La politica trentina: intervista a Ettore Paris, tra i fondatori del settimanale QT Questotrentino e direttore dal 1994.

Ettore Paris, tra i  fondatori del settimanale QT Questotrentino e direttore dal 1994, ci aiuta a capire alcune recenti e passate dinamiche della politica trentina e altoatesina in riferimento al recente cambio di rotta dell’Amministrazione trentina e alla creazione del progetto macro-regionale denominato Euregio, che raccoglie le tre regioni del Tirolo (Austria), Alto Adige e Trentino in un nuovo progetto di cooperazione politica, culturale e di istruzione condivise.

Ettore Paris si è infatti sempre occupato di politica locale, urbanistica e relativi scandali, copertura del concetto di cooperazione trentina e inchieste sulle realtà economiche del territorio. All’impegno come giornalista affianca la passione per la sceneggiatura, dai fumetti storici ai testi teatrali come i recenti lavori “Lo scandalo delle 3 Torri” e “Le Streghe di Nogaredo”.

  • Il Trentino ha visto un recente cambio di amministrazione e di partito, dal Presidente Ugo Rossi a Maurizio Fugatti. Qual è l’eredità e quali sono i punti deboli lasciati dal Presidente Rossi?    

Rossi, anche se lui pensa il contrario, si è mosso nel solco di Dellai. Nel bene, attenzione al sociale; nel male, coltivazione delle clientele. I disegni strategici sono risultati più declamati che perseguiti: università e ricerca andrebbero bene, ma nel settore ricerca si è molto pasticciato, come hanno evidenziato inchieste giudiziarie. Non si è saputo dare un senso strategico al decentramento, con il risultato che le valli si ritengono emarginate. Né si è perseguita l’alleanza strategica proposta da Innsbruck, l’Euregio, per sudditanza verso Bolzano, che preferisce un asse con Monaco. Sull’ambiente si è stati regressivi.

  • La Lega Nord ha avuto un successo senza precedenti alle elezioni di ottobre, surclassando partiti più tradizionali come PAT e PD. Ritiene che tale successo sia legato al generale successo di Matteo Salvini durante le elezioni nazionali?   

Senz’altro ma solo in parte. La Lega è apparsa più legata ai ceti popolari, delusi dalla crescita delle diseguaglianze, e alle valli, timorose di politiche Trento centriche.

  • Quali sono le ragioni che possono avere indotto i cittadini trentini ad un tale cambiamento politico, non solo a livello locale ma anche in occasione delle elezioni del 4 marzo?    

Oltre alla crescita delle disuguaglianze e all’enfasi sulla questione migranti, ha pesato la percezione (corretta) dei partiti tradizionali come associazioni di persone in cerca di una propria promozione sociale attraverso la politica.

  • Parliamo di Euregio: quali sono secondo lei le migliori iniziative politiche attuali per la macro-regione?  

Nessuna. L’Euregio viene solo declamata, non viene implementata nemmeno dove – corridoio del Brennero – ne è lampante l’indispensabilità.

  • Quanto influisce politicamente e culturalmente il Trentino in un progetto interregionale che comprende ben due regioni a maggioranza di lingua tedesca?      

Non penso che la lingua sia oggi un ostacolo o un legame così forte. Ne è la riprova il fatto che Innsbruck si sente più vicina a Trento che a Bolzano.

  • Ritiene che Arno Kompatscher, Presidente della Provincia di Bolzano, possa essere considerato “filo-italiano”, o comunque distante dalle generazioni indipendentiste che lo hanno preceduto? 

Certamente è più moderno e quindi meno ossessionato dal tema etnico.

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