“Sabato, domenica e lunedì” di Luca De Fusco al Teatro Argentina: la recensione

Sabato, domenica e lunedì

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera_ Teresa Saponangelo .2

In scena al Teatro Argentina fino al 4 gennaio 2026 “Sabato, domenica e lunedì”, l’intramontabile commedia di Edoardo De Filippo, scritta nel 1959.

Il nuovo allestimento, firmato da Luca De Fusco, si contraddistingue per una regia “chiara”, efficace e priva di orpelli. È la parola la principale protagonista dell’opera, in grado di sostenere per 180 minuti la scena, senza ridurre al tedio o allo smarrimento. Ma forse, ancora prima della parola, è il ragù l’elemento cardine. Il piatto della domenica, quello che si gusta intorno al tavolo con la famiglia e i pochi fortunati, invitati a vivere la quotidianità di un pasto che può sfociare in discussioni, rimostranze e tensioni.

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera

Le tensioni familiari sono quelle raccontate da De Filippo che, intorno a quel tavolo da pranzo, ci regala la confortabilità del conosciuto e l’ebbrezza di apprendere che in fondo “siamo tutti uguali, tutti con gli stessi crucci, banali e importanti”.

Il testo è «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo», come sottolinea Luca De Fusco.

Sulla scena trascorrono tre giorni.

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera

Il primo giorno è il sabato.

Il ragù è sul fuoco. Rosa (Teresa Saponangelo) e la cameriera Virginia (Rossella De Martino) dedicano attenzione alla sua preparazione, mentre sopraggiungono in casa alcuni dei componenti della famiglia, tra tutti Peppino (Claudio Di Palma).

Peppino appare di cattivo umore, ancora di più quando scopre che il giorno dopo avrà come ospiti il ragioniere Luigi Ianniello (Paolo Serra) e sua moglie Elena (Maria Cristina Gionta). Il ragioniere è solito fare accortezze a Rosa: dal regalarle un cardigan a portarle dolci. Attenzioni che infastidiscono Peppino, fino al punto di non ritorno.

Nel frattempo ecco arrivare in casa Rocco (Gianluca Merolli), uno dei tre figli di Rosa e Peppino. Rocco ha deciso di aprire un proprio negozio di abbigliamento in una “via ricca” di Napoli e di abbandonare così l’attività di famiglia. Tra Peppino e Rocco c’è tensione per questa decisione, nonostante il giovane sia sostenuto completamente dal nonno, don Antonio (Francesco Biscione), padre di Rosa, che vive letteralmente per quel nipote, il suo prediletto.

Don Antonio, in passato proprietario del negozio che ora gestisce Peppino, nonostante siano trascorsi molti anni, sogna di riaprire una  propria attività e di vivere nuovamente della passione per i cappelli. Cappelli che ruba letteralmente dalle mani di chiunque entri in casa e riconsegna completamente inutilizzati nel momento dei saluti. 

Figlia femmina di Rosa e Peppino è Giulianella (Mersila Sokoli). La ragazza, spinta dalla zia Memè (Anita Bartolucci), aspira a diventare annunciatrice televisiva. Federico, (Alessandro Balletta), il fidanzato, si dimostra poco incline ad accettarlo, causando la rottura tra i due e il suo successivo tentativo di riconquistarla.

Zia Memè è una donna colta, vedova, emancipata, con un figlio “malaticcio”, Attilio (Renato De Simone). Peppino la considera ‘la rovina’ di quel giovane che avrebbe potuto fare molto ma che vive assoggettato alla madre. Amica di Zia Memè è il Dottor Cefercola (Antonio Elia) che, oltre a prescrivere medicine ad Attilio, la aiuta nella stesura del suo libro o almeno questo è ciò che i due dichiarano.

La famiglia è composta poi da Raffaele Priore (Paolo Cresta), fratello di Peppino e zia Memè, un Pulcinella dei weekend che vive del sogno di poter diventare attore.

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera

Sopraggiunge il secondo giorno: la domenica.

La tavola è imbandita e pronta ad accogliere i suoi ospiti.

Sulla scena, oltre ai già citati, il fratello di Virginia, Michele (Domenico Moccia), un reduce dai campi di concentramento traumatizzato e violento, il sarto Catiello (Antonio Elia) con l’incombenza di confezionare un abito a don Antonio per l’inaugurazione del nuovo negozio di Rocco, Maria Carolina (Alessandra Pacifico Griffini) e Roberto Priore (Pasquale Aprile), quest’ultimo figlio di Rosa e Peppino.

E ora che la tavola è imbandita, il dramma può consumarsi. Peppino non può più trattenersi, la gelosia e il livore sono troppi e  l’accusa viene enunciata: Rosa e il ragioniere sono amanti.

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera

Il dramma è sulla scena ma non bisogna mai dimenticare che quella di De Filippo è una commedia e quindi, nonostante il trambusto, il lunedì arriva ugualmente, tra preoccupazioni, incombenze, riflessioni e desideri di ricongiungimento.

In “Sabato, domenica e lunedì” ogni interprete sulla scena è importante, essenziale per l’ottima riuscita dello spettacolo che, come un pregevole ragù, deve saper bilanciare bene gli ingredienti, con accuratezza, amalgamando il tutto con maestria e passione. Un plauso a tutti i suoi protagonisti per essere riusciti a portare sul palco un’opera sempre attuale, che ancora oggi può raccontarci la complessità della vita familiare e la possibilità intrinseca di rinnovamento.

«Nel 2018 misi in scena Sabato, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia, mai messa in scena, fino ad allora, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni, Mozart, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo» – Luca De Fusco

Sabato domenica e lunedì _ foto di Tommaso Le Pera

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
aiuto regia Lucia Rocco
foto di Tommaso Le Pera

prodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo, LAC Lugano Arte e Cultura

Iscriviti alla newsletter settimanale per rimanere aggiornato su tutti i nostri articoli!