di dare visibilità al lavoro di una compagnia giovane.

  • Con la compagnia “L’Uomo di Fumo” avete già in programma un nuovo spettacolo da portare in scena o ha un soggetto che le piacerebbe trattare?

Il 4 maggio ad Avezzano presenteremo in anteprima il nostro nuovo lavoro “Bolle di sapone” e cercheremo di portarlo a Roma ma per il momento non c’è niente di ufficiale. In ogni caso vi terremo con piacere aggiornati!

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