San Valentino: ecco gli amori più famosi della storia dell’arte

L’incontro tra arte e amore ha dato vita, nel corso dei secoli, a numerosi capolavori; le varie forme dell’amore, l’amore sacro, romantico, totalizzante ma anche infelice, tormentato o doloroso è stato rappresentato da numerosi artisti per cui, nel giorno di San Valentino, ricordiamo le storie d’amore più celebri nell’arte.

L’AMORE SACRO

Risale al medioevo il primo vero bacio della storia dell’arte sacra italiana.

Il rivoluzionario Giotto, infatti, nel 1300, abbandonando la rigidezza inespressiva dell’arte bizantina, si apre alla rappresentazione degli stati d’animo, delle emozioni, dei sentimenti e dell’amore; ne è esempio “L’incontro di Anna e Gioacchino alla Porta Aurea” l’affresco realizzato dall’artista nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

L’opera mostra il momento dell’intenso incontro tra Anna e Gioacchino che, secondo il Vangelo dello Pseudo Matteo, avvenne davanti alla  Porta Aurea di Gerusalemme.

Gioacchino proviene da sinistra, seguito da un pastore, mentre Anna da destra, seguita da un gruppo di donne. I due consorti vanno incontro l’uno all’altra e, subito fuori dalla porta, su un ponticello, si abbandonano ad un umanissimo, tenero ed intenso bacio.

Il pittore rappresenta magistralmente l’emozione dell’incontro in un intreccio di mani, occhi, nasi, braccia e bocche.

Gli occhi di Gioacchino sono fissi sulla moglie mentre la tiene tra le sue braccia, anche gli occhi di Anna sono fissi sull’amato e le sue mani accarezzano teneramente i capelli e la barba di lui mentre le bocche si sfiorano dolcemente.

Se Gioacchino appare più timido nell’esternazione dei sentimenti, stupisce come, in un’opera del ‘300, Anna, una donna, oltre che una Santa, esprimendo tutto il suo amore, assuma una posa così terrena.

RITRATTI CONIUGALI

Tra i più famosi ritratti coniugali vanno ricordati quelli commissionati a Raffaello per celebrare l’unione, avvenuta pochi anni prima, dell’aristocratica Maddalena Strozzi con il mercante d’arte Agnolo Doni.

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Raffaello Agnolo e Maddalena Doni

Entrambi i coniugi si stagliano su un luminoso e soleggiato paesaggio naturale e, volgendo lo sguardo verso lo spettatore, sfoggiano abiti e gioielli sontuosi che rivelano il loro status sociale.

Le pietre della collana indossata da Maddalena hanno un particolare significato riconducibile alle virtù coniugali: lo smeraldo indica la castità, il rubino la forza e lo zaffiro indica la purezza, inoltre, la grossa perla a forma di goccia, è il simbolo di fedeltà matrimoniale.

LA DONNA AMATA

Sempre a Raffaello si deve il ritratto di una bellissima ragazza conosciuta con il nome di Fornarina, in questo caso l’artista non lavora per un committente innamorato ma rappresenta la donna che lui stesso ama, Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere.

Raffaello: Fornarina

 

La donna è ritratta discinta, coperta appena da un velo trasparente e da un manto rosso che pone sulle gambe, ciò fa pensare che si tratti di un ritratto privato, che non doveva essere esposto al pubblico. A suggellare l’amore tra l’artista e la sua musa sembra essere la firma del pittore posta orgogliosamente sul braccio della donna.

AMORE E MORTE

Prima dell’avvento della fotografia, i dipinti erano gli oggetti più preziosi per custodire per sempre il ricordo della persona amata  dopo la morte.

Tra le effigi più celebri del Rinascimento c’è indubbiamente il Dittico dei Duchi d’Urbino, Federico da Montefeltro e Battista Sforza, dipinto da Piero della Francesca.

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Piero della Francesca: Duchi di Urbino

I due nobili, riccamente abbigliati, si stagliano su uno splendido e luminoso paesaggio. Seguendo la tradizione numismatica gli sposi sono rappresentati in una fiera posa di profilo.

Si crede che mentre il ritratto di Federico fosse già completato nel 1465 quello di Battista Sforza sia postumo, come farebbe intendere l’iscrizione al passato. Probabilmente, quindi, il ritratto di Battista  fu richiesto da Federico stesso come ricordo dell’amatissima moglie defunta.

A Lorenzo Lotto, l’artista famoso per i rebus che amava disseminare nelle sue opere, si deve il controverso ritratto dei Coniugi dell’Ermitage.

