Milano, la piazza Duomo di Salvini “Faremo la Storia”

In migliaia hanno seguito il comizio in diretta su Facebook. Si parla di 20 mila persone scese in piazza Duomo per ascoltare il leader del Carroccio, il più atteso tra gli ospiti «sovranisti». Sul palco un Matteo Salvini solenne. Ovazioni sui temi più cari al suo elettorato: immigrazione e Flat Tax. Fischi per Papa Francesco.

Di questi tempi la vera sfida dei partiti politici è riuscire a riempire le piazze. Prima ancora dell’inizio del comizio elettorale a Piazza Duomo, la pagina Facebook di Matteo Salvini è piena di migliaia di post e commenti dei militanti. «100 mila» i partecipanti previsti. Persone pronte a scendere in strada per sostenere il loro «Capitano», nonostante la pioggia e il freddo anomalo. «Faremo la Storia», si legge.

La voce di Bocelli che canta «All’Alba vincerò» arriva fino all’affollata via Torino. Tanti i passanti e i turisti che vanno e vengono da una semi blindata Piazza Duomo. S’intravede il grande palco, quello dei «sovranisti» e di Matteo Salvini. Chi ha sfidato il cattivo tempo ed è sceso in strada non vede l’ora che sia Salvini a salire sul palco.

Di quei «100 mila» non c’è traccia. Tanto che a colpo d’occhio sembra la Piazza Duomo di sempre, quella di un sabato pomeriggio come tanti altri. A fare la differenza sono i blindati della Polizia e dei Carabinieri, gli agenti in tenuta antisommossa e le transenne che separano i manifestanti. Il palco di Salvini accoglie e allo stesso tempo divide gli italiani giunti in Piazza Duomo.

Al di là delle transenne, costantemente controllato dagli agenti, un gruppetto di persone protesta contro il leader del Carroccio, che nel frattempo è salito sul palco. Una manciata di manifestanti si è data appuntamento con qualche cartellone. Un uomo con il megafono in mano di tanto in tanto urla contro Salvini. Si sentono diversi fischi e grida a tratti indistinte. «Scemo, scemo, scemo, scemo». E ancora «Chi non salta è Salvini eh eh, chi non salta è Salvini eh, eh», sono i cori contro Salvini. «Bella Ciao» dura solo qualche minuto, poi la folla si spegne.

«Questa contro manifestazione – spiega un ragazzo – non è organizzata». Ci sono per lo più giovani e giovanissimi. Non vogliono oltrepassare le transenne perché sia chiaro oggi da quale parte stare in Piazza Duomo. Qualcuno urla contro Salvini «Vai a lavorare!».

Ci si può avvicinare al comizio solo dal lato destro della piazza.  Oltre il cordone della polizia e le transenne ci sono uomini, donne e ragazzi venuti da chissà dove per ascoltare il «Capitano». Tra qualche applauso e commento di approvazione le teste sono alzate e gli occhi fissi verso il palco. Sotto gli ombrelli c’è qualcuno che sventola la bandiera del «prima gli italiani». Più ci si avvicina al palco più c’è chi tra la folla è ansioso che finisca il comizio. Perché se Matteo vorrà ai più fortunati che si sono conquistati i primi posti regalerà una stretta di mano, un sorriso e un selfie.

«E’ proprio bravo», dice sorridente una signora. E’ visibilmente infreddolita. Al collo ha la bandiera di Salvini. «Speriamo che venga a farsi qualche foto», aggiunge dopo qualche secondo. Nella mano sinistra stringe il telefonino. Non si sa mai. Il comizio sembra oramai agli sgoccioli. Come lei, tanti spingono verso il palco desiderosi almeno di poterlo salutare da vicino. Salvini si fa attendere. Si ferma a rispondere a qualche domanda. Qualcuno si lascia scappare un commento «Sti cazzo di giornalisti», mentre poco più in là c’era chi sosteneva convinto che dei giornalisti non ci fosse traccia. Alcuni schiacciati alla transenna urlano «Matteo, Matteo, Matteo». E’ sotto il grande palco che si concentrano i manifestanti più entusiasti, quelli dei selfie, quelli adoranti, quelli che vorrebbero essere come Salvini.

Per spostarsi da questa calca trepidante verso il fondo della piazza, da dove continuano le proteste, ci vogliono appena cinque minuti. Basta chiedere permesso, perché spazio ce n’è a sufficienza per muoversi.

Piazza Duomo sembra essersi svuotata in fretta.

Chiara Colangelo

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