“Milano – Roma” di David Taglieri

Un sabato qualunque in un luogo qualunque, in una terra concreta ed utopica che accoglieva la storia e le storie di un cafè romano, mentre il mare circostante dei viali assecondava i rumori della città.

Si parlava del tutto e del niente, di sogni, di disegni e situazioni che venivano dal passato, puntualmente, con il retrogusto dello scherzo e con la serietà di alchimie che appartenevano, inevitabilmente, alle lancette danzanti di una mattina, una ed una sola.

Pianificando il futuro le stagioni ed il cambio del clima corteggiavano il presente.

Erina era piacevolmente colpita dalle attenzioni di Dante: a tratti imbarazzata, si confidava flirtando con il mistero e cercando un compromesso con Comunicazione l’ancella e con Solarità la damigella che rendevano un periodo più attraente e in misura minore esigente.

La fanciulla nell’animo e la donna nel viso governava con classe e dignità i blocchi della timidezza, una nemica tanto controversa, ma tanto affascinante.

Un cafè unico, raro, irripetibile e mai ripetuto per immaginare una storia che non sarebbe mai accaduta. Il tavolino del bar remava come una barca ed il viaggio partiva da un punto per tornare sul portacenere di un angolo, dove non esistevan più i secondi, ma soltanto un orologio senza lancette ed una sigaretta mai spenta. Lei parlava del suo ritorno a Milano, lui mirava nel cielo un immaginario deltaplano.

La poesia di Dante scontava e si scontrava con la modernità di una proposta aziendale, la creatività di Erina risultava spaziale attraendola verso la sua città natale.

Ed il mai accaduto prese il sopravvento divenendo concetto mentre il concerto di una banda venuta da lontano accompagnò la fine di un sentimento.

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