Ius soli: una legge che fa discutere

Monsignor Perego ha dichiarato che: “La Chiesa è a favore dello Ius soli, la legge è indispensabile”.

Il direttore della Fondazione Migrantes della Cei e arcivescovo di Ferrara ha, infatti, affermato che considera la legge uno “strumento indispensabile”, che “migliorerebbe la vita nelle città, favorendo inclusione e partecipazione”.

 La Chiesa si è espressa a favore di una legge che aggiorni la cittadinanza del 1992, una tematica che in Italia, come in altre parti del mondo fa discutere.

L’Italia conta infatti 5 milioni di migranti e la giurisprudenza deve essere al passo con i tempi. Lo Ius soli (il diritto legato al territorio) è per Monsignor Perego ciò che serve e fa bene all’Italia. La Chiesa ha chiesto infatti al Parlamento italiano una nuova legge in tema di immigrazione e diritto di cittadinanza. Per Perego “questa legge è giusta, aiuterebbe i ragazzi a trovare lavoro, e rilancerebbe l’economia”.

Le discussioni, tuttavia, continuano ad aumentare. Approvata dalla Camera nel 2015, attende ora il suo esame in Senato.

La legge ha il sostegno del Partito Democratico e trova l’opposizione di Forza Italia e Lega Nord, mentre il MoVimento Cinque Stelle ha deciso di astenersi. L’ultima legge sulla cittadinanza, datata 1992, prevede lo ius sanguinis: un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Con la nuova legge un bambino diventa italiano se uno dei genitori abita in Italia da almeno cinque anni.

È una legge che fa discutere e divide l’opinione pubblica, anche se è auspicabile una riforma in questo senso per dare un assetto più moderno alla legislazione italiana. Il Partito Democratico, più a favore delle tematiche sociali, di solidarietà, di accoglienza dell’immigrazione, ha voluto fortemente questa legge che cambierebbe di molto le cose rispetto a prima.

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