“La chunga” di Mario Vergas Llosa, regia di Carlo Sciaccaluga, al Teatro India: la recensione

La chunga - foto Antonio Parrinello

La chunga - foto Antonio Parrinello

«”La Chunguita, – dicono i piurani, – non si fa mettere i piedi sulla testa da nessuno” (..) Chi, a Piura, potrebbe vantarsi di conoscere la sua intimità? La fuggitiva Meche, forse? La Chunga non ha amici. È un essere selvatico e solitario, come uno di quei cactus dell’arenile piurano». Mario Vargas Llosa, La Chunga

È stato in scena al Teatro India “La chunga” di Mario Vergas Llosa, regia di Carlo Sciaccaluga.

1945, Piura, Perù. La pièce di Vargas Llosa, la più conosciuta e rappresentata in Italia e nel mondo, è la rievocazione di cosa accadde la sera in cui Josefino impegnò la sua Meche per poter continuare a giocare a dadi nonostante avesse perso tutto. Chunga, la padrona del bar, gli fece credito ma, in cambio, volle Meche per tutta la notte. Che cosa successe veramente in quella camera da letto al piano di sopra?

I quattro giocatori, a distanza di anni nuovamente in quel bar, si interrogano sugli avvenimenti di quella sera; ognuno di loro dà una sua personale versione dei fatti, ognuno di loro immagina cosa possa essere accaduto in quella camera da letto tra Meche e Chunga.

Si può solo immaginare tuttavia, perché Chunga rimane muta di fronte alle loro domande e Meche è scomparsa, nessuno l’ha più vista dopo quella notte.

L’opera, pregevolmente interpretata dagli attori in scena, racconta in modo emblematico alcuni dei temi più cari allo scrittore: l’omofobia, la violenza sulle donne, il rapporto tra uomini e donne, il desiderio maschile.

foto Antonio Parrinello

È una narrazione a più strati “La chunga” di Vargas Llosa ma il filo comune denominatore che attraversa la scena è una latente violenza, violenza che permea la vita di ognuno dei suoi protagonisti.  È una violenza che si tramuta in immaginazione nei quattro uomini: Josè (Franz Cantalupo) ipotizza una notte di passione tra le due donne. È un personaggio represso con una sessualità che vive di riflesso e mai come ruolo attivo. La sua Meche diventa un’icona da osservare e sognare.

Lituma (Liborio Natali), tra tutte la figura più fragile e timida, sogna di salvare la sua Meche, di dichiararle il suo amore e di fuggire con la fanciulla. 

Scimmia (Giovanni Arezzo), un personaggio che si esprime quasi allo stato brado, immagina di trovare tra le braccia delle due donne salvezza e conforto dalle sue azioni bestiali.

Josefino (Francesco Foti) forse è l’unico a conoscere la realtà di quella notte, una notte di violenza e bramosia, di supremazia e dominio.

Tutti e quattro riducono le due donne, soprattutto la bellissima Meche, a fantoccio delle loro fantasie, a essere privo della capacità di agire e decidere. Tutti e quattro non le riconoscono il libero arbitrio e una vita al di fuori delle loro fantasie e voglie maschili.

foto Antonio Parrinello

Debora Bernardi nei panni della Chunga interpreta una donna dalla corazza dura, una figura di resistenza che si muove in modo ambiguo nel mondo degli uomini; ne critica gli aspetti ma, tuttavia, ne condivide a volte le manifestazioni. La Chunga accetta di prestare del denaro a Josefino in cambio di una notte con Meche per desiderio di possedere la fanciulla o per concederle un’espediente per farla fuggire?

Meche (Francesca Osso), al contrario di Chunga, è un personaggio fragile ma luminoso, una donna in balia dei desideri degli uomini, incapace di immaginarsi libera e artefice del proprio destino, non ha una sua voce ma riflette il desiderio altrui.

Non esiste verità oggettiva nella narrazione di Vergas Llosa e ciò che lascia allo spettatore è una latente sofferenza causata dalla consapevolezza che non esiste possibilità di salvezza e redazione al mondo. La società è figlia della storia e quella de “La Chunga”, pur se ambientata nel 1945, è lacerante e contemporanea.

foto Antonio Parrinello
foto Antonio Parrinello

scene Anna Varaldo

costumi Anna Verde

luci Gaetano La Mela

Produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

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