Recensione del lungometraggio “Klaus”, dal 15 novembre su Netflix. “Un vero atto di bontà ne ispira sempre un altro.”

KLAUS

SU NETFLIX DAL 15 NOVEMBRE

Il primo film d’animazione di Netflix, dal co-creatore di CATTIVISSIMO ME,
sarà disponibile globalmente dal 15 novembre

Voci italiane: Marco Mengoni, Francesco Pannofino, Ambra Angiolini, Carla Signoris, Neri Marcorè
Musiche di: Alfonso G. Aguilar
Production Designer: Szymon Biernacki e Marcin Jakubowski
Prodotto da: Jinko Gotoh, p.g.a  Marisa Román, p.g.a e Sergio Pablos, p.g.a, Matthew Teevan,
Mercedes Gamero, Mikel Lejarza, Gustavo Ferrada

Storia originale di: Sergio Pablos
Scritto da: Sergio Pablos, Zach Lewis and Jim Mahoney
Diretto da: Sergio Pablos

Recensione

Klaus, lungometraggio della Netflix, dedicato alla figura di Babbo Natale è un film che appassiona, commuove e ci fa ricordare quanto il bene sia fondamentale nel mondo e quanto l’uomo ne può fare.

La storia incomincia con Jesper, viziato e svagato studente della Regia Accademia Postale di cui il padre è il capo, che viene mandato, a causa del suo scarso rendimento, nella lontana, fredda e tetra isola di Smeerensburg, nel circolo polare artico. Il patto è che deve riuscire ad affrancare almeno 6 mila lettere in un anno per poter ritornare ai suoi agi, altrimenti perderà tutto. Jesper si rende subito conto della natura dell’isola: gli abitanti sono silenziosi, tristi e in continua lotta tra due fazioni. Lotta che è iniziata con i loro antenati e continua gloriosamente anche nel presente.

L’isola è “la patria delle migliori faide nel mondo”.

Le due fazioni non si parlano, non si frequentano e i bambini sono analfabeti. La maestra, Alva, è costretta a vendere pesce nel luogo in cui avrebbe voluto creare una scuola. Giovane donna piena di speranze, dopo la laurea ha vinto un concorso per insegnare nell’isola e ormai da anni, vendendo pesce, cerca di raccogliere i soldi sufficiente per fuggire via da lì.

Jesper non avrà le migliori delle accoglienze: l’ufficio postale è un pollaio, nessuno spedisce lettere e la sua missione (affrancare sei mila lettere) è destinata a fallire.

Cerca degli escamotage per spingere gli abitanti a spedire lettere, tra cui quella di di convincere un bambino, a cui è caduto il disegno in strada, a dargli una moneta per affrancare il disegno e quindi per riaverlo. Sarà proprio quella lettera a far divenire Klaus ciò che sarà.

Klaus è un boscaiolo, un solitario che amava costruire giocattoli ma che ormai, burbero e dallo sguardo triste, si dedica ai suoi ricordi e alla costrizione di nidi per gli uccelli. Un uomo che Jasper cercherà e di cui scoprirà il talento e la storia.

I giocattoli diverranno la gioia dei bambini, la necessità di istruirsi e il pericolo per le due famiglie in guerra costante che cercheranno con ogni mezzo di impedire che l’isola perdi la sua storia di faide e solitudine.

“Klaus” è in grado di parlare al cuore di ogni adulto e di ogni bambino. È l’origine della leggenda di Babbo Natale, gli albori di ogni mistero che circonda la sua figura e la possibilità di dare una storia a qualsiasi aspetto a noi sconosciuto.

Ma soprattutto è una lezione. “Un vero atto di bontà ne ispira sempre un altro.”

 

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