Quale futuro per il rock in Italia?
Si sta facendo un grande dibattito sul rock in Italia. Quando è sul punto di sfondare, poi non riesce a fare quello step decisivo che potrebbe portarlo a una crescita definitiva e certa. Non è riuscito, a dirla tutta, nemmeno a prendere il ‘treno’ dei Måneskin.
Perché? Per quale motivo? Abbiamo provato a fare una piccola analisi al riguardo, tentando anche di dare degli utili spunti di riflessione su questo tema.
Il caso ‘limite’ dei Måneskin
Scommettere sul futuro del rock in Italia è come giocare alle slot sui vari casinò online come slotmachine-gratis.it, che sono imprevedibili. Certo, se un giocatore ha un livello di professionalità alto allora, con ogni probabilità, tornerà vincitore. Come hanno fatto, poi, i Måneskin, gruppo romano rock che si sono imposti anche al pubblico non troppo settoriale.
Il successo dei Måneskin, però, rischia di far mettere la polvere sotto al tappeto al mondo del rock che, oggettivamente, ancora deve fare quel salto di qualità, inteso come ingresso nella cultura popolare. Del resto, la storia dei Måneskin, forzata o meno, è lo storytelling perfetto per chi fa musica.
Di tanto in tanto appaiono video e foto di quando questi ragazzi cantavano in strada e dovevano accontentarsi della mancia di chi passava per caso ad ascoltarli (come se altri gruppi non fossero nati così).
Hanno partecipato nel 2017 a X-Factor e si sono piazzati subito al secondo posto. Un secondo posto che sa di primo considerando che da lì in poi è partita la scalata verso il successo. Hanno vinto anche Sanremo e l’Eurovision e, con il loro atteggiamento che emula il rock, si sono fatti spazio nella cultura di massa.
Certo, c’è chi dice che il loro non sia un rock puro. Magari è vero, magari no. Però, finché di loro si parla in maniera così divisiva non è altro che un bene. Almeno per il gruppo.
Perché il rock non ‘sfonda’ al 100%?
Il rock, a parte quindi il caso menzionato, non riesce proprio a fare breccia nel cuore delle persone. Un po’ perché viene visto come ‘troppo’ di nicchia e, anzi, vestirsi/truccarsi/comportarsi in un certo modo viene visto quasi in maniera non propria ottimale.
Un motivo potrebbe essere, inoltre, questa ricerca ossessiva degli anni ’90. Va bene che c’è un ritorno al vintage però il vintage deve comunque avere una sua veste moderna. Basta chiedere agli appassionati i primi tre gruppi rock che ricordano: difficilmente diranno qualcuno di moderno. Soprattutto se italiano.
Un altro aspetto importante è che le case discografiche, almeno alcune, si sono concentrati in particolare su canzoni in italiano. Il rock, proprio per il suo carattere, è internazionale e cantarlo in una lingua che al di fuori del BelPaese non viene parlata particolarmente, può essere un limite.
Infine, c’è anche un problema culturale: in Italia, se un qualcosa non è americano, europeo o nostrano, sfonda in maniera più difficoltosa. Basti pensare ai bastoni sulle ruote che stanno mettendo a TikTok. Ma, questa, è un’altra storia.