Intervista ad Alessandro Melchiorre: “la musica non ha barriere, anzi è in grado di abbatterle per il suo carattere universale”

Alessandro Melchiorre, classe 1993, è un giovane e promettente pianista e compositore abruzzese. Solidi studi, tecnica eccellente, tangibile anche per chi è a digiuno di musica classica, e dita d’acciaio che gli permettono di volare sui tasti con una delicatezza eterea.

Avvicinatosi alla musica precocemente e per gioco, Alessandro si è diplomato con lode presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara nel 2014, ed è attualmente iscritto al II° anno del biennio specialistico-sperimentale in Pianoforte presso il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila. Ha frequentato prestigiosi Masterclass con pianisti di fama internazionale, quali Pier Narciso Masi, Pietro De Maria, Andrea Lucchesini, Maria Szraiber, Luciano Bellini e tanti altri. Un punto di riferimento in Abruzzo, tanto che ha tenuto concerti per la Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” di Pescara e per altri Enti musicali in Abruzzo e non solo. Inoltre si è occupato della riscoperta dell’intera produzione pianistica del compositore Ottorino Respighi, nel quale è stato protagonista, in qualità di esecutore e promotore, di un concerto unico “Omaggio a Ottorino Respighi” svoltosi nell’agosto 2016, presso l’Aurum di Pescara. Il programma è stato dedicato completamente alla produzione lirico-pianistica del compositore bolognese, ed ha visto partecipare all’iniziativa la soprano Aleksandra Lazic. L’evento ha avuto un notevole risalto mediatico a livello nazionale. Alessandro ha qualità da vendere ed un vizio per la lode, tanto è vero che si è iscritto alla facoltà di Filosofia e Scienze dell’Educazione presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti laureandosi con la votazione finale di 110/110 e lode.

  • Hai iniziato ad appassionarti alla musica fin da bambino, come è “scoccata la scintilla” tra te e il pianoforte?

Tutto è iniziato per gioco: avevo 8 anni quando mi venne regalata una tastiera “giocattolo” dai miei genitori; cominciai a suonare e attaccai dei pezzettini di carta con i nomi delle rispettive note sui tasti. Riuscivo fin da subito a riprodurre le melodie che ascoltavo in tv, per me era un gioco ma quando i miei si accorsero dell’orecchio e della facilità con cui riuscivo a fare questo su quella tastiera per me speciale decisero di portarmi da un’insegnante di pianoforte. Da lì cominciò questa fantastica avventura nel mondo della musica che mi ha segnato profondamente e che continua ancora, a distanza ormai di molti anni, a regalarmi tante meraviglie, soddisfazioni e continue scoperte sonore.

  • Qual è il tuo musicista preferito? A chi ti ispiri?

Non ho un musicista preferito! Ascolto tutti i generi musicali, anche se provengo dal percorso di studi classici in conservatorio dove mi sono diplomato con il massimo dei voti e lode in pianoforte. Adoro passare da un Concerto Brandeburghese di J. S. Bach alla musica rock, passando per tanti altri generi. Tutto è estremamente connesso e per me la musica non ha barriere, anzi è in grado di abbatterle proprio per il suo carattere universale capace di unificare mondi anche profondamente lontani.

  •  Sei laureato in Filosofia, è stato impegnativo conciliare lo studio del Pianoforte con quello universitario?

L’impegno è stato notevole, tanta dedizione e studio ma le due cose sono intimamente legate: entrambe sono forme umane di conoscenza e ricerca, della verità in campo filosofico così come di nuovi orizzonti sonori nel campo musicale; sono arricchimento e fonte inesauribile di ispirazione e consapevolezza. Per cui conciliare per me è stata una naturale conseguenza di queste due grandi passioni della mia vita: musica e filosofia.

  •  Che tipo di pubblico hai in genere ai tuoi concerti, e a chi vorresti arrivare?

Il pubblico dei miei concerti è molto eterogeneo: da quello prettamente classico a chi invece si accosta per la prima volta alla musica cosiddetta solo strumentale. Ultimamente ho notato un pubblico molto giovane, diversi bambini; questo per me è molto importante perché la missione del musicista, come io amo chiamare, è quella di far innamorare le nuove generazioni al piacere e alla straordinarietà dell’esperienza musicale, che può cambiare la vita. Vorrei poter arrivare a tutti, senza alcun filtro. L’opera d’arte si realizza e raggiunge compimento nell’ascoltatore, si chiude il cerchio magico tra chi esegue e la musica. Solo così la musica non è più mia, ma diventa di tutti, di chiunque voglia prestarle ascolto.

  •  In genere quale musica ascolti per rilassarti?

Per rilassarmi non ascolto musica! Tanta è la mole di studio e di musica che mi frulla nella testa durante il giorno che quando voglio rilassarmi faccio una passeggiata all’aria aperta o in religioso silenzio godo di un paesaggio e ne assaporo la musica che la natura risuona.

  •  Oltre alla musica e alla filosofia, hai altre passioni?

Queste due sono le passioni della mia vita, quelle “brucianti” come si dice. Non ci dormo la notte. Per il resto, amo tenermi in forma e amo la lettura.

  •  Sogni nel cassetto?

Non ho sogni nel cassetto, preferisco averli in vista! In primis continuare ad emozionarmi con la musica e, perché no, poter continuare ad emozionare il pubblico e farlo innamorare di questo mondo fantastico. C’è in progetto un mio primo disco di mie composizioni originali per pianoforte solo. Ma non aggiungo altro!

  • Come ti vedi tra 10 anni?

Forse cambiato o forse lo stesso, ma con la passione per la musica ancora più forte e viva!

 

Per continuare a seguire Alessandro Melchiorre, cliccate sulla sua pagina Facebook:

https://www.facebook.com/AlessandroMelchiorrePianist/

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