Non solo Twitch, le migliori piattaforme per giocare in streaming online
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rapida ascesa del mondo online. I giochi con cui divertirsi insieme ad amici da casa sono tanti e di vario tipo. Ci sono quelli sportivi, gli “sparatutto” e anche poker e blackjack online. Alla prima categoria appartiene Fifa, che è tra i più giocati in assoluto. Il calcio, d’altronde, resta ancora oggi una delle più grandi passioni che accomuna grandi e piccini da tutto il mondo.
Altrettanto giocati sono i videogame da battaglia come Call of Duty e Apex Legends e anche Grand Theft Auto V e Fortnite, vero fenomeno per la Generazione Z e anche per i Millennials. Il seguito che sono riusciti a ritagliarsi è uno dei più ampi all’interno del panorama videoludico internazionale. Tuttavia, se vogliamo metterla in termini di classifica, in testa rimane League of Legends, gioco di ruolo online che da tanti anni ha assunto un ruolo di leadership per fidelizzazione tra giocatori e appassionati. Basti pensare che nelle finali del campionato del mondo 2019/2020, Riot Games, azienda sviluppatrice del gioco, ha registrato 44 milioni di spettatori unici connessi simultaneamente.
A quest’ultimo proposito, le competizioni in quelli che ormai vengono definiti e-Sports sono diventati sempre più centrali e seguite in tutto il mondo, al punto che il gamer è ormai una professione a tutti gli effetti con persone pagate direttamente dalle aziende per portare in alto il loro nome anche in questo settore. Lo fanno le società calcistiche, come Manchester City e Dortmund, ma anche Ferrari, Mercedes e tutte le scuderie impegnate nel Mondiale di Formula 1, che ormai da anni partecipano ai campionati virtuali ufficiali promossi direttamente dai vertici della massima serie automobilistica.
Ecco, e qui, per i neofiti della materia, potrebbe sorgere spontanea: ma chi non è ingaggiato da un’azienda o società, come si guadagna “streammando”? Il motivo è presto detto. Esistono diverse piattaforme che mettono a disposizione un servizio di streaming di alto livello a cui connettersi sia come diretti concorrenti che come meri spettatori con la possibilità di interagire con i giocatori tramite la chat dedicata. Ebbene, di seguito vi riportiamo una lista delle migliori.
Twitch
La piattaforma più famosa è senz’altro Twitch. Lanciata per la prima volta nel 2011, essa è di proprietà di amazon.com. Il suo successo è dovuto principalmente alle trasmissioni in diretta realizzate dai gamer che condividono il loro schermo con la piattaforma mentre giocano. In alcuni casi, gli stessi utenti mettono a disposizione anche video di gameplay on-demand e dunque usufruibili in ogni momento della giornata. Un po’ come accade con Youtube per intenderci, anche se in questo caso i contenuti sono più tutorial e vere e proprie trasmissioni realizzate da persone, anche giornalisti, che conducono un programma simile a quelli che vediamo normalmente in tv. Il “bello” di Twitch è che offre un servizio gratuito e il guadagno degli utenti che avviano un loro canale si basa principalmente su numero di abbonati, visualizzazioni e, soprattutto, sulle pubblicità delle aziende che riescono ad attirare.
Youtube Gaming
Sopra abbiamo citato Youtube, notissima piattaforma web 2.0 che ormai da anni è diventata leader nella condivisione di video. Lanciata nel 2005, l’azienda ha saputo reinventarsi di volta in volta restando sempre al passo coi tempi ed era inevitabile ad un certo punto mettere a disposizione dei suoi utenti già esistenti e di quelli potenziali creare un servizio che desse modo di condividere le proprie esperienze di gaming. Nacque così nel 2015 Youtube Gaming, con tanto di app dedicata. Tuttavia, tempo quattro anni, e l’azienda di San Bruno decise di farla sparire, non per un fallimento del progetto, ma anzi per rilanciarla con la creazione di un nuovo spazio interno a Youtube (youtube.com/gaming) con l’obiettivo di accogliere un pubblico ancora più eterogeneo e garantire, al tempo stesso, una user experience ancora più completa. Per guadagnare, i metodi sono simili a quelli di Twitch: visualizzazioni, interazioni, abbonamenti e pubblicità da inserire nei video.
Facebook Gaming
Un tempo era Mixer, poi Microsoft decise di chiudere i battenti e ora c’è Facebook Gaming. L’azienda fondata da Bill Gates scoprì ben presto che raggiungere gli stessi livelli di Twitch era proibitivo. Così, nel 2020, annunciarono che avrebbero spostato i giocatori sulla piattaforma di proprietà di Meta.
Il modus operandi per aprire un canale, giocare in diretta streaming e guadagnare sono più o meno gli stessi degli altri competitor, con la differenza che, avendo un profilo Facebook già attivo, si può raggiungere prima un’ampia audience in base agli amici collegati al profilo dello streamer.
Dlive
Un altro competitor diretto di Twitch è poi dlive, piattaforma americana fondata nel 2017 che a livello economico si basa principalmente su un sistema di donazioni dirette da parte degli utenti via blockchain. Il suo funzionamento è molto simile a quello di Twitch e, anche in questo caso, i criteri per i quali si guadagna sono gli stessi a quelli dei suoi competitor diretti.