Recensione dello spettacolo “Mare” di Francesca Pica, in scena al Teatro Trastevere

“Mare”, spettacolo in scena al Teatro Trastevere nell’ambito della rassegna Trastestorie, è un’opera con grande ambizione.

Tratto liberamente da “Donne di mare”, “La danza delle streghe” e “I confini irreali delle Eolie” di Macrina Marilena Maffei, ci consente di apprezzare sul palcoscenico la bravura della sua interprete, Francesca Pica.

La scena si apre nel buio della sala, lo spettatore si trova immerso tra il rumore del vento e quello delle onde, perso in uno scenario atemporale e privato di ogni punto di riferimento.

Emerge una figura nell’ombra, una donna con in mano una lanterna ad illuminarle il viso.

Parla, racconta della sua fissazione: “le 7 isole forgiate dalla lava” e del suo sogno.

Nel sogno ella incontra un’altra creatura, una donna pescatrice, che attende sulla riva del mare, nella notte buia, il ritorno del marito Masino. Una donna che porta in grembo una creatura, alla quale si rivolge augurandole di non far divenire il suo lavoro il mare, nonostante ella lo ami, quel mare di Sicilia, così ostico, duro ma capace di essere anche liberatorio.

Nello spettacolo sussiste un’alternanza tra l’italiano e il dialetto siciliano, con una predominanza di quest’ultimo. Una lingua, il dialetto, che racconta archetipi, miti e miserie.

Le “Majare”, forse streghe, diventano simulacro di una vita diversa, una vita in cui emerge la malinconia, la fierezza e la speranza. La speranza racchiusa nel bambino che la donna porta in grembo.

I gesti diventano una danza e accompagnano la narrazione di un racconto arcaico.

Un testo, quello di Francesca Pica, con elementi interessanti, soprattutto nella prima parte dello spettacolo. La parte finale indebolisce la pièce e la decontestualizzazione dell’opera inizia a scemare (si nominano, ad un tratto, i migranti in mare e la guerra) facendo perdere il senso di “non tempo” vissuto fino a quel momento.

MARE

di e con

Francesca Pica

Supervisione di Elena Bucci

Scenografie e Costume di Domenico Latronico

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