Maria Zaffino: “la mia vita a passi di danza” – INTERVISTA

Maria Zaffino

Maria Zaffino

Maria Zaffino ha iniziato da piccolissima a muovere i primi passi nel mondo della danza. Dopo anni di studio, impegno e dedizione, è arrivata a calcare i palchi più prestigiosi ed essere protagonista di trasmissioni di rilievo come “Buona Domenica” e “Amici”. Ad oggi ha coronato il sogno di aprire una sua Accademia, “M.C.M Dance Accademy” a Marino, dove ogni giorno insieme al suo staff trasmette l’amore per l’arte della danza, senza mai risparmiarsi.

  • Ciao Maria, ci racconti quando è iniziata la tua passione per la danza e che ricordi hai dei tuoi primi passi “sulle punte”? 

Certo! Avevo solo 4 anni quando tutto è cominciato. Sognavo di ballare come Heather Parisi e Lorella Cuccarini. Amavo già da piccola faticare e fare lezione di danza classica poi la mia mamma, che ha notato che mi piaceva davvero tanto, mi ha iscritto a una scuola di danza e li ho conosciuto Laura, la mia prima maestra, che ancora ad oggi tengo stretta nel mio cuore per quello che mi ha dato.

  • Quando hai capito che la danza sarebbe diventata il tuo lavoro? 

Dopo la delusione dell’Accademia Nazionale di Danza a Roma. Io volevo diventare una ballerina classica ma per alcune problematiche non è stato possibile e allora mi sono buttata su tutt’altro. Oggi, però, ringrazio me stessa per averci creduto in questa passione e non aver mollato davanti a delle difficoltà, ne ho fatto anche un lavoro e bellissimo tra l’altro.

  • È sufficiente lo studio oppure bisogna avere una predisposizione per essere un ballerino? 

Bisogna studiare tanto, non si può essere dei ballerini validi se non si studiano, soprattutto, le basi. Per carità il talento è innato, le doti fisiche sono naturali per alcuni ma se non le mantieni anche con lo studio prima o poi ti abbandonano. Ogni giorno c’è sempre da imparare fino a quando non si smette.

  • Si associa spesso la danza all’aspetto fisico: secondo te ci sono dei canoni da rispettare?

Assolutamente sì. Nella danza classica il fisico è davvero importante e possiamo costatarlo sulle più grandi ballerine nel mondo, la loro magrezza a volte può fare impressione ma, in questo caso, per le linee, la leggerezza, l’eleganza, serve un fisico davvero adatto. Per gli altri stili serve, comunque, avere un fisico tonico, sportivo e longilineo, ma in alcuni stili anche quel chiletto in più a me fa impazzire e lo dico, purtroppo, da ex anoressica.

  • Hai lavorato molto, fatto tante esperienze: qual è quella che porti nel cuore? 

Il mio primo lavoro da ballerina, “Re per una notte”, avevo solo 17 anni, lo spot del “Thè San Benedetto” dove sono stata protagonista per anni, “Buona domenica” con Maurizio Costanzo e “Amici” di cui ne ho fatto parte tantissimi anni ricoprendo vari ruoli con amore: posso dire che secondo me ho vissuto gli anni più belli della televisione.

  • Quando c’è stato il passaggio da ballerina a insegnante?

Diciamo che ho cominciato con gli stage in giro per l’Italia nel 2002 ma il mio obbiettivo fin da piccola era quello di poter diventare come il mio Maestro e insegnare anche ai più piccolini che amo tanto.

  • Che requisiti deve avere un buon insegnante?

Deve saper captare ogni singolo allievo sia fisicamente che mentalmente. Non è un ruolo facile il nostro ma, con la giusta dedizione e passione, si ottengono ottimi risultati. Spesso è facile lavorare con i talenti già predisposti, ma quando davanti a te vedi la crescita di giorno in giorno di un tuo allievo allora è lì che sei veramente un bravo Maestro.

  • Hai una tua Accademia di Danza: come nasce questo progetto e quali sono i punti di forza della tua scuola?

Il primo su tutti è quello della Famiglia. Ho creato davvero un posto dove i ragazzi sono sereni e appassionati, a volte bisogna tirarli fuori per mandarli a casa perché resterebbero lì ore e ore. Poi il mio staff Docenti, ne sono davvero tanto orgogliosa, siamo una grande squadra e tutti di diversi stili; io, ad esempio, nella mia scuola ho tutti corsi di modern e ne sono pienamente orgogliosa, dai più piccoli ai più grandi. Insieme a tutti gli altri Maestri ci concediamo davvero tanto e questo mi fa capire che siamo un vero punto di forza.

  • Per te che requisiti deve avere il “ballerino perfetto”?

Per me la perfezione non esiste, esiste il talento innato che ti dà quelle emozioni già appena il ballerino entra in scena, solo a guardarlo, poi però esiste anche chi ti coinvolge con la sua versatilità pur non essendo tanto dotato. Insomma esistono ballerini eccellenti ma non la perfezione e questo bisogna impararlo anche nella vita per essere tutti più umili.

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