“Let Me Steal the Time”: il tempo rubato alle emozioni diventa armonia nell’ultimo successo di Savino Valerio

Savino Valerio

Savino Valerio

Compositore, produttore, polistrumentista, nonché impeccabile ingegnere del suono: sono tante le accezioni che potrebbero essere utilizzate per descrivere il mondo di Savino Valerio e della sua musica. Il successo dei suoi brani lascia intuire quanto la musica strumentale possa davvero compiere vie infinite che si espandono nell’etere, spargendo un’armonia fatta di suoni, di colori ma, soprattutto, di emozioni.

Fondatore del Plaza De Mundo Project – questo il nome che racchiude l’opera di Savino Valerio – con le sue inconfondibili fluttuazioni armoniche è in grado di coinvolgere stati d’animo mai nascosti, ma sempre vissuti e trasposti nella coloritura sonora che prende vita come per magia dall’ingegno del suo motivo. Un motivo che parte da luoghi esperienziali per divenire poi sperimentazione.

Un’architettura sonora dove il senso emotivo viene elargito attraverso rifiniture armoniche uniche e dove il dettaglio diventa il contorno perfetto entro cui dedurre il significato profondo che l’autore vuole comunicare. “Let me steal the time” è un viaggio nel tempo rubato alle emozioni per cercare di trattenerle, analizzarle, poterle interpretare, quando queste di colpo, senza che nessuno se ne accorga, si disperdono, fuggendo via senza lasciare la minima traccia per poi ritornare, ma sotto una veste del tutto diversa. Così come le note di questa  musica che le insegue suonando, lasciando che il tempo apporti il suo cambiamento, senza cancellare alcun tipo di viso, di immagine, di movimento ma evolvendosi come il mondo stesso. Un tempo che appare intriso dei nostri ricordi e che i suoni ci riportano, racchiudendo dentro quelle emozioni vissute sul momento e poi riviste da una prospettiva diversa. Rubate dal Tempo…. E quel tempo del “Non ritorno” appare proprio come un tratteggio infinito del nostro essere, di un Io ora inesistente ma vissuto per dare vita a quell’Io che ora ci rappresenta.

“Il tempo è una grandezza che abbiamo scelto noi sin dagli albori, per avere un riferimento, quel riferimento che serve a non farci sentire smarriti o senza direzione lungo il cammino di questa vita. Il tempo dentro di noi lo possiamo plasmare per viaggiare con la nostra anima tra passato, presente e futuro. Quindi la possibilità di ricordare, raccontarci e sognare…”

Ed è attraverso queste parole che Savino Valerio descrive “Let me steal the time”, dove il tempo diventa una componente imprescindibile e dove, nonostante la nostra vana corsa verso di esso, siamo consapevoli del suo scorrere.

“Let me steal the time” ne è la prova: “era lì nel cassetto, dovevo solo trovare il momento giusto per tirarlo fuori ma il tempo non ha fatto nulla lui ha continuato a scorrere, sono stato io a decidere  l’istante…” racconta Savino Valerio in una recente intervista spiegando com’è nato questo brano dall’armonia rarefatta, la cui silente piega vocale cela note distinte, racchiudendo suoni interpretabili attraverso le cifre del nostro sentire più autentico, in un viaggio agli albori del nostro Io più profondo.

 

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