Le paure del Napoli: al ritorno contro l’Arsenal servirà un’impresa

Dopo aver ben figurato nel proprio girone di Champions, in molti pensavano che la squadra di Carlo Ancelotti fosse riuscita a compiere il definitivo salto di qualità, almeno a livello europeo. I segnali, sia nella doppia sfida contro il Liverpool che in quella contro il PSG, erano stati estremamente positivi ed i partenopei, dopo aver dominato per lunghi tratti della competizione, erano stati costretti a dire addio alla Champions solo a causa di una peggiore differenza reti. Dato ormai per acquisito il secondo posto in campionato, tutte le energie fisiche e mentali degli azzurri erano state indirizzate verso l’Europa League, nella speranza di riportare all’ombra del Vesuvio un trofeo continentale che manca dai tempi di Maradona. Dopo essersi sbarazzanti senza troppe difficoltà dello Zurigo e del Salisburgo, i partenopei ai quarti di finale hanno così dovuto vedersela con gli inglesi dell’Arsenal, una delle squadre favorite per la vittoria finale.

La sfida all’Emirates Stadium ed un primo tempo da dimenticare

Storicamente le squadre italiane, quando sono chiamate ad affrontare compagini britanniche in Europa, incontrano enormi difficoltà, soprattutto nelle prime fasi della gara. Tutte le differenze concettuali, fisiche e tattiche tra il calcio inglese e quello italiano sono così venute a galla anche nel primo tempo dell’Emirates ed il Napoli si è mostrato incapace di contrastare l’intensità dei Gunners. Nei primi 45 minuti della sfida di Londra, l’Arsenal ha fatto il bello ed il cattivo tempo, mettendo a segno due reti e creando almeno altre cinque occasioni da goal. Un Napoli irriconoscibile, apparso in forte difficoltà anche dal punto di fisico, si è reso protagonista di una serie incredibile di errori tecnici che ne hanno fortemente condizionato la prestazione. Nella ripresa, tuttavia, come raccontato anche da La Gazzetta dello Sport, la squadra di Carlo Ancelotti ha finalmente trovato le giuste contromisure al gioco dei Gunners ma, pur riuscendo a rendersi decisamente più pericolosa, non è riuscita a mettere a segno quella rete che, in ottica ritorno, avrebbe assunto un’importanza capitale. Se è vero che nella partita che si giocherà a Napoli i partenopei saranno chiamati ad un’autentica impresa, è altrettanto vero che al 12 di aprile, secondo le scommesse sportive, a quota 8,00 su Betway, la squadra di Ancelotti resta tra le favorite per la vittoria finale della competizione. Di certo c’è che, al ritorno, al centro dell’attacco rivedremo Milik che andrà a sostituire uno tra Lorenzo Insigne e Dries Mertens. L’olandese è reduce da alcune prestazioni decisamente sottotono e, ad ogni modo, sembra essere in grado di incidere maggiormente quando subentra a partita in corso piuttosto che quando parte da titolare. Data la netta superiorità di passo tra gli esterni dell’Arsenal ed i terzini azzurri, Mario Rui ed Hysaj, Ancelotti potrebbe affidarsi a Malcuit e Ghoulam, senza ombra di dubbio tra i migliori terzini di spinta a livello europeo. A prescindere dalle prestazioni dei singoli, ciò che ha maggiormente impressionato in negativo è stato l’atteggiamento dei partenopei: troppo timorosi e rispettosi dell’avversario, incapaci di reagire alle difficoltà e quasi rassegnati alla superiorità dei Gunners. Nella partita di ritorno ci sarà bisogno di voltare pagina ed i ragazzi di Ancelotti dovranno essere bravi a domare un Arsenal che, comunque, non è apparso irresistibile.

Un ciclo che sta per finire

È impossibile negare che l’anno scorso, sebbene non sia giunto nessun trofeo, il Napoli si sia reso protagonista di un’annata irripetibile. Tutti i giocatori chiamati ad indossare la maglia azzurra avevano reso al meglio delle loro possibilità ma ciò non era comunque bastato per avere la meglio della Juventus. Il mancato successo ha avuto, e continua inevitabilmente ad avere, delle forti ripercussioni sulle prestazioni della squadra azzurra che spesso da l’impressione di essere giunta alla fine di un ciclo. I vari Albiol, Callejon, Mertens e lo stesso Insigne, in questa stagione non stanno riuscendo ad esprimersi sui livelli a cui ci avevano abituati in passato ed a risentirne sono le prestazioni dei partenopei. La sensazione è che sia giunto il momento di prendere delle decisioni coraggiose ed impopolari, magari privandosi di giocatori che, sebbene siano entrati nei cuori dei tifosi, non sembrano più utili alla crescita del progetto tecnico. La società, ad ogni modo, per la prossima stagione sembra essere intenzionata a compiere una piccola rivoluzione e non è un caso che tra gli uomini individuati dalla dirigenza ci siano anche Chiesa e Barella. I due italiani, che tanto bene stanno facendo con la maglia della Fiorentina e del Cagliari, sembrano ormai pronti per una grande squadra e chissà che Napoli non possa rivelarsi la piazza giusta dove portare a compimento il loro processo di crescita. Dopo le partenze di Rog e del capitano Hamsik, Ancelotti si è ritrovato con una carenza di centrocampisti che ad inizio stagione non era preventivabile e non può essere una coincidenza che proprio il centrocampo, nelle ultime uscite, sia apparso il reparto maggiormente in difficoltà. Se è vero che Zielinsky, Fabian Ruiz ed Allan vanno a formare uno dei reparti più completi e forti il tutto il calcio europeo, è altrettanto vero che non possono giocare sempre e solo loro. Ancelotti nella prossima stagione sarà quindi chiamato al difficile compito di provare a ridurre il gap che oggi separa i partenopei della Juventus e dai top team europei e l’impressione è che, per farlo, il Napoli abbia bisogno di nuovi giocatori di qualità.

Nonostante il 2-0 dell’andata, il discorso qualificazione non è ancora chiuso. Sia il Napoli che l’Arsenal in stagione hanno dimostrato di essere in grado di vincere e di perdere contro chiunque. I partenopei saranno chiamati all’impresa ma c’è la convinzione che, con il supporto dei 60mila tifosi napoletani del San Paolo, la rimonta non è impossibile.

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