“Sulla morte senza esagerare” di Riccardo Pippa al Teatro India: la recensione
Sulla morte senza esagerare
In scena fino al 21 aprile al Teatro India “Sulla morte senza esagerare”, ideazione e regia di Riccardo Pippa, di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza, produzione Teatro Franco Parenti, Teatro dei Gordi.
“Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.”
L’opera, che è un omaggio alla poetessa polacca Wisława Szymborska, si differenzia totalmente da ciò che offre generalmente il panorama teatrale italiano. Gli attori, che indossano per tutto il tempo delle maschere, non si avvalgono della potenza della parola ma calcano il palcoscenico con il loro corpo e gestualità.

“Sulla morte senza esagerare” affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente raccontando la labile soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono congedo dai loro corpi e incontrano la Morte.
È una Morte, quella in scena, sulla soglia del pensionamento: una panchina, una valigia e una maglia usurata che narra allo spettatore le tante anime che la protagonista ha incontrato.
“Chi ne afferma l’onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.”

Le anime che la incontrano hanno storie ed età diverse tra loro: c’è il rider che incontra la Morte e riesce a sfuggirle a pochi passi, l’uomo anziano che viene accompagnato sulla soglia dalla compagna di una vita, una giovane donna dagli abiti lucenti, un bambino appena nato, una futura mamma che porta in grembo la forza di reagire, l’uomo che tenta più volte il suicidio. Quest’ultimo è tra i personaggi più riusciti: per tre volte tenta di impiccarsi ma ogni volta sfugge al richiamo della Morte.
Un richiamo che si trasforma da melodioso a ritmico con l’arrivo in scena dell’angelo aggiusta – tutto. Un “angelo” divertente e ilare che ama la musica, fa il seduttore con una delle anime in attesa, e che per un breve tempo si cimenta nel ruolo della Morte.

La domanda che ci si pone nella visione dello spettacolo è: come riescono gli attori ad essere così espressivi nonostante le maschere indossate? È qui che risiede la loro bravura. Le maschere realizzate in cartapesta raccontano senza parole “gli ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii”.“Sulla morte senza esagerare” è uno spettacolo che con levità racconta un tema ostico, a cui le persone si avvicinano sempre con diffidenza e paura. La Morte, che di solito spaventa, con il Teatro dei Gordi diventa familiare, da accogliere perché ineluttabile, e da apprezzare per ricordare la bellezza dell’esistenza.
“Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.”