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Lorenzo Lotto: Coniugi dell’Ermitage

I due sposi sono rappresentati uno accanto all’altra, l’uomo indica uno scoiattolo addormentato e tiene in mano un cartiglio in cui si legge la scritta “Homo Nunquam“. Nonostante del dipinto siano state date diverse interpretazioni quella più romantica vuole che ad essere rappresentato sia un vedovo, il cui dolore è insanabile a differenza di quello dell’animaletto che, nonostante la tempesta che imperversa fuori, dorme. Dunque, in questo caso la donna rappresentata sarebbe il fantasma della moglie e per questo avrebbe un’espressione assente e una carnagione eccessivamente chiara, lei, inoltre tiene tra le braccia un cagnolino, simbolo di fedeltà eterna.

Più recente è la storia d’amore del surrealista Chagall e la moglie Bella morta prematuramente.

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Chagall: Notte Verde

Il pittore non riesce a dimenticarla quindi la ritrae costantemente nelle sue tele, nella “Notte verde” l’artista ha il volto rosso per la disperazione, così Bella, dall’aspetto angelico, con il suo abito bianco, torna sulla terra per consolare il suo amato.

AMORI INFELICI E TRADIMENTI

Ancora a Lorenzo Lotto si deve un ritratto coniugale che rappresenta Marsilio e Faustina Cassotti proprio nel giorno delle nozze. Il marito, dall’espressione tutt’altro che felice, sta per mettere l’anello al dito della sposa, mentre lei volge lo sguardo rassegnato allo spettatore.

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Lorenzo Lotto: Coniugi Cassotti

L’amorino in volo, che sembra benedire l’unione, sottolinea in realtà, con un sorriso ironico,  le disastrose conseguenze di un matrimonio infelice, egli infatti sta ponendo sopra le loro spalle un giogo, che simboleggia il vincolo matrimoniale ma anche i doveri di cui marito e moglie si stanno facendo carico.

Tuttavia c’è anche chi ai doveri di fedeltà coniugale viene meno e l’emblema del tradimento si nasconde in uno dei dipinti più famosi di Leonardo; la Dama con l’ermellino.

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Leonardo: Dama con l’ermellino

Benché non si abbia la certezza che ad essere ritratta sia Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, si crede che l’ermellino il cui nome greco è galḗ (γαλή), alluda proprio al cognome della fanciulla. Inoltre il Moro viene ricordato come il “Bianco ermellino” e per questo sembra plausibile che il ritratto rappresenti il rapporto amoroso tra i due.

L’AMORE TOTALIZZANTE

Diego. Inizio. Diego. Costruttore. Diego. Mio ragazzo. Diego. Mio sposo. Diego. Pittore. Diego. Mio amante. Diego. Mio marito. Diego.Mio amico. Diego. Padre. Diego. Mia madre. Diego. Mio figlio. Diego. Io. Diego. Universo. Diversità nell’unità. Perché lo chiamo mio Diego? Non lo è mai stato , e non lo sarà mai. Egli appartiene solo a se stesso”

Quello che unì Frida Kahlo a Diego Rivera, è stato un amore tormentato ma totalizzante, come rivelano queste parole della pittrice messicana, un amore in grado di superare la crisi dovuta ai continui tradimenti di Rivera, i due artisti infatti si lasciarono per poi sposarsi una seconda volta e restare insieme fino alla morte della Kahlo.

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Frida Kahlo: Diego nei miei pensieri

Opera emblema di questo amore totalizzante è “Diego nei miei pensieri”, dove il volto del marito è ritratto al centro della fronte della Kahlo,  diventando così il centro ossessivo dei suoi pensieri.

Totalizzante è stato anche l’amore tragico di Amedeo ModiglianiJeanne Hébuterne. La giovane studentessa d’arte, compagna del tormentato artista livornese si suicidò al nono mese di gravidanza non potendo sopravvivere alla morte del suo grande amore. Sulla sua tomba è scritto “Compagna devota fino all’estremo sacrifizio”

Modigliani: Jeanne Hébuterne

 AMORE (IN)FINITO

L’amore e il sodalizio artistico di Marina Abramovic ed Ulay durò 12 anni, dal 1977 al 1989. Quando finì l’amore, la separazione della famosa coppia di artisti non poté che essere rappresentata da una spettacolare performance.

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Marina Abramovic ed Ulay sulla Muraglia Cinese

Nel 1989, infatti, i due artisti intrapresero  il cammino lungo la Muraglia Cinese: uno dei due partì da nord e l’altro da sud e, dopo aver percorso 2500 km, Marina ed Ulay si incontrarono a metà strada per poi dirsi addio definitivamente.

Solo molti anni dopo, nel 2010, durante la performance della Abramovic “The artist is present” al MoMa di New York, Ulay sorprese tutti presentandosi al cospetto della Abramovic facendo commuovere il pubblico e l’imperturbabile Marina.

Marina e Ulay: The artist is present

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